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Il giornale di mezzanotte - Media - Tv - Il giornalista Giuseppe Sansonna in un viaggio onirico tra i luoghi più nascosti ed evocativi della provincia - In onda domenica 26 luglio alle 22,15

La Tuscia “sospesa tra sogni e favole” in un documentario di Rai 5

di Francesca Buzzi

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Giuseppe Sansonna durante le riprese del documentario nella Tuscia

Giuseppe Sansonna durante le riprese del documentario nella Tuscia

Giuseppe Sansonna durante le riprese del documentario nella Tuscia

Giuseppe Sansonna durante le riprese del documentario nella Tuscia

Giuseppe Sansonna durante le riprese del documentario nella Tuscia

Giuseppe Sansonna durante le riprese del documentario nella Tuscia

Viterbo – Una terra sospesa tra sogni e favole, dove la realtà si confonde con l’immaginazione e se ci si lascia trasportare dalla fantasia si rimane rapiti da quel che resta di una vecchia leggenda di streghe o dai frammenti delle civiltà che l’hanno abitata nel corso dei secoli.

E’ la Tuscia. O almeno è così che l’ha vissuta e raccontata Giuseppe Sansonna in una intensa settimana di riprese con la troupe di Rai Cultura, dando vita a un documentario che andrà in onda domenica 26 luglio, alle 22,15, su Rai 5.

Un viaggio onirico, della mente, che si intreccia con il viaggio vero e proprio, quello fisico, tra i sentieri dei boschi della provincia di Viterbo, tra le forre, i laghi, i palazzi storici.

“Siamo partiti dal capoluogo – spiega Giuseppe Sansonna -, in particolare dal palazzo dei Priori e dai suoi affreschi, per poi toccare tanti posti “magici” che la terra di Tuscia nasconde e custodisce: il parco dei mostri di Bomarzo, Civita di Bagnoregio, il giardino della Serpara a Civitella d’Agliano. E poi Bolsena con il suo castello e il suo lago, la torre di Chia, rifugio di Pasolini, Vitorchiano sulle orme di Brancaleone e di nuovo Viterbo, seguendo gli echi felliniani dei Vitelloni”.

Giuseppe Sansonna non è nuovo a lavori di questo tipo.  Nel 2014 all’Havana ha girato “The Cuban Hamlet”, ritratto di Tomas Milian andato in onda su Rai Movie, mentre più recentemente, nel 2017, ha realizzato “Tracce di Bene”, un docufilm dedicato a Carmelo Bene.

Nel 2016, invece, è stato uno degli autori di Fuori Binario, un ciclo di documentari prodotto da Rai Italia dedicato alle ferrovie italiane più particolari. E il documentario sulla Tuscia in qualche modo ricalca proprio questo genere di racconto: un viaggio insolito alla scoperta del territorio in chiave più antropologica che semplicemente turistica o culturale.

“Il prodotto che abbiamo realizzato nella Tuscia mi ha convinto ancora una volta che l’Italia è tutta una provincia – racconta Sansonna -. Fuori dalle grandi città ci sono posti magici, evocativi. Un po’ dimenticati forse, ma per questo anche più preziosi per il loro essere “fuori dal mondo”. Insomma la Tuscia, per me, potrebbe essere uno di quei luoghi perfetti per un buen retiro”.

Il documentario si intitola, appunto: “Tuscia, sogni e favole” e parte con un breve racconto di un paio di minuti nei quali la voce narrante presenta il lavoro che seguirà. “Forse per capire la Tuscia – si dice in questo incipit -, bisogna percorrerla a piedi, perdendosi nelle sue forre, in quegli anfratti che sembrano cambiare forma dopo ogni passo umano. Rimanendo identici a se stessi, da secoli”.

Sansonna e i suoi hanno fatto proprio così. L’hanno percorsa a piedi incontrando persone e anche qualche asinello per scovare racconti di secoli fa. Dai più famosi come quello sul primo Conclave della storia, nato proprio a Viterbo nel 1268, passando per quelli meno noti, come le storie di streghe che abitavano il lago di Bolsena e l’isola Martana, fino agli Anni ’50 di Fellini che la scelse come luogo della memoria e poi agli Anni ’60 di Pasolini che si innamorà della torre di Chia.

Il documentario, che andrà in onda in prima visione domenica sera, sarà poi ritrasmesso più volte nel corso della settimana e, più avanti, approderà anche su Rai 3.

Francesca Buzzi


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24 luglio, 2020

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