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Legambiente: “Cancellati 41 chilometri di costa laziale, compresi tratti di Tarquinia e Montalto”

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Tarquinia - Le antiche fornaci romane di Pian di Spille [3]

Tarquinia – Le antiche fornaci romane di Pian di Spille

Legambiente - Il consumo di costa nel Lazio [4]

Legambiente – Il consumo di costa nel Lazio

Viterbo – Il mare e le nuove costruzioni si stanno mangiando anche le coste del Lazio.

Il concetto, ormai chiaro, è ribadito da uno studio dell’osservatorio paesaggi costieri italiani Legambiente.

Gli estremi delle coste laziali sono Minturno e Montalto di Castro e racchiudono un totale di 329 chilometri spiaggia: 27 sono rocciosi, 243 sabbiosi e 59 artificializzati dalla creazione di porti e infrastrutture.

Solo 12 chilometri sono ancora classificabili come paesaggi agricoli mentre sono ancora integri 109 chilometri di paesaggi naturali, di cui 68 risultano vincolati perché ricadenti in aree protette.

Entrando nello specifico, lo studio di Legambiente osserva la trasformazione del paesaggio costiero regionale tra il 1988 e il 2012 mediante il confronto delle immagini satellitari.

Negli anni in questione sono stati cancellati 41 chilometri di costa laziale, cioè il 20% dell’intera urbanizzazione esistente – spiega il report –. Questo fenomeno di ulteriore occupazione di suolo si è verificato in gran parte a favore di nuove seconde case, ville e palazzi. Ma anche per l’espansione di alcuni agglomerati che si susseguono lungo la costa e per attività turistiche”.

Le “zone rosse” delle mappe, che corrispondono alle coste cancellate, sono presenti anche nei tratti di litorale della provincia di Viterbo compresi tra Tarquinia e Montalto di Castro, partendo dalla località di Sant’Agostino (al confine con Civitavecchia) e arrivando alla frazione di Pescia Romana (ultima spiaggia laziale prima della Toscana).

“Malgrado i vincoli della legge 431/1985 sono stati trasformati in modo irreversibile 41mila metri di paesaggi costieri – conclude il report -. Nel fermare la pressione edilizia ha rappresentato un presidio importantissimo il sistema delle aree naturali che interessa la costa, a partire dal parco nazionale del Circeo fino alla riserva naturale statale delle Saline di Tarquinia. Oggi, nel Lazio, la tutela deve rappresentare una priorità per difendere la bellezza e la qualità di paesaggi straordinari e ancora integri, ma a rischio cementificazione, compresi tra Gaeta e Sperlonga, tra Terracina e Sabaudia, dove anche le sponde dei laghi sono state trasformate. E poi ancora, tra Astura ed Anzio, tra Marina di Cerveteri e Santa Severa, tra Scaglia e lido di Tarquinia, e al confine con la Toscana, tra Riva dei Tarquini e Montalto di Castro”.

Samuele Sansonetti


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