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Il giornale di mezzanotte - Classifica Censis - L'università della Tuscia perde una posizione rispetto allo scorso anno pur ottenendo un punteggio più alto - TUTTI I DATI

L’Unitus terzultima tra i piccoli atenei statali

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Viterbo - L'università della Tuscia

Viterbo – L’università della Tuscia

Viterbo – L’Unitus terzultima tra i piccoli atenei statali. Con 78,2 punti scende in ottava posizione su dieci. Una in meno rispetto allo scorso anno, quando era settima ma con un punteggio più basso: 77,5.

È quanto emerge dalla ventesima edizione, quella 2020/2021, della Classifica dell’università italiane stilata dal Censis. “Uno strumento – spiega l’istituto di ricerca – che è stato creato per fornire orientamenti alle scelte di tutti gli studenti pronti a intraprendere la carriera universitaria. Si tratta di un’articolata analisi del sistema universitario italiano basata sulla valutazione delle strutture disponibili, dei servizi erogati, del livello di internazionalizzazione, della capacità di comunicazione 2.0 e della occupabilità”.

L’Unitus rientra, insieme ad altri nove, tra i piccoli atenei statali, ovvero quelli con non più di 10mila iscritti. In questa classifica l’università di Camerino continua a difendere il primo posto, con un punteggio complessivo di 93,5. Scala la classifica di quattro posizioni l’università Mediterranea di Reggio Calabria che realizza un punteggio di 83,8 sorpassando l’università di Foggia, terza in classifica con 83,7 punti.

Per il 2020/2021 l’ateneo viterbese ottiene un punteggio complessivo più alto: 78,2 rispetto ai 77,5 dello scorso anno. Ma ciò non basta per salvarlo dallo slittamento dalla settima all’ottava posizione su dieci. Meglio dell’università della Tuscia fanno, oltre a quelle di Camerino, Reggio Calabria e Foggia, quelle di Teramo, dell’Insubria, di Cassino e della Basilicata. Nona posizione per quella del Sannio e decima per quella del Molise.

L’Unitus ottiene il punteggio più alto alla voce “Strutture”: 99 (+4 rispetto allo scorso anno. Negli ultimi cinque anni, si va dai 102 punti del 2015 ai 92 del 2018). Ottantaquattro per “Occupabilità” (-4 rispetto al 2019) e 81 per “Internazionalizzazione” (+6 negli ultime 12 mesi. Il punteggio più alto è stato registrato nel 2015 – 84 – e quello più basso nel 2019: 75).

Settanta punti per i “Servizi”, in linea con quelli dello scorso anno. Negli ultimi cinque anni, sono stati raggiunti i 73 punti nel 2018. Alla voce “Borse” il punteggio registrato è 69, uno in meno rispetto a quello del 2019 e mai così basso (il massimo è stato raggiunto nel 2016 con 79). Per “Comunicazione e servizi digitali” solo 66 punti, uno in meno rispetto a 12 mesi fa, ma sono lontani gli 85 punti del 2016.

Insomma, l’ateneo viterbese fa bene solo in “Strutture” e “Internazionalizzazione”. Calano invece “Occupabilità” (è la flessione più consistente), “Borse” e “Comunicazione e servizi digitali”. Il punteggio complessivo aumenta di 0,7 ma l’Unitus perde una posizione. Qualcosa è stato fatto, soprattutto in “Internazionalizzazione” e “Strutture”. Ma, secondo il Censis, altre sette piccole università statali hanno fatto meglio.


Classifica Censis delle università (edizione 20/21) – Piccoli atenei statali

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Classifica Censis delle università – Gli atenei statali

Tra i mega atenei statali (quelli con oltre 40mila iscritti) nelle prime quattro posizioni si mantengono stabili, rispettivamente, l’università di Bologna, prima con un punteggio complessivo pari a 91,5, inseguita come lo scorso anno dall’università di Padova, con un punteggio pari a 88,5, poi al terzo e al quarto posto l’università di Firenze e La Sapienza di Roma, con i punteggi complessivi di 86,2 e 85,7.

L’università di Perugia mantiene la posizione di vertice della classifica dei grandi atenei statali (da 20mila a 40mila iscritti), ottenendo un punteggio complessivo di 92,7. Sale di due posizioni l’università di Pavia (90,3), che passa dal quarto al secondo posto, incrementando di 9 punti l’indicatore relativo alle strutture, di 6 quello della comunicazione e dei servizi digitali e di 7 quello dell’occupabilità, compensando il minor punteggio per le borse di studio e gli altri servizi in favore degli studenti (-7 punti). 

Anche quest’anno è l’università di Trento a guidare la classifica dei medi atenei statali (da 10mila a 20mila iscritti), con un punteggio complessivo pari a 98,7. Sono soprattutto gli incrementi di 10 e 7 punti, rispettivamente, degli indicatori occupabilità e comunicazione e servizi digitali che, compensando la contrazione di 12 punti dell’indicatore internazionalizzazione, garantiscono all’ateneo una posizione di vertice. Con un punteggio complessivo di 96,0 punti l’università di Sassari scala due posizioni rispetto allo scorso anno, collocandosi al secondo posto e sorpassando così l’università di Siena, che retrocede in terza posizione con 94,8 punti. 

Nella classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10mila iscritti) difende la sua prima posizione l’università di Camerino, con un punteggio complessivo pari a 93,5. Scala la classifica di quattro posizioni l’università Mediterranea di Reggio Calabria che, grazie a un incremento di 20 punti dell’indicatore relativo alle strutture, realizza un punteggio complessivo di 83,8 sorpassando così l’università di Foggia, quest’anno terza in classifica con 83,7 punti. 

La classifica dei politecnici, guidata anche quest’anno dal politecnico di Milano (con un punteggio complessivo di 94,3 punti), vede al secondo posto lo Iuav di Venezia (91,2 punti), che fa retrocedere in terza posizione il politecnico di Torino (89,5), seguito dal politecnico di Bari (83,0), che chiude la classifica.


Classifica Censis delle università – Gli atenei non statali

La classifica degli atenei non statali appare stabile nelle diverse classi dimensionali.

Tra i grandi atenei (oltre 10mila iscritti) è in prima posizione anche quest’anno l’università Bocconi (98,2 punti), seguita dall’università Cattolica (81,8 punti).

Tra i medi (da 5mila a 10mila iscritti) è quest’anno la Luiss a collocarsi in prima posizione, con un punteggio pari a 94,6, seguita dalla Lumsa (89,2 punti), mentre lo Iulm (82,0 punti) continua a collocarsi al terzo posto.

Tra i piccoli (fino a 5mila iscritti), più numerosi, la Libera università di Bolzano continua a occupare il vertice della classifica (con un punteggio complessivo di 101,4), seguita in seconda posizione dall’università Roma Europea (90,6 punti), che scala una posizione, sorpassando la Liuc-Università Cattaneo (90,0 punti), che scende in terza posizione. Chiude la graduatoria l’università Lum Jean Monnet, preceduta dall’università di Roma Link Campus.


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14 luglio, 2020

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