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Geotermia - Dopo le pesantissime affermazioni, i primi cittadini Angelo Ghinassi e Paolo Dottarelli denunciano Diego Righini per minaccia e diffamazione

“Sindaci somari, mafiosetti e terroristi… gli darò una lezione che non si scorderanno”

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Viterbo - Diego Righini

Diego Righini

Geotermia - Il commento sull'account di Diego Righini

Geotermia – Il commento sull’account di Diego Righini

Lo screen degli insulti inviato dal comune di Bolsena

Lo screen degli insulti inviato dal comune di Bolsena

Viterbo – Li ha apostrofati “somari con la fascia”, “sindaci mafiosetti”, “terroristi contro le rinnovabili”. Frasi scritte su Facebook ma che avrebbe pronunciato anche in un programma televisivo che ha su una rete privata romana. I primi cittadini di Acquapendente e Bolsena, Angelo Ghinassi e Paolo Dottarelli, come già fatto dal vicesindaco di Bolsena Andrea Di Sorte, hanno denunciato Diego Righini, che in suoi interventi sulla stampa si firma come manager dell’associazione Geotermia zero emissioni o manager della Itw Lkw Geotermia Italia spa.

Ghinassi e Dottarelli, tramite l’avvocato Fausto Barili, si dicono al centro di una campagna diffamatoria e intimidatoria portata avanti con frasi che definiscono offensive e minacciose. Ma pure lesive della loro carica pubblica e dignità di uomini. Da “somari con la fascia” a “sindaci mafiosetti” che “fanno intimidazioni mafiose e terrorismo sul territorio”. Ma anche: “Terroristi somari contro le rinnovabili. Pensano che portando una fascia tricolore, che non onorano, possano osteggiare lo sviluppo economico del paese. Bocciati dalla storia! Non li ascolta più nessuno”. E ancora: “Solo perché hanno una fascia, pensano di potersi definire onnipotenti. Fanno pena”.

Nei confronti del sindaco Ghinassi, in particolare, commentando un articolo con la foto dello stesso primo cittadino, Righini avrebbe scritto in base alla denuncia: “A quel somaro con la fascia darò una lezione che non se la scorderà. Ha giocato troppo sull’ignoranza delle persone, ora arriva la punizione esemplare”. Una frase che ha suscitato l’immediata reazione, non solo del collega Dottarelli, ma anche del senatore di Forza Italia Francesco Battistoni e del Pd di Viterbo, che hanno espresso solidarietà a Ghinassi.

Pubblicando un’immagine del sindaco di Bolsena Dottarelli, invece, dal profilo Facebook denominato Diego Righini sarebbe partito un nuovo post viene denunciato: “Ecco un altro somaro con la fascia. Ma gli affari dei suoi compagni di partito su alberghi e ristoranti sul lago che scaricano liquami senza filtri nell’acqua del lago, come li giudica?”. Secondo i querelanti si tratterebbe di un riferimento al vicesindaco di Bolsena Andrea Di Sorte, ristoratore di professione.

Come se non bastasse il 6 giugno, sullo stesso profilo Facebook, compare un video con il commento “Combatto i somari con la fascia”. Nelle immagini si vede Righini prendere a pugni un sacco da boxe, per poi affermare: “Capito sì…?!”.

Ghinassi e Dottarelli ne sono sicuri: a scatenare le reazioni di Righini è la loro presa di posizione, insieme ad altri sindaci dei comuni sul lago di Bolsena, contro i progetti geotermici nell’Alfina. Se è vero, ripetono da tempo i primi cittadini, che le fonti rinnovabili rappresentano il futuro, i rischi per determinati territori, nei quali secondo loro rientra pure quello dell’Alta Tuscia, non mancano. Rischi sull’ecosistema ma anche geologici, e a tal proposito ricordano l’ultimo sciame sismico avvenuto a maggio.

Ghinassi e Dottarelli hanno chiesto alla procura di Viterbo di indagare per diffamazione e minacce. Entrambe aggravate, con le minacce che sfocerebbero nell’intimidazione.


Articoli: Paolo Dottarelli: “Solidarietà a Ghinassi per le vergognose intimidazioni” – I sindaci “terroristi somari contro le rinnovabili”, il senatore Battistoni solo “terrorista”


Presunzione di innocenza – In caso di querela

La querela è semplicemente l’atto, di chi si ritiene persona offesa o pensa di aver rilevato irregolarità, per chiedere l’intervento della magistratura per procedere nei confronti dell’autore di un presunto reato. Si tratta di accuse di parte e tutte da dimostrare, quindi. L’indagato è tale per un atto dovuto.

Nel sistema penale italiano vige sempre la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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26 luglio, 2020

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