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Viterbo - Viaggio nella sede di Santa Maria in Gradi deserta, in balia di chiunque e dove i controlli anti Covid sono scarsi - FOTO E VIDEO

Unitus, dove tutto è a disposizione dei ladruncoli…

di Daniele Camilli

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Viterbo – Benvenuti al self service dell’università, quella della Tuscia, sede del rettorato, complesso di Santa Maria in Gradi, Viterbo. Fase successiva ai primi mesi dell’emergenza Covid. Ma a Santa Maria in Gradi i controlli sono a dir poco scarsi.

Chiunque può entrare e uscire come vuole. Cancelli e porte sono aperti. Non solo, ma può arrivare ovunque e quel che è peggio portarsi via di tutto. Computer, monitor, proiettori, sculture, marmi, capitelli, quadri e pure una macchina da scrivere di un certo valore. Quasi del tutto indisturbato. All’ingresso, a un certo punto, capita di incontrare un vigilantes. Probabilmente è il solo, non si vedono altri suoi colleghi. All’interno di un edificio che conta centinaia di metri quadrati di superficie. Difficile quindi da controllare. Almeno per una sola persona.

Un fatto verificato nei giorni scorsi.


Viterbo - Unitus - L'ingresso principale di Santa Maria in Gradi

Viterbo – Unitus – L’ingresso principale di Santa Maria in Gradi


Arrivare al secondo piano, dove c’è l’ufficio del rettore e quelli dei professori, è stato di estrema facilità. Così come nei locali dove ci sono i pannelli dell’elettricità e all’interno della stanza “archivio e fotocopie”. Nessuno ha detto niente. Ogni tanto, qualcuno, qua e là è passato. Ma ha osservato e se ne è andato.



L’università è un luogo pubblico. Non solo, ma all’interno del complesso di Santa Maria in Gradi ci sono anche due splendidi chiostri, che magari, approfittando della pausa estiva, viene voglia di visitare. Comunque sia, cancello e porte sono aperte. 


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - La stanza con i computer

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – La stanza con i computer


Nessuno all’ingresso misura la febbre. Ad esempio, a palazzo dei Priori, sede dell’amministrazione comunale, lo fanno. Fanno anche compilare e firmare un’autodichiarazione. All’università, invece, questo pare proprio non avvenga. E tutt’attorno, lungo le pareti e nei punti di passaggio, gli avvisi anti Covid su come comportarsi, quelli che oggi si vedono un po’ dappertutto, sono quasi nulli.


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - Un proiettore all'interno del sistema museale d'ateneo

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – Un proiettore all’interno del sistema museale d’ateneo


Guardandosi poi attorno, la video sorveglianza sembra esserci solo all’ingresso. E tutto ciò che si può portare via non pare essere dotato di sistema d’allarme.


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - Il Sistema Museale d'ateneo

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – Il sistema museale d’ateneo


Una volta varcata la porta principale, a un certo punto c’è un’aula piena zeppa di computer. E’ chiusa, ma accedere è semplicissimo. 


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - La serratura del sistema museale d'ateneo

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – La serratura del sistema museale d’ateneo


E’ aperto invece il sistema museale d’ateneo. E fuori le porte, che sono due, non c’è nemmeno un “vietato l’ingresso agli estranei”. Chiunque può accedere e andarsene come e quando vuole. Portandosi via, se vuole, quello che gli serve. 


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - Marmi e capitelli all'interno del sistema museale d'ateneo

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – Marmi e capitelli all’interno del sistema museale d’ateneo


“Il sistema museale di ateneo – sta scritto sul sito dell’Unitus – si articola in musei, collezioni e raccolte collegate ai dipartimenti o ad altre strutture dell’università e si propone di sostenere e promuovere la tutela e la valorizzazione del patrimonio architettonico dell’ateneo e delle sue collezioni storiche, demo-antropologiche, scientifiche e artistiche; cura inoltre la conservazione e la valorizzazione del patrimonio museale dell’ateneo e la catalogazione informatizzata del patrimonio; coordina una corretta esposizione dei reperti, delle opere e delle collezioni ad uso non solo della didattica universitaria, ma anche di un’utenza più vasta, con particolare riferimento alle scuole di ogni ordine e grado”.


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - Il sistema museale d'ateneo

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – Il sistema museale d’ateneo


Qui a Santa Maria in Gradi una volta c’era un convento duecentesco. C’era pure una chiesa, lasciata oggi nel più completo abbandono e degrado, piena d’erba e con le impalcature che stanno lì da tempo ormai immemorabile.


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - Il Sistema Museale d'ateneo

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – Il sistema museale d’ateneo


Santa Maria in Gradi è stato un carcere importante, venuto su nella seconda metà dell’ottocento, smobilitato all’inizio degli anni ’90. Per far posto all’università. Un carcere speciale, come ricorda l’epigrafe all’ingresso, dove tra il 1927 e il 1943 sono stati imprigionati dissidenti e antifascisti. Tra questi, Altiero Spinelli ed Emilio Sereni. A ricordarli un’epigrafe del 1983 voluta dalla provincia di Viterbo.


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - La stanza archivio e fotocopie

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – La stanza archivio e fotocopie


A Santa Maria in Gradi sono transitati, tra il dicembre del ’43 e il mese di gennaio dell’anno successivo, gli ebrei rastrellati, deportati e sterminati nei campi nazisti del nord Europa. L’università quest’anno gli ha dedicato una targa posta all’ingresso dell’aula magna. 

Sempre a Santa Maria in Gradi, nel 1975, una rivolta di detenuti portò alla prima riforma del sistema penitenziario in Italia.


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - L'affresco all'interno del sistema museale d'ateneo

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – L’affresco all’interno del sistema museale d’ateneo


Una volta all’interno del complesso, imbucandosi da una delle porte che si affacciano sul chiostro rimaneggiato nel XVI secolo, si può tranquillamente salire al primo e al secondo piano. Al pian terreno c’è anche una postazione di Porta futuro che tra le altre cose si occupa di orientamento professionale e servizi alle imprese. Anche qui ci sono un paio di Pc e una stampante. Completamente incustoditi.


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - L'installazione di Naoya Takahara

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – L’installazione di Naoya Takahara


Tra i due piani ci si imbatte in tanti altri oggetti. Tutti di valore. Tutti a portata di mano. 

Il primo è l’installazione dell’artista Naoya Takahara, una scultura donata all’Università della Tuscia nel 1995 e restaurata nel 2014.


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - I quadri di Felice Ludovisi

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – I quadri di Felice Ludovisi


Poco dopo c’è la stanza archivio e fotocopie con la documentazione di Urp, affari istituzionali e la posta della segreteria didattica. Poco prima, “La Genesi”, un’opera di Felice Ludovisi affidata all’università.


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - La postazione di Porta Futuro

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – La postazione di Porta Futuro


Da queste parti, tra primo e secondo piano, ci sono anche i sistemi per la gestione e l’analisi dei dati, gli uffici del rettore e del suo staff, quello del direttore generale, bilancio, avvocatura e anticorruzione. 


Viterbo - Unitus - Santa Maria in Gradi - Tra primo e secondo piano

Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi – Tra primo e secondo piano


I corridoi sono completamente deserti. Ogni tanto qualcuno si fa vivo. Ti guarda e se ne va per la sua strada. Tranne una signora che ti osserva un po’ così perché la mascherina t’è finita sotto al naso, dicendoti in modo deciso di sistemartela. Lo fai, senza alcun problema e chiedi anche scusa. Ma al tempo stesso, ironicamente, pensi che per un malintenzionato il volto coperto… è pure meglio.

Un bene pubblico va tutelato, qualcuno intervenga.

Daniele Camilli


 Multimedia: Fotogallery: L’Unitus del dopo Covid – Video: A spasso per Santa Maria in Gradi


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20 luglio, 2020

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