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Cultura - Studiare le comunità microbiche delle rocce antartiche per capire i limiti della vita e la possibilità di sopravvivenza in un mondo sempre più arido

Progetto Unitus finanziato dal governo Usa

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Viterbo - Unitus - L'ingresso principale di Santa Maria in Gradi

Viterbo – Unitus – L’ingresso principale di Santa Maria in Gradi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Studiare le comunità microbiche delle rocce antartiche per capire i limiti della vita e la possibilità di sopravvivenza in un mondo sempre più arido. Progetto Unitus finanziato dal governo Usa.

Il progetto della professoressa Laura Selbmann, docente di Botanica sistematica e micologia e filogenesi del dipartimento di Scienze ecologiche e biologiche (Deb) dell’Università degli studi della Tuscia è l’unico italiano ad aver superato le selezioni, tra centinaia di progetti presentati da ricercatori di tutti il mondo, del bando Ficus (Facilities integrating collaborations for user science) gestito in sinergia tra il Jgi (Joint genome institute) e Emsl (Environmental molecular sciences laboratory), finanziato dal dipartimento per l’energia degli Stati Uniti.

“Un’altra grande soddisfazione per l’ateneo viterbese – afferma il rettore Stefano Ubertini – che conferma l’eccellenza nell’ambito della ricerca internazionale”.

“Il progetto – specifica la professoressa Selbmann – si propone di studiare in modo integrato tutti gli aspetti molecolari, funzionali e geomicrobiologici di queste peculiari comunità microbiche per chiarire i meccanismi che consentono loro di vivere, perpetuarsi ed evolvere in condizioni che fino a poco tempo fa erano considerate incompatibili con la vita”.

Le rocce, colonizzate da questi organismi, che verranno studiate in questo progetto, sono state raccolte nell’ambito di progetti finanziati dal Programma nazionale per le ricerche in Antartide (Pnra) e sono conservate presso la sezione tematica di micologia del Museo nazionale dell’Antartide (Mna), che ha sede presso il Deb, dell’Università degli studi della Tuscia.

I dati acquisiti consentiranno di far luce sull’evoluzione e l’ecologia di questi organismi e capire come la vita possa aver successo in ambienti estremi e adattarsi in un contesto di deterioramento ambientale dovuto al cambiamento climatico.

Si avranno, inoltre, importanti informazioni sui limiti di abitabilità in ambienti terrestri e sulla possibilità di vita al di fuori del nostro pianeta.

Il progetto verrà svolto in collaborazione con il professor Jason E. Stajich dell’università della California, Riverside, e con la professoressa Asunción de los Ríos, Museo nazionale della scienza di Madrid.

Università degli studi della Tuscia


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27 agosto, 2020

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