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Viterbo - Il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici in occasione della ricorrenza della tragedia di Marcinelle

“I dati sugli incidenti sul lavoro, anche in agricoltura, sono ancora troppo altalenanti”

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Mauro Pacifici (Coldiretti)

Il presidente della Coldiretti Mauro Pacifici

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Coldiretti Viterbo ricorda la tragedia di Marcinelle come “Giornata nazionale del sacrificio italiano nel mondo” proclamata dalla presidenza del consiglio nella giornata dell’8 agosto.

“È l’occasione per ricordare tutti i connazionali caduti sul lavoro sia in Patria che all’ estero – afferma Mauro Pacifici, presidente Coldiretti Viterbo -. Onorare la memoria di tutti i lavoratori caduti mentre svolgevano il proprio lavoro, è doveroso. Ma, pensando a Marcinelle, dobbiamo anche metterci nei panni di tutti coloro che per poter lavorare devono andare all’estero e che, quindi, oltre ad un duro lavoro, devono affrontare la lontananza dalla propria famiglia e dal proprio Paese”.

Il disastro di Marcinelle avvenne nel 1956 quando persero la vita 136 minatori italiani impegnati nell’estrazione del carbone a Bois du Cazier di Marcinelle, località del Belgio. Dal 2001, questa giornata viene ricordata per riflettere sul tema del lavoro.

“È vero che il lavoro nobilita l’uomo – continua Pacifici – ma non dobbiamo mai dimenticarci di svolgerlo in perfetta sicurezza, sia se lavoriamo da soli sia se abbiamo dei dipendenti. I dati sugli incidenti sul lavoro, anche in agricoltura, sono ancora troppo altalenanti: tante cose sono state fatte ma tante altre devono essere completate. Nulla può essere più importante di una vita umana”.

Conclude il direttore Coldiretti Viterbo, Elvino Pasquali: “Oggi ricordiamo tutti coloro che sono venuti a mancare sul posto di lavoro, le complessità del lavorare fuori dai confini nazionali per garantire un futuro ai propri cari; il pensiero va a loro ed alle loro famiglie lasciate con un vuoto incolmabile. I lavoratori di Marcinelle sono stati dei pionieri nel 1956 e proprio per questa ragione bisogna pensare a loro per la grande intraprendenza e dedizione al lavoro che hanno dimostrato, per il grande coraggio nel lasciare la propria casa alla ricerca di un futuro migliore. Per far sì che il loro sacrificio noi sia stato vano è fondamentale continuare a lavorare puntando sulle tante eccellenze italiane che abbiamo, come l’agroalimentare e l’ enogastronomia, l’unico modo per dare traiettorie di futuro ai nostri giovani nella propria Patria”.

Coldiretti Viterbo


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8 agosto, 2020

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