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Viterbo - E' una delle possibili iniziative che potrebbe scaturire dopo l'approvazione in consiglio provinciale del testo del gemellaggio tra l'Egitto e la Tuscia

La statua di Santa Rosa a Luxor e un sarcofago di un faraone egizio a Viterbo

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Viterbo - La mostra di Tutankhamon a piazza Fontana grande

Viterbo – La mostra di Tutankhamon a piazza Fontana grande

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Viterbo – La mostra di Tutankhamon a piazza Fontana grande

Viterbo - La mostra di Tutankhamon a piazza Fontana grande

Viterbo – La mostra di Tutankhamon a piazza Fontana grande

Viterbo – (e.c.) – La statua di Santa Rosa in viaggio a Luxor e un sarcofago di un faraone egizio a Viterbo.

Sono solo alcune delle iniziative che potrebbero scaturire da un patto di gemellaggio storico tra il mondo egiziano e la Tuscia, terra degli etruschi.

Il testo del patto – proposto dal governatore della regione di Luxor, Mostafa Mohamed Alham – è stato approvato venerdì dal consiglio provinciale.

Il governatore in autunno ha in programma una visita a Viterbo per la firma ufficiale dopo la ratifica da parte del ministero degli Affari esteri. Al via libera all’accordo si è arrivati anche grazie all’intervento del consigliere comunale Giacomo Barelli.

Un grande lavoro anche diplomatico fatto in silenzio che vede la luce una grande opportunità per il territorio viterbese.

A far pensare alla fattibilità di un progetto di questa portata anche il successo della mostra di Tutankhamon organizzata a Viterbo dalla fondazione Sib Benedetti in occasione della quale circa 60mila visitatori hanno ammirato le repliche del tesoro della tomba del faraone.

L’evento è stato l’anticamera per un’ulteriore apertura ad una serie di iniziative culturali che saranno proposte dall’ambasciatore della Repubblica Araba di Egitto in Italia, Hisham Badr attraverso il progetto ufficiale all’approvazione dei ministeri competenti di Italia ed Egitto.

“Si potrà dire che gli Etruschi sbarcheranno in Egitto rinnovando i legami millenari fra i due Paesi uniti dalle uniche religioni al mondo che coltivano l’immortalità dell’anima in viaggio dopo la morte” ha commentato Eugenio Benedetti Gaglio, presidente della Fondazione Sib dopo l’approvazione del patto di gemellaggio.

Già due anni fa le due culture si erano avvicinate molto grazie al viaggio intrapreso dal vescovo Lino Fumagalli. Aveva infatti guidato il primo pellegrinaggio cristiano seguendo il viaggio della Sacra famiglia nella fuga in Egitto visitando i luoghi dove Gesù bambino si era rifugiato per sette anni.

Proprio su questo tema il ministero della Cultura egiziano ha affidato alla Fondazione Sib Benedetti la realizzazione della prima mondiale a Roma che ha già ottenuto il patrocinio della Santa Sede.

Ma non finisce qui. Con il sì all’accordo non è escluso che la statua di Santa Rosa possa raggiungere Luxor e che il sarcofago di un faraone egizio possa essere temporaneamente portato a Viterbo.

Tutte queste iniziative saranno proposte dalla fondazione Sib Benedetti al ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini.

 


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2 agosto, 2020

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