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Economia - La stima dell'osservatorio sui bilanci della Fnc mostra un crollo verticale delle società di capitali: -369.972 euro rispetto al primo semestre del 2019

Stangata del Covid-19 alle imprese della Tuscia, in sei mesi perso il 19% del fatturato

di Samuele Sansonetti
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Lavoro

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Viterbo – Quasi 280 miliardi di euro bruciati dal Covid-19.

La stima dell’osservatorio sui bilanci dei commercialisti parla di un fatturato in caduta libera per le società di capitali di tutta Italia.

Nei primi sei mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2019, si è verificato un crollo del 20% che è più ampio nel nord-est (-21,3%) e nel meridione (-21,2%) e leggermente più contenuto nelle isole (-17,6%) e nel centro (-18,3%).

“Il semestre appena chiuso – spiega Tommaso Di Nardo del Cndcec – è stato contraddistinto da veri e propri blocchi dell’attività produttiva accompagnati da forti cali della domanda di beni e servizi sia interna che estera.

Quando in Italia è scattato l’allarme, intorno al 22 febbraio, l’economia globale era già sotto shock. E’ iniziata, dunque, ancora prima del lockdown esteso, una fase di contrazione dei consumi unita all’interruzione dell’offerta in alcuni settori produttivi.

Allo stesso tempo, come ha rilevato l’Istat nell’indagine sulle imprese che ha svolto nel mese di maggio, alcune imprese non sottoposte a chiusura hanno scelto deliberatamente di interrompere l’attività. Alcune di queste hanno riaperto poco dopo, altre lo hanno fatto solo dal 4 maggio, altre ancora hanno dichiarato di non essere in grado di ripartire nel corso del 2020”.

Le simulazioni presentate dalla Fnc si basano sui dati Istat e sui bilanci di 830mila società di capitali. Per quanto riguarda la Tuscia lo studio parla di una variazione del fatturato totale che passa da 1.955.841 euro del primo semestre del 2019 a 1.585.841 euro del primo semestre del 2020. In poche parole il -19,9% che corrisponde a 369.972 euro.

La provincia di Viterbo, nel Lazio, è la terza per perdita percentuale dopo Frosinone (-21,4%) e Rieti (-20,8%) e davanti a Latina (-18,1%) e Roma (-16,1%). A livello italiano è poco al di sopra della media nazionale (-19,7%).

“Quella che emerge dalle nostre simulazioni – conclude la Fnc – non può non destare enorme preoccupazione per il destino delle imprese italiane che, ricordiamolo, rappresentano il motore dell’economia nazionale. Nell’analisi sono considerate circa 830mila società che fatturano complessivamente circa 2.700 miliardi di euro, l’89% di tutte le imprese e l’85% circa di tutti gli operatori economici”.

Samuele Sansonetti


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24 agosto, 2020

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