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Omicidio nella Capitale - Notte in carcere per il 48enne di Canepina Salvatore Cau - Quando è stato fermato era ancora sporco di sangue

Accoltellato a morte per un debito di poche decine di euro

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Salvatore Cau

Salvatore Cau

Roma - Via Borghesano Lucchese, luogo dell'omicidio

Roma – Via Borghesano Lucchese, luogo dell’omicidio

Emanuele Mattei

Emanuele Mattei

Canepina – Ha trascorso la notte nel carcere di Regina Coeli Salvatore Cau, il 48enne di Canepina arrestato per aver accoltellato a morte il cameriere romano di 43 anni Emanuele Mattei.

I carabinieri della compagnia Trastevere, che stanno conducendo le indagini, continuano a far luce sulla vicenda, i cui contorni restano da approfondire. Nessuna ipotesi è esclusa, ma gli investigatori credono che dietro l’omicidio ci sia un debito di poche decine di euro. Forse nemmeno cinquanta. Un prestito (per cosa?) che Mattei avrebbe fatto a Cau e\o al collega egiziano di 46 anni che era con lui.

Il dramma è avvenuto intorno alle 2 della notte tra il 14 e il 15 settembre. In via Borghesano Lucchese, nel quartiere Portuense della Capitale. Tra Mattei, Cau e l’egiziano ci sarebbe stata una violenta lite durante la quale la vittima avrebbe preso a calci la portiera dell’auto su cui si trovava la coppia di colleghi. A quel punto il 48enne di Canepina sarebbe sceso dalla macchina e avrebbe accoltellato il 43enne all’addome, che è morto dopo pochi istanti sotto gli occhi della fidanzata.

Intanto Cau e l’egiziano si sarebbero allontanati, con quest’ultimo che più tardi sarebbe tornato sul luogo del delitto. Riconosciuto da alcuni testimoni, è stato fermato dai carabinieri e a fine giornata rilasciato. Il 48enne, invece, è stato notato da dei poliziotti fuori servizio insospettiti dal fatto che fosse sporco di sangue. Prima di essere portato in caserma, è stato medicato in ospedale per una ferita provocata da una botta alla testa.

Sulla salma di Mattei è stata disposta l’autopsia, mentre nelle prossime ore Cau comparirà davanti davanti al gip. Sia la vittima che il suo presunto assassino sono incensurati. “Un uomo umile e un padre di famiglia”, così a Canepina descrivono il 48enne. Origini sarde, è nato a Roma ma da tempo vive a Canepina. Sposato, ha una figlia di nove anni e lavora come cameriere e portiere nel settore alberghiero. E quella notte nella Capitale si sarebbe trovato proprio per lavoro.


Articoli: Ucciso con una coltellata all’addome sotto gli occhi della fidanzata – Accoltellato e ucciso 43enne, fermato uomo di Canepina


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 settembre, 2020

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