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Viterbo - Consiglio comunale - Mafia viterbese - Il sindaco Arena replica al consigliere che lo aveva sollecitato, annunciando querela - La risposta dell'esponente Forza Civica

“Barelli vuole colpire la mia persona e la città”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Consiglio comunale - Arena e Barelli

Viterbo – Consiglio comunale – Arena e Barelli

Viterbo – “Barelli con un clima di terrore vuole colpire la mia persona e la città”. Operazione Erostrato, il sindaco Giovanni Arena replica in apertura di consiglio comunale.

Giacomo Barelli (Forza civica), commentando la sentenza di primo grado Erostrato (presenza di un sodalizio criminale che ha agito con metodo mafioso) aveva rimarcato come la mafia viterbese si sia interessata delle elezioni comunali. Chiedendo un chiarimento al sindaco Arena e all’assessore Ubertini.

“Non devo chiarire alcunché – tuona Arena – perché non c’è niente da dire”. La replica arriva in consiglio. Barelli non è presente.“La misura è davvero colma – dice Arena – ho dato mandato ai legali di valutare un’azione contro Barelli, per avere gettato discredito su tutta la maggioranza, usando come pretesto il deposito della sentenza, collegata a un dato inesistente e assolutamente contrario al vero”.

Arena va avanti. “Non è vero l’interessamento del sodalizio criminale alle elezioni che hanno portato all’insediamento di questo consiglio. Barelli mente sapendo di mentire. Non c’è stato un movente politico per gli attentati a Claudio Ubertini, che è persona offesa e parte civile nel processo”.

Quindi a Barelli: “Dimostri dove si fa riferimento a quanto dice. Metto a disposizione copia integrale della sentenza. Ognuno ne può fare richiesta. Barelli se ne faccia una ragione, dedichi il suo tempo a ben più illuminate attività per il miglioramento del territorio”.

Si apre il dibattito. Luigi Maria Buzzi, capogruppo FdI, chiede a Barelli di scusarsi, Andrea Micci (Lega) mette in guardia dal confondere vittime con carnefici. Giulio Marini ribadisce come il consiglio comunale si formato da brava gente.

Tocca a Barelli replicare. Non era presente quando Arena stava parlando, per un impegno. Quando è Barelli a prendere la parola, il sindaco Arena si alza e con lui, tutti i consiglieri di maggioranza.

Il consigliere ha appreso dell’intenzione di querela da parte del sindaco. “Non mi faccio intimidire – dice Barelli – i miei interventi sono sempre stati politici. Se qualcuno sente un attacco personale in una vicenda che sconvolge la città, faccia pure.

Dire che la mafia si è interessata alle elezioni, è un problema di tutti, non di uno.

La città è cambiata. Cosa c’è di scandaloso nel dire che per la prima volta la nostra città è stata attinta da un fenomeno, l’associazione di tipo mafioso?

Dov’è lo scandalo nel denunciare che qualcuno si interessa alla politica? Purtroppo il fenomeno si è annidato in città. Perché non si vuole riconoscere che questo territorio è stato macchiato da un fenomeno mafioso?”.

Barelli ricorda qualcosa che gli è accaduto. “Un parente due giorni fa mi ha detto, falla finita. Forse da voi, mi ha spiegato, è accaduto solo ora. Quella è gente che non perdona, è pericoloso dire certe cose.

Io sono rimasto allibito. C’è chi si preoccupa e ritiene che siano pericolose come cose. Per chi le dice”.

Il consigliere Forza Civica è certo: “Di indicibile c’è una cosa sola. Dire che a Viterbo la mafia non c’è. Non c’è niente di più scandaloso che far finta del niente. Mi prendo la responsabilità di avere denunciato che la mafia purtroppo è arrivata anche da noi”.

Nel dibattito entrano anche i consiglieri d’opposizione.

Giuseppe Ferlicca


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24 settembre, 2020

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