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Viterbo - La denuncia di Anna Calabrò (Ancl): "I consulenti del lavoro non sono ancora stati messi in condizione di poter presentare le istanze per le aziende assistite"

“Integrazioni salariali, non possono essere liquidate le indennità ai lavoratori”

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Viterbo - Il meeting dei consulenti del lavoro - Anna Calabrò

Viterbo – Il meeting dei consulenti del lavoro – Anna Calabrò

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sembrerà incredibile ma, a più di un mese dalla pubblicazione del D.L. n. 104/2020, cosiddetto “Decreto agosto” ed a poco più di una settimana dalla scadenza legale del termine di presentazione delle nuove domande di autorizzazione per gli interventi di integrazione salariale con causale Covid-19 che hanno avuto inizio a luglio ed agosto, i consulenti del lavoro non sono ancora stati messi in condizione di poter presentare le istanze per le aziende assistite.

Infatti, gli organi competenti, ministero del Lavoro ed Inps, non hanno ancora predisposto le circolari operative e le procedure telematiche specifiche, necessarie per presentare le domande di integrazione salariale.

Pertanto, a partire dagli eventi iniziati dalla data del 13 luglio, le aziende ed i consulenti non possono richiedere le integrazioni salariali e, conseguentemente, non possono essere liquidate le indennità ai lavoratori.

Continua così il caos nella gestione degli ammortizzatori sociali Covid-19 e a nulla è valsa la negativa esperienza dei malfunzionamenti del portale Inps e dei ritardi che si erano generati all’inizio della pandemia.

Se non bastasse l’impossibilità di presentare le richieste per le integrazioni di luglio ed agosto 2020, ci viene segnalato dai nostri associati che ancora moltissime autorizzazioni, relative alle settimane fruite nei mesi di maggio, giugno e luglio 2020, ai sensi del precedente decreto “Cura Italia”, non sono ancora state autorizzate.

La mancata autorizzazione impedisce a consulenti del lavoro ed imprese a richiedere all’Inps i pagamenti diretti ai lavoratori.

Non solo quindi per i consulenti del lavoro sarà impossibile rispettare la scadenza del 30 settembre per presentare le domande, così come stabilito dal D.L. n. 104 del 14 agosto 2020, ma come ormai frequentemente accade, le inefficienze del legislatore, dei ministeri e degli enti previdenziali ricadono su imprese, Consulenti del Lavoro e lavoratori.

Tutto ciò perché ancora una volta non sono stati ascoltati i professionisti.

Durante la nostra manifestazione di protesta del 29 luglio a piazza Montecitorio, la categoria ha spiegato ai rappresentanti delle istituzioni parlamentari cosa non ha funzionato in materia di ammortizzatori sociali, le diffuse criticità operative scaturite per i consulenti del lavoro ed i conseguenti ritardi sulla liquidazione delle integrazioni salariali ai lavoratori.

In tale occasione furono consegnati due dossier, uno realizzato dal consiglio nazionale dell’ordine e l’altro dal consiglio nazionale dell’Ancl, con cui, oltre ad illustrare i numerosi provvedimenti legislativi che si sono susseguiti nei mesi precedenti e gli effetti ricadenti su aziende e lavoratori, nella prospettiva di una vera semplificazione fu suggerito un adeguamento del sistema, ribadendo la proposta formulata sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ovvero la creazione di un ammortizzatore sociale unico.

Siamo rimastati inascoltati. E’ un vero peccato dire: ve l’avevamo detto.

Anna Calabrò
Associazione nazionale consulenti del lavoro (Ancl) U.P. Viterbo


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18 settembre, 2020

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