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Cronaca - Praga boccia il nuovo piano della commissione europea che prevede meccanismi di solidarietà verso i paesi di primo arrivo

La Repubblica Ceca dice no alla redistribuzione dei migranti tra i paesi Ue

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Bruxelles - La Commissione europea

Bruxelles – La Commissione europea

Jan Hamacek

Jan Hamacek

Ursula von der Leyen

Ursula von der Leyen

Cronaca – La proposta della commissione europea per superare il patto di Dublino è stata presentata solamente poche ore fa, ma arriva già il primo no.

A esprimere la propria contrarietà è la Repubblica Ceca, che rifiuta qualsiasi redistribuzione dei migranti tra i paesi membri dell’Unione europea. Lo fa sapere il ministro dell’interno della Repubblica Ceca Jan Hamacek: “Siamo contrari. Non saremo d’accordo con nessuna proposta contenente l’obbligo di ricollocamento”.

Il ministro ceco ha poi ricordato che Praga si trova ormai da tempo su questa linea politica, supportata anche dai paesi Visegrad e da quelli baltici.

La proposta presentata oggi dalla commissione europea ha come obiettivo quello di sostituire il sistema attualmente in vigore di Dublino, che pone sulle spalle degli stati di primo arrivo tutti gli oneri riguardanti la gestione dei flussi migratori, con un sistema di “contributi flessibili” di solidarietà nei confronti di quei paesi che sono la prima destinazione dei migranti.

“A seconda delle diverse situazioni negli stati membri e delle fluttuanti pressioni migratorie, la commissione propone un sistema di contributi flessibili da parte degli stati membri”, riporta il comunicato stampa della commissione. Questi contributi, aggiunge la commissione, “possono variare dal ricollocamento dei richiedenti asilo dal paese di primo arrivo fino all’assumersi la responsabilità di rimpatriare le persone che non hanno diritto di restare o varie forme di supporto operativo”.

“Le migrazioni sono sempre state un fatto in Europa e lo saranno sempre – ha concluso Ursula von der Leyen, presidentessa della commissione europea -. Per secoli hanno dato forma alle nostre società e a molte delle nostre vite. E sarà sempre così. È un fenomeno complesso e l’intero sistema per affrontarlo in Europa non funziona più. Il pacchetto della commissione sulle migrazioni e l’asilo che presentiamo oggi offre un nuovo inizio”.


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23 settembre, 2020

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