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Economia - L'evento è organizzato da Legacoop Lazio - Tra gli ospiti l'assessore regionale al Turismo Giovanna Pugliese

Lunedì il webinar “Turismo e cultura per il futuro sostenibile della Tuscia”

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Giovanna Pugliese

Giovanna Pugliese

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 28 settembre riflessioni sulla nostra terra in modalità webinar con l’assessore regionale Giovanna Pugliese, Marta Leonori, Cristiana Avenali e tanti stakeholder del territorio.

La Tuscia viterbese è un territorio dalle potenzialità straordinarie, ricco di storia, cultura, patrimonio naturalistico e prodotti agroalimentari d’eccellenza. Eppure, ormai da decenni, oggetto di un progressivo spopolamento e impoverimento del tessuto economico e sociale. Legacoop Lazio ritiene che sia necessario provare ad invertire in maniera fattiva questa rotta, ripartendo dalle idee e dalle proposte di chi il territorio lo vive quotidianamente e da coloro che ne hanno a cuore le sorti.

Storicamente, la provincia di Viterbo viene descritta come uno dei territori più ricchi per patrimoni ambientali, culturali ed archeologici. Allo stesso tempo, questi beni costituiscono solo parzialmente un volano per lo sviluppo, per la loro diffusione frammentata su di un territorio perlopiù sconosciuto.

“L’Italia è un paese dove non abita più nessuno”: la frase di Stefano Boeri deve invitarci a riflettere. Risiedere non è abitare, quest’ultimo verbo è arricchito dall’evidente legame con il territorio.

Legacoop Lazio ha l’obiettivo di costruire un patto, provando ad immaginare insieme nuovi percorsi, su un nuovo modo di vivere ed abitare. Nei piccoli borghi non servono investimenti milionari ma modelli, progetti e, soprattutto, visioni.

I modelli turistici vanno ripensati analizzando anche ambiti sociali ed economici apparentemente molto lontani. Un esempio, in tal senso, è fornito proprio dalla recente emergenza sanitaria legata al Covid-19: i borghi sono stati ripopolati da smartworkers, che hanno preferito allontanarsi dalla frenesia delle aree metropolitane per tornare nelle “seconde case” o nelle case di famiglia. Tutto questo è stato però possibile solo in quei borghi dove era presente un’infrastruttura di rete e una copertura telefonica adatta allo svolgimento di attività lavorative e di studio da remoto.

Altro esempio, legato al momento della “ripresa” post pandemia, è stato quello del modello turistico laziale, che ha saputo ricalibrarsi a vantaggio di soggiorni di prossimità e di brevi viaggi, spesso legati all’enogastronomia e all’esperienziale.

E’ importante non cadere nell’errore di liquidare i problemi culturali e turistici legati ai borghi della Tuscia con l’apparente e superficiale soluzione del “fare rete”: i borghi della Tuscia devono diventare dei veri hub culturali. Da questo punto di vista, gli Enti del territorio hanno l’occasione di giocare una partita fondamentale: la co-progettazione con gli operatori economici e turistici, strumento fondamentale per lo sviluppo locale.

In questo ambito le Cooperative del territorio possono svolgere una funzione molto importante, come collante tra la riattivazione dei territori e il welfare territoriale. Si inserisce in questo contesto il tema delle cooperative di comunità, strumento di sviluppo privilegiato in grado di riunire servizi, occupazione e valorizzazione del territorio in un’ottica di sostenibilità complessiva.

Allo stesso tempo, va preso atto che gli strumenti di conservazione attivati nella provincia (parchi, musei, vincoli paesaggistici, ecc) hanno messo al sicuro i patrimoni, riuscendo solo in parte a trarre sufficiente beneficio economico dalle tante realtà esistenti.

L’esperienza di alcuni siti come Civita di Bagnoregio, che ha capitalizzato le proprie peculiarità raggiungendo un boom turistico senza uguali nel territorio, pur rappresentando una buona prassi da condividere non può assurgere a modello unico per lo sviluppo del turismo nella Tuscia. Dalle singole esperienze è necessario far nascere progetti complessivi più ampi, in grado di drenare ancora più risorse economiche e di allargare territorialmente i benefici.

L’attivazione di reti di valorizzazione dei territori deve tuttavia passare attraverso il ruolo di facilitatore delle Istituzioni, sia a livello regionale che nazionale, anche veicolando risorse provenienti dai bandi europei. 

Relativamente ai parchi e alle riserve naturali, va preso atto che le progettualità sono state completamente abbandonate negli ultimi anni e le risorse economiche sono destinate quasi per intero ai costi di gestione.

Legacoop Lazio


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22 settembre, 2020

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