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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - E' il progetto "Terra degli uomini" della Caritas diocesana con la partecipazione di Fai Cisl, Coldiretti, Unitus, Acli, Slow Food e associazioni

Il mondo cattolico unisce le forze, oltre 30 persone inserite nel mondo del lavoro

di Daniele Camilli

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Viterbo – Lavoro e occupazione, terra e dignità. Il mondo cattolico viterbese mette insieme le forze e fa squadra per affrontare le questioni sociali nel rispetto della persona. Povertà, disoccupazione e migrazione. Inserimento lavorativo. Per uno sviluppo economico più umano. Soprattutto dopo la fase del lockdown dovuto al Covid e un “autunno caldo” alle porte.

Il progetto si chiama “Terra degli uomini: lavoro e dignità”, ed è promosso dalla Caritas diocesana di Viterbo grazie ai contributi messi a disposizione della Cei e derivanti dall’8 per mille, le donazioni che si fanno con la dichiarazione dei redditi e che poi la Chiesa usa per assistere chi non ha niente e ristrutturare gli edifici, vale a dire, nella maggior parte dei casi, un pezzo consistente del patrimonio culturale italiano. Un progetto, “Terra degli uomini”, avviato nel 2019 e giunto al secondo anno, nasce dalla volontà di sperimentare sul territorio un modello di lotta alla povertà fondato su percorsi di partecipazione, strutturando il tutto intorno all’offerta di opportunità lavorative temporanee nell’ambito dell’agricoltura sociale.


Celleno - I lavoratori del terreno gestito da migranti e rifugiati

I lavoratori del terreno gestito da migranti e rifugiati a Celleno


Oltre al contributo della Cei, il progetto della Caritas si avvale anche di una rete di collaboratori che vede in prima fila Fai Cisl Viterbo, Fai Cisl Lazio, il partenariato con il dipartimento Dafne dell’Università degli studi della Tuscia, le Acli di Viterbo, Coldiretti Viterbo, Slow Food Viterbo e Tuscia e Terra viva Viterbo. Un percorso che nelle scorse settimana ha già visto la diocesi del vescovo Lino Fumagalli protagonista con un altro progetto a Celleno dove diversi rifugiati hanno avviato la coltivazione di due ettari di terreno. 


Viterbo - Sara De Luca

Viterbo – Sara De Luca della Fai Cisl


“Il progetto ‘Terra degli uomini’ – spiega Sara De Luca della segreteria Fai Cisl Viterbo – ha favorito il ritorno all’occupazione di persone che cercano un nuovo percorso di vita, di famiglie in difficoltà economica e lavorativa, avvalendosi dell’esperienza di aziende agricole del territorio. Un buon modo per fare leva sulla crescita umana e professionale delle persone che saranno inserite in percorsi formativi per migliorare le proprie competenze ed essere inserite nel mondo del lavoro”.


Celleno - Progetto Formarsi per scegliere

I lavoratori del terreno gestito da migranti e rifugiati a Celleno


Il risultato? Nel mese di agosto sono state presentate 72 domande, 40 in più rispetto allo scorso anno. Ventitré persone sono state inserite al lavoro, di cui 16 in aziende agricole e 7 in altre realtà. Un’altra decina di persone sono poi in via di inserimento in aziende agricole, per un totale di oltre 30 collocamenti. Tra i beneficiari del progetto, 3 sono donne, il 14% italiani, mentre più del 75% provengono da paesi africani e asiatici. Ventidue le aziende coinvolte. 


Viterbo - Claudio Tomarelli della Fai Cisl Lazio

Viterbo – Claudio Tomarelli della Fai Cisl Lazio


“L’obiettivo – aggiunge il segretario generale della Fai Cisl Lazio, Claudio Tomarelli – non è infatti ‘assistere’ ma fornire concrete opportunità lavorative fornendo un sostegno diretto all’impresa e un percorso personalizzato ai beneficiari. In questo modo si sostiene il lavoro e si vogliono mettere le persone al centro con una presa in carico globale, andando oltre il solo aiuto economico, per creare opportunità di autonomia”.


Viterbo - Luca Zoncheddu della Caritas

Viterbo – Luca Zoncheddu della Caritas


“Abbiamo ricevuto tante manifestazioni di interesse per l’avvio della seconda annualità del progetto, data l’attuale condizione di grande necessità in ambito occupazionale – dichiara il direttore della Caritas diocesana di Viterbo, Luca Zoncheddu -. La scelta di lavorare in agricoltura sociale nasce dalla volontà di sperimentare un modello di lotta alla povertà fondato su percorsi di consapevolezza di sé. Le persone beneficiarie possono usufruire anche di percorsi personalizzati di orientamento, sostegno psicologico e familiare, accompagnamento e tutoraggio nell’impegno lavorativo”.


Francesca Durastanti

Viterbo – L’agronoma Francesca Durastanti


Responsabile del progetto per conto della Caritas diocesana è Francesca Durastanti, agronoma specializzata in agricoltura sociale e civica. “Il progetto – spiega Durastanti – si propone inoltre come azione pilota i cui risultati potranno fornire elementi utili per un eventuale consolidamento del modello di intervento nel quadro di un più ampio piano di contrasto alla povertà”.


Viterbo - Onofrio Rota

Viterbo – Il segretario generale della Fai Cisl nazionale Onofrio Rota


Positivo infine il commento del segretario generale della Fai Cisl nazionale, Onofrio Rota. “Molto importante – ha detto Rota – la convenzione stipulata tra tutti i soggetti coinvolti. Credo sia una delle strade da percorrere per strutturare forme politiche attive del lavoro intorno alle opportunità esistenti sul territorio, con l’intento di accompagnare le persone in difficoltà a trovare motivazioni e strumenti di emancipazione, attraverso la riattivazione della fiducia e delle risorse personali e sociali. Un metodo utile per superare il puro assistenzialismo, e che dunque rappresenta una buona pratica da riprodurre anche in altri territori”.

Daniele Camilli


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6 settembre, 2020

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