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Politica - Il sindaco Giuliani in consiglio comunale: "Nella nostra città il rischio di contagio è più alto, meglio aspettare e capire come va negli altri paesi"

“A Orte scuole ancora chiuse perché molti genitori fanno i pendolari”

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Angelo Giuliani

Angelo Giuliani

Orte – (a.c.) – “Non esistono impedimenti reali per la riapertura delle scuole a Orte: la vera ragione è che la nostra città ha un’interscambiabilità con Roma che, alla luce dell’aumento dei contagi, ci espone a un rischio maggiore che altrove”. Questo il succo del ragionamento che ha portato il sindaco Angelo Giuliani a ordinare il rinvio dell’apertura delle scuole sul territorio comunale al 28 settembre.

Il primo cittadino ha esposto le sue motivazioni nella seduta straordinaria urgente del consiglio comunale di martedì sera, dopo che l’assessora all’Istruzione Mariastella Fuselli aveva comunicato le sue dimissioni proprio in seguito alla decisione sul rinvio della riapetura.

“Mi sono resa conto di essere la sola amministratrice a volere la riapertura delle scuole il 14 settembre – aveva detto Fuselli -. La scuola era pronta a ripartire sotto tutti i punti di vista. Quello che non era pronto era quello che dovevamo fare noi come amministrazione comunale”.

Di ben altro avviso Giuliani, che ha invece imputato la decisione del rinvio alla risalita dei contagi. Il sindaco ha ricordato che “a Orte molti genitori dei bambini fanno i pendolari su Roma e questo genera delle situazioni di attenzione che per ragioni di privacy non è il caso di rivelare. Ma credetemi che rinviare l’apertura a dopo il referendum è stata la scelta più giusta”.

“L’istituto omnicomprensivo di Orte è il plesso scolastico più grande della provincia di Viterbo e tra i più complessi a livello regionale – ha continuato Giuliani -. Rinviare l’apertura ci permette di vedere il percorso del contagio in realtà meno articolate della nostra e organizzarci di conseguenza, anche alla luce di eventuali nuove linee guida che potrebbero arrivare nei prossimi giorni”.

Dopo la difesa, il sindaco è passato all’attacco sulla decisione del governo di riaprire le scuole pochi giorni prima del referendum costituzionale di domenica e lunedì. “Ho voluto evitare ai bambini di dover stare a scuola per tre giorni e poi rientrare a casa. Non c’è nessun apprendimento in questo e non vedo la necessità di dover riaprire a tutti i costi, anche a fronte di una scelta illogica”.

“La decisione è stata sofferta, ma ho ragionato da padre e me ne assumo la responsabilità – ha concluso Giuliani -. Il 28 settembre avremo indicazioni per poter organizzare meglio la riapertura. Aprire per tre giorni, richiudere e poi riaprire sarebbe stato assurdo e anche dispendioso, perché avremmo dovuto pagare una sanificazione in più”.


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17 settembre, 2020

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