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Viterbo - La posizione dell'Anpi sulla riforma costituzionale - Il referendum il 20 e il 21 settembre

“Pericoloso il taglio dei parlamentari, al referendum votiamo no”

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Viterbo - La sezione Anpi

Viterbo – La sezione Anpi

Enrico Mezzetti e Pierluigi Ortu

Enrico Mezzetti e Pierluigi Ortu

Viterbo – (b.b.) – “Siamo pronti e voteremo per il no”. E’ chiara la posizione dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia per il referendum dei prossimi 20 e 21 settembre, quando si andrà alle urne per decidere sulla riduzione del numero dei parlamentari.

“No è l’unica posizione possibile – spiega il presidente Anpi provinciale Enrico Mezzetti – per noi il parlamento è la massima espressione della democrazia e non è tagliando il numero delle poltrone che si risolveranno i problemi dell’Italia. Tutto ciò che otterremmo nel caso in cui vincesse il sì, sarebbe un taglio della nostra rappresentatività, un danno inimmaginabile e pericoloso per la democrazia”.

Numeri alla mano, con la riforma costituzionale, si passerebbe dagli attuali 630 deputati a 400 e dagli attuali 315 senatori a 200. 

“E non è un bene – prosegue il presidente – oggi abbiamo un deputato ogni 96 mila abitanti e un senatore ogni 188 mila abitanti. Con il taglio ci sarebbe un deputato ogni 151 mila abitanti e un senatore ogni 302 mila. Dopo la riforma dunque diminuirebbe sensibilmente il numero di rappresentanti e con esso la rappresentatività del popolo all’interno delle istituzioni”.

“Il parlamento è la democrazia e va in ogni modo salvaguardato – sottolinea Enrico Mezzetti – non è un “poltronificio” sui cui fare tagli: se al suo interno siedono persone indegne, questo dipende da chi li ha votati. Ma diminuire i numeri non cambierà la situazione”. Neppure in termini di risparmio economico. “Il fatto di riuscire a risparmiare milioni di euro all’anno ormai non è più neppure il cavallo di battaglia di chi al referendum voterà sì  – conclude – il taglio porterà nelle tasche degli italiani 95 centesimi l’anno”. Un risparmio pari allo 0,007% della spesa pubblica. 

“Un’inezia – spiega Pierluigi Ortu, segretario provinciale dell’Anpi – Un conto è risparmiare, com’è giusto, un altro tagliare a casaccio. La riduzione di deputati e senatori porterebbe a una drastica riduzione della rappresentatività del popolo. E a livello locale – conclude – questo avrebbe dei risvolti durissimi: oggi Viterbo può contare una presenza in parlamento, in futuro questo potrebbe non accadere più”.

Ecco perché non c’è alcun dubbio – concludono – i prossimi 20 e 21 settembre al referendum votiamo no!”.


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16 settembre, 2020

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