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Viterbo - La famiglia ricorda il professore con una lettera postuma che gli hanno dedicato gli amici

Quinto anniversario della scomparsa di Rinaldo Bocchini

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Rinaldo Bocchini

Rinaldo Bocchini

Viterbo – Nel quinto anniversario della sua scomparsa la famiglia ricorda il professor Rinaldo Bocchini con una lettera postuma che gli hanno dedicato gli amici.

Ciao Rinaldo,

Quando il 16 settembre di cinque anni fa ho ricevuto quel messaggio da Antonella, ho capito che il figuro con la falce aveva avuto la meglio. Purtroppo quel bastardo ti aveva sopraffatto e portato via. Lei ha scritto che ci avevi lasciato, ma noi tutti sappiamo che lo hai fatto dopo avere lottato con tutte le tue forze, affrontando sofferenze e difficoltà notevoli.

Qualche giorno prima, al telefono, ti avevo sentito deluso ed avvilito, sentimenti che provavi anche perché ti chiedevi che cosa potevi avere fatto di male per ricevere dalla vita un trattamento del genere.

Niente Rinaldo, niente, non avevi fatto niente, anzi hai vissuto soprattutto nel rispetto del prossimo, nel rispetto dell’amicizia (di questo per la mia parte non ti ringrazierò mai abbastanza), di attenzione per qualsiasi cosa facessi: famiglia, scuola, professione, svago.

In quella telefonata mi avevi confermato la considerazione e stima che ci legavano. Non ce n’era bisogno. Lo sapevo e ne ero certo.

Non erano necessarie parole che comunque ho sinceramente apprezzato e mi hanno inorgoglito.

Oggi è sabato e mi vengono in mente quegli incontri che abbiamo fatto negli ultimi due anni a casa tua parlando per ore di tutto e del contrario di tutto.

Era la naturale prosecuzione delle serate in pizzeria, delle visite alle mostre o a qualche paesino qui intorno, serate che, se ricordi bene, si concludevano per l’esaurimento dei clienti nel locale. Ad una certa ora ci accorgevamo che eravamo rimasti solo noi ed i titolari, carissimi amici.

Forse era tempo di ritornare a casa. Avremmo continuato per ore, tanta era la serenità e la rilassatezza che caratterizzava i nostri incontri.

Si parlava di arte, di storia, di viaggi, di incontri. Ciascuno di noi raccontava gli aneddoti delle proprie vacanze con un denominatore comune: non ci si annoiava mai e, soprattutto, qualsiasi cosa ci sembrava interessante. Io penso che non fosse solo per l’importanza dell’argomento, era lo stare insieme che faceva sì che qualsiasi spunto fosse quello buono per ridere, scherzare, magari arrabbiarci sulla evoluzione della vita di ogni giorno, ma che comunque costituiva un’occasione di distensione reciproca.

A casa, come sai, anche durante la malattia, siamo andati avanti facendo progetti per il futuro.

“Si apre quella tale mostra, programmiamone la visita. Si ma come faccio a venire se ho difficoltà a muovermi? E che problema c’è. Si va con la sedia a rotelle. Pensa che sgommate potremmo fare nella scalinata delle Scuderie del Quirinale! Io voglio qualcuno che mi spieghi quello che sto vedendo. Lo abbiamo già fatto per la mostra di Vermeer e penso che sia riuscito. Cerchiamo di ripetere l’esperienza”.

E si perché quando si insegna si cerca di utilizzare la propria attitudine anche in occasioni non professionali. Ma tu, fammelo dire, non hai solo insegnato. Tu hai spiegato, hai esposto, hai educato alla riflessione ed al ragionamento, mettendo in pratica il tuo sapere per renderlo disponibile a chi ti ascoltava.

E questo solo i grandissimi possono farlo.

Mi ricordo un’iscrizione su una stele nella cattedrale di York che più o meno diceva così: “Rispettiamo i morti ma occupiamoci di quelli che vivono”.

Ecco questo penso sia quello che tutti noi, te compreso, abbiamo fatto.

Ti prometto che cercheremo, fin dove è possibile, di continuare così, per proseguire il lavoro comune iniziato.

Adesso io non so dove stai o cosa fai.

Probabilmente stai parlando con Raffaello, Leonardo, Michelangelo, Napoleone o Dumas per trovare le conferme a quello che per anni hai studiato ed insegnato ai tuoi studenti ed agli amici.

Sappi però una cosa.

Quando vorrai venirci a trovare un posto per te ci sarà sempre.

Con affetto, gli amici di sempre.


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16 settembre, 2020

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