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Politica - Interviene il circolo di Viterbo dell'associazione Italia - Nicaragua

“Referendum del 20 e 21 settembre, sosteniamo il No”

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Tuscania

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Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo – Ci uniamo alle numerosissime associazioni, comitati, magistrati, costituzionalisti, semplici cittadini, che si stanno esprimendo a sostegno delle ragioni per votare No al referendum del 20 e 21 settembre.

L’impianto culturale della riforma costituzionale è figlia dell’antiparlamentarismo di chi vede le istituzioni come inutili orpelli e del populismo (meno parlamentari uguali meno sprechi e meno furbetti), di chi vede nella politica qualcosa di sporco sempre e comunque.

L’inganno in cui siamo precipitati è quello per il quale mortificando l’istituzione democratica, per quanto acconciata sia, faremo tutti un passo avanti nella democrazia.

La soluzione non è cambiare un tanto a chilo la Costituzione nata dalla Resistenza.

Il Parlamento (debole, subalterno e ampiamente degradato, come non ricordare quando ha accettato di votare che Ruby era la nipote di Mubarak?) non recupererà il ruolo che ha senza un salto di qualità negli eletti e nei partiti che devono selezionarli.

Non c’è alcuna garanzia che riducendo il numero e solo il numero dei deputati e dei senatori le cose possano migliorare. Ci sono invece buoni motivi per pensare che peggioreranno.

Se votiamo NO al taglio dei parlamentari, non è certo perché ne apprezziamo la statura quanto piuttosto perché convinti che la riduzione del loro numero ne peggiorerà ulteriormente la qualità e il grado di asservimento. Una selezione che, con numeri ridotti, sarà ancora più saldamente in mano a un pugno di leader di partito.

Noi continuiamo a essere consapevoli che la sovranità del popolo è, in primo luogo, nel parlamento che vive.

Non a caso è sempre stato il parlamento, quell’aula “sorda e grigia”, il primo obiettivo dell’azione demolitrice di ogni totalitarismo in ogni luogo del mondo.

Se il Parlamento decade dalla sua funzione di rappresentanza si apre la strada al presidenzialismo, una bandiera già nel programma del centro destro.

Votiamo No per respingere quest’ulteriore sfregio alla nostra democrazia costituzionale.

Noi non siamo contro la riduzione dei parlamentari, siamo contro questo tipo di taglio lineare e slegato da tutto.

Si poteva e doveva partire dalla proposta presentata già nel 1985 (Ferrara, Rodotà) che prevedeva una sola camera eletta con una legge proporzionale.

Infine sulla riduzione dei costi della politica, nel paese dei consiglieri regionali e dei parlamentari più pagati d’Europa, bastava dimezzare gli stipendi degli uni e degli altri, obiettivo facilmente raggiungibile con legge ordinaria e con ben maggiori risparmi.

Anche per questo è meglio votare NO, anche andando contro corrente, con la consapevolezza che bisogna aggiungere al rifiuto del populismo antipolitico una nuova proposta culturale e istituzionale.

Un altro modo di parlarsi e stare assieme.

Qualcosa di meritarsi il nome di politica, senza aggettivi.

Associazione Italia – Nicaragua (Circolo di Viterbo)


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14 settembre, 2020

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