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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - San Martino al Cimino - Giuseppe Fioroni (Pd) ha spiegato le sue ragioni del No al taglio del numero di deputati e sanatori al Balletti Park Hotel

“Il referendum del 20 settembre è solo un ulteriore passo avanti dell’antiparlamentarismo”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Senza una legge elettorale proporzionale, il taglio dei parlamentari, e con esso il referendum, rischia di essere solo un ulteriore passo avanti dell’antiparlamentarismo”. E’ questa la principale ragione del No dell’ex parlamentare ed ex ministro alla pubblica istruzione Giuseppe Fioroni (Pd) alla riforma costituzionale su cui gli italiani saranno chiamati ad esprimersi il 20 e 21 settembre.

Ragioni, quelle di Fioroni, discusse oggi pomeriggio davanti a un centinaio di persone che si sono riunite negli spazi esterni del Balletti Park Hotel di San Martino al Cimino (Viterbo). Il titolo dell’incontro, “Verso il referendum. Le ragioni del no”.


Viterbo - San Martino al Cimino - Giuseppe Fioroni

Viterbo – San Martino al Cimino – Giuseppe Fioroni


Tra il pubblico ci sono anche Salvatore Regoli della Iuppiter, Paolo Bianchi di Faleria, Felice Casini da Sutri, l’ex assessore provinciale Antonio Rizzello, alcuni dirigenti scolastici, l’ex consigliera comunale di Viterbo Daniela Bizzarri e l’attuale consigliera comunale d’opposizione a Palazzo dei Priori Luisa Ciambella. Completato il numero delle presenze consentito dalla legge, diverse le persone rimandate indietro perché non c’erano più posti disponibili consentiti dalla legge. Misurazione della febbre all’ingresso, santificazione delle mani prima di accedere e divieto assoluto di muoversi tra le file di sedi.


Viterbo - San Martino al Cimino - L'incontro di Giuseppe Fioroni (Pd)

Viterbo – San Martino al Cimino – L’incontro di Giuseppe Fioroni


“Serve una legge proporzionale con voto di preferenza – ha detto Fioroni -. A quel punto facciamo tutti i tagli dei parlamentari che si vogliono fare. La gente deve poter scegliere chi elegge. Altrimenti la distanza tra eletti ed elettori aumenta e il vincolo di mandato del parlamentare è solo verso chi lo ha nominato, di cui poi diventa pure ruffiano. Altrimenti, senza una legge elettorale proporzionale, a venir meno sono le ragioni e i bisogni del territorio”.

Tre le parole chiave che hanno caratterizzato il discorso di Fioroni. “Le motivazioni più profonde del no – ha detto l’ex ministro alla pubblica istruzione -. Persone, comunità e territorio. Tre parole che rappresentano storia e cultura che accomunano cattolicesimo democratico e riformismo più vero”. Poco prima, all’inizio dell’incontro, Fioroni manda in onda un video con l’intervento di Aldo Moro a sostegno del primo governo di centrosinistra in Italia durante gli anni ’60.


Viterbo - San Martino al Cimino - Luisa Ciambella

Viterbo – San Martino al Cimino – Luisa Ciambella


“Il problema – ha proseguito Fioroni – non è ridurre il numero dei parlamentari, ma decidere cosa devono fare Camera e Senato, così come il rapporto tra eletti ed elettori e di entrambi con il territorio e la comunità cui appartengono. Perché in una democrazia, la titolarità delle scelte appartengono al cittadino. Perché in una democrazia l’obiettivo principale è rendere il cittadino il più possibile protagonista della scelta elettorale”.

In tutto questo, si è poi chiesto Fioroni, “il taglio dei parlamentari come risponde alla centralità della persona e a quella del territorio e della comunità di cui fa parte? Ecco perché la riduzione di deputati e senatori va legata a una legge elettorale proporzionale. Perché se questo non avviene, il taglio dei parlamentari è solo un ulteriore passo avanti verso l’antiparlamentarismo”. 


Viterbo - San Martino al Cimino - L'incontro di Giuseppe Fioroni (Pd)

Viterbo – San Martino al Cimino – L’incontro di Giuseppe Fioroni


Fioroni si è detto poi contrario a coinvolgere il governo nella vicenda elettori del 20 e 21 settembre. “Non andava fatto lo stesso errore commesso da Matteo Renzi – ha sottolineato Giuseppe Fioroni -. Le sorti del governo non andavano intrecciate con quelle del governo. Non andava detto se vincono i no il governo cade. Se vince il No, non sono i 5 Stelle a perdere, ma sono la democrazia e il diritto dei cittadini a scegliere i propri eletti a vincere”.

Fioroni chiude infine il discorso accennando alle ultime vicende sul rinvio dell’apertura delle scuole a Viterbo, posticipata dal sindaco Giovanni Arena al 24 settembre. “Arena – ha concluso Fioroni – dice di aver spostato la data di apertura delle scuole perché non sono a posto. Il presidente della provincia Pietro Nocchi ha invece detto che lo sono. Personalmente ho la sensazione che quando la confusione regna sovrana, noi che siamo tra i confusi rischiamo di andare a sbattere contro un muro”.

Daniele Camilli


La nota del Centro Studi Aldo Moro

“Il rischio vero è che il risultato del referendum non sia il primo passo verso le riforme, ma sia l’ultimo passo verso lo strapiombo”. Cosi Giuseppe Fioroni ha motivato la scelta di votare NO al prossimo Referendum nell’incontro pubblico tenutosi nel pomeriggio di Sabato 12 settembre al Balletti Park di San Martino al Cimino, promosso dal Centro Studi Aldo Moro di Viterbo.

“L’appuntamento referendario” ha detto Fioroni ai molti cittadini presenti all’incontro, “è la riprova di come sia manomessa l’esigenza di una nuova guida politica. Si getta in pasto alla pubblica opinione un taglio degli eletti alla Camera e al Senato per il quale ogni spiegazione s’accompagna fatalmente all’antiparlamentarismo”

“Il taglio in corsa dei parlamentari – ha continuato Giuseppe Fioroni – senza che sia stata ipotizzata una diversa funzione delle camere e individuata una legge elettorale che ripristini il voto di preferenza è funzionale solo all’antiparlamentarismo. Posso comprende l’evoluzione e le scelte del M5s sul tema del referendum, ma meno comprendo quelle del Pd. Il Pd ha responsabilità di guida, non può apparire subalterno al M5S: è per questo motivo che il NO al referendum è legittimo”. 

Per Fioroni “Il rischio vero di questa proposta referendaria è quello di allontanare il cittadino dall’eletto. Di stravolgere la struttura della nostra democrazia dove il cittadino è al centro della politica e il deputato deve rispondere alla comunità che lo ha eletto. Per questo meno sono e più sono distanti e più distanti sono e più c’è il rischio che i deputati, invece di rispondere ai cittadini elettori, rispondono ad altre istanze. Torniamo in parlamento e votiamo una legge elettorale che possa anche ridurre il numero dei parlamentari, ma ripristini assolutamente le preferenze in modo che chi verrà eletto sarà più attento a dare risposte ai cittadini che a stare rinchiuso nel palazzo”. 

Alla chiusura delle urne, ha concluso Fioroni: “Quello che sarà evidente a livello politico non sarà il risultato del referendum secondo le sensibilità politiche di chi vuole coinvolgere in questa campagna le sorti del Governo, ma sarà il risultato che riuscirà ad ottenere il NO: l’espressione di chi guarda alla politica dalla parte delle comunità, di chi vuole continuare a dare un ruolo chiave ai cittadini e che hanno il diritto di scegliere chi li rappresenta”.  


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13 settembre, 2020

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