Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Sanità - Fortunato Mannino (Cisl) commenta i dati dell'Inail aggiornati al 31 agosto

“A Viterbo 65 denunce per contagio da Covid nei luoghi di lavoro”

Condividi la notizia:

Viterbo - Fortunato Mannino

Viterbo – Fortunato Mannino

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’Inail ha pubblicato i dati relativi agli effetti dei contagi Covid -19 nei luoghi di lavoro al 31 agosto.

Analizzando questi dati emerge che più di 8 denunce su 10 sono concentrate nel Nord Italia (l’80,3 %); l’11,9 % nel Centro; il 5.7 % al Sud e il 2,1 % nelle isole.

Nel complesso ci sono state 52209 denunce di infortunio concentrate soprattutto nel mese di marzo e aprile: il 71.3 % sono donne, il 28.7 % uomini. L’età media è di 47 anni. Quasi la totalità delle denunce riguarda la gestione assicurativa dell’industria e dei servizi. Le attività produttive più coinvolte dalla pandemia sono quelle legate al settore della sanità e dell’assistenza sociale (ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani, ecc.).

I contagi con esito mortale sono 303 e ci offrono uno spaccato territoriale un po’ diverso: il Sud registra il 16,2 % dei casi mentre il Nord Est scende al 13,2 %.

Sono gli uomini a pagare il prezzo più alto in questo caso: l’83.8%. L’età media dei deceduti è 59 anni. Anche in questo caso il settore della sanità e assistenza sociale è il più colpito con il 23,3% dei decessi, seguito dalle attività del manifatturiero (lavoratori di prodotti chimici, farmaceutici, stampa, industria alimentare) con il 13,6%.

La nostra regione ha registrato 1601 denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19, il 3,1% del dato nazionale, che sale al 5% se analizziamo gli esiti mortali (in totale 15).

La gestione Industria e servizi registra il 94.6% delle denunce; l’83,1 % delle denunce codificate per attività economica (Ateco) riguarda il settore della sanità e della assistenza sociale; le professionalità più colpite sono infermieri, medici, operatori socio-sanitari e socio-assistenziali. I decessi coinvolgono il personale sanitario e gli impiegati amministrativi preposti alla sanità.

A Viterbo ci sono state 65 denunce di infortunio da Covid (39 donne e 26 uomini) ma fortunatamente nessuna ha avuto esito mortale.

E ovvio che i settori che hanno potuto ricorrere al lavoro a distanza sono riusciti meglio a gestire l’emergenza; mentre coloro che si sono trovati in prima linea contro il Covid hanno pagato il prezzo più alto. Non dimentichiamo che gli angeli e gli eroi del lockdown sono solo donne e uomini che si sono messi, con il loro lavoro, a disposizione di tutti noi senza risparmiarsi.

Nel periodo analizzato le scuole sono state chiuse e, forse, questo ha notevolmente contribuito a rallentare il contagio.

Ora sono giustamente ripartite e con il rispetto delle regole da parte di tutti gli attori coinvolti, comprese le famiglie, lo si può fare in sicurezza.

Ultimo aspetto da considerare è che il settore sanitario, con il passare dei mesi ha evidenziato un decremento delle denunce, legato ad una diminuzione dei casi, al contrario delle attività ricreative (servizi di alloggio, ristorazione, noleggio, agenzie di viaggio, ecc) che hanno invece registrato un incremento.

Il Covid-19 non è sconfitto; è, purtroppo, ancora presente: non dobbiamo e non possiamo abbassare la guardia.

Rispettare le regole è l’unica cosa che può permetterci di non fermarci, soprattutto in tutte quelle attività lavorative che comportano il costante contatto con il pubblico/l’utenza.

Mannino Fortunato
Segretario generale Cisl Viterbo


Condividi la notizia:
24 settembre, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR