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Viterbo - Giancarlo Turchetti (Uil): "Sono i dati dell'ultimo rapporto del sindacato, mentre in città il lavoro nero sembra invece dilagare"

“Il comune ha recuperato solo 150 euro dall’evasione fiscale”

di Daniele Camilli

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Viterbo – “Nel 2019 il comune di Viterbo ha recuperato solo 150 euro dall’evasione fiscale”. Una cifra ridicola. La notizia è della Uil di Viterbo e del suo segretario regionale Giancarlo Turchetti. Il sindacato ha infatti recentemente stilato uno studio dedicato alla compartecipazione dei comuni al contrasto all’evasione fiscale e contributiva.

Come Viterbo, tenuto conto del dossier Uil, Biella e Nuoro. Peggio di loro soltanto il Sulcis Iglesiente, provincia dove i comuni hanno incassato solo 100 euro.


Viterbo - Il segretario Giancarlo Turchetti

Viterbo – Il segretario della Uil Giancarlo Turchetti


Nel 2010 fu introdotta la norma della compartecipazione dei comuni al contrasto all’evasione fiscale. Una compartecipazione frutto di segnalazioni “qualificate” da parte dei comuni all’Agenzia delle entrate.

“Ciò significa – spiega Turchetti – che il comune segnala all’Agenzia possibili evasori. L’Agenzia fa i controlli e se l’ipotesi alla fine risulta fondata, il ricavato dell’evasione va ai comuni. Al comune di Viterbo sono andati 150 euro”.

Quali sono le imposte che potrebbero essere state evase a Viterbo? “Potrebbero essere legate agli affitti in nero – risponde Turchetti – all’Iva, all’Ires per le prestazioni chieste presentando un Isee incongruo, ai lavoratori in nero”.


Viterbo - Il centro storico

Viterbo – Il centro storico


Un incasso, quello del comune di Viterbo, piuttosto magro se si considera l’allarme lanciato ultimamente dalla Caritas diocesana, e dallo stesso vescovo Lino Fumagalli, sull’aumento esponenziale del numero di persone che ogni giorno vanno a chiedere aiuto al centro d’ascolto di piazza Dante oppure a mangiare alla mensa di Porta San Leonardo. Persone che spesso, come ha detto Fumagalli, nella fase precedente al lockdown lavoravano in nero e con il Covid sono stati “licenziati” in tronco. Proprio perché privi di contratto. Quindi della benché minima tutela lavorativa e sindacale. E se i nuovi poveri dovuti al lockdown sono aumentati enormemente e se questi vengono dalle fila dei lavoratori in nero, e il lavoro in nero è anche evasione fiscale, “allora – ha sottolineato Turchetti – i 150 euro recuperati dal comune sono davvero un po’ pochini. In una città e in un territorio dove invece il lavoro nero dilaga”.

Una compartecipazione al contrasto all’evasione fiscale rallentata comunque in tutta Italia. “Le somme spettanti quest’anno ai comuni per la loro partecipazione all’attività di accertamento fiscale e contributivo per l’anno 2019 – ha commentato la segretaria confederale Uil Ivana Veronese – ammontano a 7,8 milioni di euro in diminuzione del 31,8% rispetto all’anno precedente”.


Viterbo - Ivana Veronese della Uil

Viterbo – Ivana Veronese della Uil


“Se si analizza l’andamento delle somme recuperate – ha evidenziato Veronese – si è passati dai 1,1 milioni di euro del primo anno (2010), ai quasi 3 milioni di euro del 2011, transitando per gli 11 milioni di euro del 2012 e ai 17,7 milioni di euro del 2013. L’apice si è toccato nel 2014 con un incasso di 21,2 milioni di euro, per poi rallentare e diminuire costantemente a partire dal 2015″.

In Italia l’evasione fiscale ha raggiunto i 110 miliardi di euro. “Chi evade – ha concluso Giancarlo Turchetti della Uil – è un ladro. Perché fa pagare di più i cittadini onesti”.

Daniele Camilli


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15 ottobre, 2020

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