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Bolsena - Dal 31 ottobre all’8 dicembre

Il convento del Giglio ospita l’installazione “Sogno di sogni” di Eva Macali

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La città di Bolsena

La città di Bolsena

Bolsena – Dal 31 ottobre all’8 dicembre il convento del Giglio a Bolsena ospiterà l’installazione “Sogno di sogni” di Eva Macali, un progetto di arte relazionale e partecipata con gli abitanti del territorio.

Promosso dalla regione Lazio, il comune di Bolsena e organizzato dalla associazione Punti di vista, “Sogno di sogni” ha origine dal progetto installativo Albero Giallo realizzato dall’artista nel 2016 all’interno del giardino del palmologo Francesco De Santis a Roma e trae ispirazione dall’opera del 1982 Legarsi alla Montagna, di Maria Lai.

I cittadini di Bolsena verranno rappresentati ognuno da un lenzuolo, un oggetto personale della vita quotidiana che “contiene” parole e frasi: una superficie comune, un’unica grande scultura di tessuto sospeso realizzato con l’e-textile, una particolare tecnologia che consente di incorporare suoni nei tessuti e trasformali in dispositivi interattivi audiovisivi: il semplice spostamento d’aria oppure la mano con guanto del visitatore influenzano le variabili di ricomposizione del flusso di voci.

La grande dimensione del lenzuolo collettivo serve ad ancorare l’attenzione del visitatore, riempiendo il suo campo visivo come un foglio bianco disponibile alla scrittura immateriale dei sogni raccontanti dai partecipanti e destrutturati dall’artista in singole parole, porzioni di frasi o frasi intere.

I singoli frammenti, attraverso un’interazione continua con l’opera da parte dei visitatori e dell’ambiente, vengono costantemente ricombinati tra loro in sequenze causali, permettendo l’emergere di un nuovo sogno collettivo in mutamento perpetuo.

I dispositivi elaborati per la parte sonora dell’installazione tramite arduino (schematici e codice) verranno documentati e divulgati sotto licenza Creative Commons in modo che l’intera comunità creativa trarrà beneficio dal lavoro svolto.

“Sogno di sogni” è un’unica e grande scultura di tessuto che diviene una fonte oracolare condivisa, testimone di ricordi e fantasie, interrogata nel momento in cui la sola presenza corporea di uno spettatore ne modifica lo stato e la posizione.

Per Eva Macali “ciò che si ascolta potrà essere considerato il racconto collettivo di una memoria, un racconto di fantasia, una visione del futuro, oppure tutte queste cose insieme”.

I racconti, sono stati raccolti dalla associazione Punti di vista attraverso una campagna partita su facebook e il passaparola. La maggior parte dei sogni sono raccontati in italiano, con naturali cadenze nel dialetto locale e delle persone che hanno partecipato.

Oltre che per il pubblico, contingentato per le misure Covid, l’installazione sarà una esperienza per ogni “donatore” di sogno, che potrà riconoscere la propria voce, le proprie parole o quella di un suo paesano Bolsenese, grazie al movimento del vento.


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27 ottobre, 2020

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