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Roma - Lo sostengono i parlamentari Vittorio Sgarbi e Armando Siri, fondatori dell'Osservatorio permanente sulle libertà fondamentali

“I dati sulla diffusione del Coronavirus in Italia non giustificano nuove restrizioni”

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Sutri - Vittorio Sgarbi

Sutri – Vittorio Sgarbi

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – L’Osservatorio permanente sulle libertà fondamentali fondato dai parlamentari Vittorio Sgarbi e Armando Siri denuncia l’approssimazione con la quale il governo si appresta a imporre nuove restrizioni ai cittadini e al sistema produttivo del paese.

“Stiamo assistendo in queste ore – scrivono Sgarbi e Siri – a un’escalation di dichiarazioni pubbliche e annunci, da parte del governo, di nuovi provvedimenti restrittivi delle libertà individuali, giustificati dall’aumento del numero di soggetti positivi al virus cinese Covid 19. Ricordiamo che nonostante il regime di ‘stato d’emergenza’ questo non può derogare in alcun modo i principi sanciti dalla costituzione e dalle leggi che garantiscono i diritti fondamentali dell’essere umano in tutte le sfere in cui essi possano manifestarsi: personale, sociale, economico e spirituale”.

I dati non giustificano nuove restrizioni.

“Analizzando i dati ufficiali diffusi dal ministero della Salute – sottolineano Sgarbi e Siri – non si riscontrano criticità tali da giustificare ulteriori limitazioni che penalizzerebbero ulteriormente interi settori produttivi già fortemente provati dal precedente blocco nazionale delle attività. Tali provvedimenti risulterebbero sproporzionati ed eccessivi rispetto alla effettiva incidenza negativa sul sistema sanitario nazionale. I numeri ufficiali parlano di 638 ricoverati totali (Covid e non) in terapia intensiva contro una potenzialità di oltre 7mila posti letto. Un dato decisamente in controtendenza con l’emergenza vissuta dal paese in primavera quando la percentuale di positivi ricoverati il 4 aprile era del 4,5%, mentre al 16 ottobre è dello 0,6%“.

 “Sul tema – ricordano Sgarbi e Siri – del restringimento dei diritti fondamentali si sono già espresse le alte corti di Francia e Spagna revocando i provvedimenti assunti dai rispettivi governi proprio perché ingiustificati. Le misure prese in questi giorni dal governo con Dpcm e annunciate in queste ore confermano una condotta punitiva e sanzionatoria del tutto irrazionale come quella dell’obbligo della mascherina all’aperto, della chiusura delle attività ad orari prestabiliti (come se il virus avesse un orario in cui agisce e uno in cui è inerte o se fosse letale quando si è in piedi e inefficace quando si è seduti ad un tavolo)”.

E ancora. “Il perdurare di questo stato confusionale – concludono Sgarbi e Siri – corredato da azioni amministrative spesso in contrasto con la costituzione e le leggi della Repubblica preoccupa milioni di italiani tanto quanto la diffusione di un virus dal quale per fortuna il 99,5-% dei malati guarisce e ci spinge a valutare azioni in sede giurisdizionale a salvaguardia dei diritti fondamentali di tutti i cittadini”.

Ufficio stampa Vittorio Sgarbi


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17 ottobre, 2020

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