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Niente sport da contatto per 30 giorni, alle comunioni misurazione della febbre e in chiesa solo genitori e fratelli

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Nepi – (r.s.) – Lo aveva annunciato e così sarà. A causa dell’emergenza Coronavirus, tornata anche nella Tuscia, il sindaco di Nepi Franco Vita stringe la cinghia. “Lunedì – annuncia – emetterò un’ordinanza che disporrà la sospensione per trenta giorni degli sport da contatto”, che secondo il primo cittadino sono “causa di favorevoli contagi”.

La decisione di Vita scaturisce dal focolaio che si è sviluppato in una palestra del paese. “Si sono verificati – spiega il sindaco – più casi di persone, molte giovani, che sono risultate positive. Ci sono state famiglie che sono state contagiate proprio dal figlio che ha frequentato la palestra. Bisogna bloccare i possibili contagi che potrebbero svilupparsi all’interno dei nuclei familiari”.

Il centro sportivo è temporaneamente chiuso, ma Vita anticipa: “Prima di autorizzarne la riapertura, accerteremo se esistono le norme igieniche perché il focolaio che si è sviluppato evidenzia delle carenze gravi. Nel frattempo stiamo verificando, tramite la polizia locale, lo stato delle palestre ancora aperte e in caso di inadempienza grave ne disporremo la chiusura”.

Restrizioni anche per le prime comunioni di questa mattina. I ragazzi sono stati divisi in quattro gruppi da quindici e le cerimonie si terranno in due chiese diverse: la cattedrale e la Sacra Famiglia. “All’ingresso – evidenzia Vita – ci saranno gli operatori della Croce Rossa che misureranno la temperatura e l’accesso sarà consentito solo ai genitori, ai fratelli e alle sorelle del comunicando”.

Ma il primo cittadino non nasconde che “la preoccupazione più importante è rivolta a dopo la funzione religiosa. Chi non si sente bene, ha febbre o sintomi assimilabili al Covid, eviti di partecipare al pranzo. E coloro che vi partecipano pretendano dai ristoratori posti con il distanziamento fisico, evitino contatti stretti con gli altri e indossino sempre la mascherina, togliendola solo per mangiare”.

“Solo se saremo molto attenti – conclude Vita – riusciremo a contenere la diffusione del contagio e il lockdown locale. Confido nel senso di responsabilità dei nepesini. Rispettare le prescrizioni per se stessi, per i familiari e per gli altri è un dovere di ognuno”.


Articoli: Comunioni in tempo di Covid: ragazzi divisi in gruppi e cerimonie in due chiese [4] – Nepi vuole anticipare tutti: stop a sport da contatto e limiti alle feste [5] – “La Tuscia verso un mini-lockdown” [6] di Raffaele Strocchia


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