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Montefiascone - L’ex consigliere comunale Augusto Bracoloni (Lega) a nove giorni dalla caduta dell’amministrazione Paolini

“Sfiducia all’amministrazione: un’operazione di grande spessore politico, di coraggio e di dissenso”

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Montefiascone - Il consiglio comunale - Augusto Bracoloni

Montefiascone – Il consiglio comunale – Augusto Bracoloni

Montefiascone - Il palazzo comunale

Montefiascone – Il palazzo comunale

Montefiascone – “La sfiducia all’amministrazione è stata un’operazione di grande spessore politico, di coraggio e di dissenso”. L’ex consigliere comunale Augusto Bracoloni (Lega) a nove giorni dalla caduta dell’amministrazione Paolini. Caduta arrivata per mano di nove consiglieri, compreso lo stesso Bracoloni, che si sono dimessi nella mattina di venerdì 9 ottobre.

Con la sfiducia è arrivata la commissaria prefettizia Anna De Luna che lunedì 12 ottobre è salita a palazzo Renzi Doria Sciuga per prendere il posto del sindaco, della giunta e del consiglio comunale.

“Sono i comportamenti e le dichiarazioni del sindaco e dei suoi assessori – spiega Augusto Bracoloni – che mi spingono doverosamente ad intervenire nel gran frastuono mediatico, per fornire la mia versione degli eventi e dare ai lettori la possibilità di discernere la concretezza: mi sembra paradossale la dichiarazione dell’ex sindaco (ora cittadino Paolini) che rappresenta quanto accaduto come un fulmine a ciel sereno. L’affermazione identifica l’inconsistenza della sua presenza non soltanto per l’inerzia che ha caratterizzato il suo amministrare ma anche per non riuscire a percepire la realtà che ormai da tempo lo riguardava direttamente”.

Augusto Bracoloni torna sul consiglio comunale del 3 agosto quando il consigliere di maggioranza Rossano Capocecera abbandonò l’aula in modo polemico mettendo in crisi la sua maggioranza. Maggioranza che dovette abbandonare l’aula per non essere battuta, sui punti all’ordine del giorno, dalla minoranza. Una prima avvisaglia di quanto poi è avvenuto. Infatti la firma di dimissioni di Capocecera, insieme a Bracoloni, Merlo, Cimarello, De Santis, Moscetti, Cicoria, Femminella e Chiatti è stata decisiva per la caduta dell’amministrazione.

“Paolini non ricorda – aggiunge Augusto Bracoloni – che già nel penultimo consiglio comunale i suoi consiglieri sono dovuti uscire dall’aula altrimenti avrebbero dovuto subire le decisioni dell’opposizione per essere diventati all’improvviso minoranza durante l’assise consiliare. Non ricorda neppure che la sua compagine si è fatta sempre più esigua con il passare del tempo, non ricorda nemmeno tutte le scissioni avvenute dal suo insediamento, gli è veramente sfuggito tutto”.

Da ricordare che Augusto Bracoloni subentrò in consiglio comunale dopo le dimissioni di Claudia Roscani. Poi nella primavera del 2018 insieme al collega di partito Angelo Merlo, abbandonò la maggioranza per passare all’opposizione.

“Ora se questo, come lui dice, è vero – continua il leghista – mi domando come sia possibile dare fiducia ad un sindaco che non riesce a cogliere la situazione della realtà che lo circonda. Come può comprendere e risolvere i gravissimi problemi che affrontano i cittadini, le imprese, i giovani, gli anziani, le famiglie i lavoratori quindi la logica deduzione è che Paolini era un sindaco a cui mancava la percezione della realtà, che non poteva proseguire nella gestione del nostro comune, neppure per un attimo ancora stante il difficilissimo momento che stiamo attraversando a livello mondiale, e  che non lascia purtroppo esente il nostro territorio e questo giusto per identificare il sindaco al quale consiglio di fare un po’ di autocritica, prima di accusare gli altri”.

Augusto Bracoloni critica l’operato della ex maggioranza in particolare per l’attività amministrativa.

“Ma ancor più grave – spiega Augusto Bracoloni – è stata l’attività dell’amministrazione nel suo complesso: questo passerà alla storia per essere stato il periodo delle intenzioni, ‘in programma di fare questo’, ‘stanno per partire i lavori di quest’altro’, ‘abbiamo intenzione di attivare’, ‘faremo…’, ‘verrà fatto’; in concreto ci troviamo con un paese al collasso, la rete commerciale è praticamente scomparsa. Nessuna opera è stata fatta, se non concludere quelle già avviate dall’amministrazione precedente, i servizi sono in paradossale ritardo, persino i servizi sociali risultano inadeguati e vengono erogati con ritardi di anni”.

Augusto Bracoloni traccia un suo bilancio dei quattro anni e poco più dell’amministrazione Paolini.

“Riassumendo in poche parole – continua l’ex consigliere comunale -, nulla è stato fatto di quanto scritto nel programma elettorale. E adesso cosa si dice? Che la sfiducia a questa amministrazione ha provocato un gravissimo danno a Montefiascone ed ai suoi cittadini. Quattro anni e quattro mesi di inerzia e adesso si sostiene che questo residuo di consigliatura sarebbe stato utile per raccogliere i frutti dell’impegno di tutto il periodo”.

Bracoloni difende la scelta, sua e degli altri otto consiglieri (Cimarello, De Santis, Moscetti, Chiatti, Capocecera, Merlo, Femminella e Cicoria) di sfiduciare il sindaco e porre fine all’amministrazione con otto mesi d’anticipo prima delle elezioni della prossima primavera.

“Al contrario di quanto asseriscono i resti dell’amministrazione Paolini – spiega Bracoloni – ritengo che questa sia stata un’operazione di grande spessore politico, in cui anche giovani consiglieri hanno preso piena coscienza del proprio ruolo, ed hanno avuto la forza ed il consapevole coraggio di mettere in atto il proprio dissenso. Questa operazione restituisce allo scenario politico montefiasconese, ed alla sua geografia, la giusta dimensione e comprensibilità, che era stata gravemente pregiudicata dai comportamenti politici non consoni dei componenti dell’amministrazione decaduta”.

Con le dimissioni il consigliere comunale leghista ha anche perso il ruolo di consigliere provinciale.

“Per quanto riguarda la mia onestà – conclude Augusto Bracoloni – e la mia coerenza e correttezza, il mio disinteressato impegno per la terra a cui appartengo ed alla quale mi sento indissolubilmente legato, faccio presente che questa iniziativa non mi ha portato alcun beneficio personale: ho rinunciato senza esitare alla mia presenza presso l’amministrazione provinciale per il bene del mio paese”.


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18 ottobre, 2020

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