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Centri storici - Piazza San Pellegrino deturpata e abbandonata a se stessa - Cittadini, imprenditori e politici intervengano per salvare le piazze e le fontane monumentali della città che stanno andando in malora - FOTO

Ma il sindaco Arena e la sua giunta vivono ad Amsterdam?

di Carlo Galeotti
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Piazza San Pellegrino nel degrado più completo

Piazza San Pellegrino nel degrado più completo

Piazza San Pellegrino nel degrado più completo

Piazza San Pellegrino nel degrado più completo

Piazza San Pellegrino nel degrado più completo

Piazza San Pellegrino nel degrado più completo

Viterbo – Ebbene sì. È più che evidente che il sindaco Arena e la sua giunta vivono ad Amsterdam. E sì, perché se vivessero a Viterbo vedrebbero bene il degrado di una intera città. Vedrebbero i vari quartieri abbandonati, l’immondizia montante, le strade bombardate, le piazze lasciate a se stesse.

Ma sindaco e giunta vivono ad Amsterdam e quindi non le possono vedere. 

Eppure pur vivendo ad Amsterdam quelle poche volte che capitano in città, da buoni turisti della politica e dell’amministrazione, dovrebbero almeno far visita alle piazze più rilevanti sul piano architettonico, culturale e storico.

Piazze, penseranno i miei dodici lettori, che chiaramente una amministrazione oculata, nel senso di fornita di occhi, curerà con attenzione estrema. Sapendo che in quelle piazze passano anche gli altri turisti.

Ebbene non è esattamente così. Quando pensate a Viterbo quali sono le piazze e le immagini che vi vengono in mente? Le immagini simbolo della città? Le immagini del cuore e della mente?

Provo a indovinare. Piazza San Lorenzo con il palazzo Papale e… piazza San Pellegrino. Con il fantastico gioco d’archi. Con i due grandi archi a tutto sesto, sormontati da un arco rampante che va a ricadere su quello a sesto ribassato di palazzo degli Alessandri.

Ebbene il cuore della città medievale è un vero scandalo. E la giunta Arena se ne frega altissimamente..

Non ci credete. Iniziamo dalle famose tre finestre che sormontano i due grandi archi a tutto sesto. Ebbene le varie amministrazioni, senza batter ciglio, hanno permesso o hanno sopportato che rimanesse un vero sfregio a una delle immagini simbolo della città.

Mentre i locali della provincia hanno mantenuto le finestre stile antico con vetrini piccoli incastonati, al privato è stato permesso di fare ciò che vuole. Con una orribile finestra.

In una città minimamente decente il comune dovrebbe imporre come fare per rinnovare una finestra o un portone nel cuore del cuore del centro storico. Dovrebbe dare direttive precisissime sull’ornato.

Ma non basta. Se si fa un giro nella piazzetta è tutto un fiorire di fili elettrici e di altro tipo che pendono dai muri. Fili elettrici che rappresentano, oltre che una schifezza estetica, anche un vero pericolo per i cittadini. Basta fare un passo dal portico di piazza San Pellegrino verso via San Gemini, per assistere al festival dei fili volanti. Possibile che il sindaco Arena e i suoi valenti assessori non si siano accorti dello sconcio e del possibile pericolo per l’incolumità dei cittadini? Qualcuno è andato a verificare che dal punto di vista della sicurezza sia tutto ok?

Ah dimenticavo. Sindaco e giunta vivono ad Amsterdam, che ne possono sapere.

Non basta, ancora. Sotto allo storico portico abbiamo guano di piccione a volontà. Il guano, oltre a essere una cosa indegna, evidentemente fa bene ai cittadini, secondo il sindaco e la giunta. Visto che da anni non si riesce a trovare una soluzione.

Ma poi c’è l’ipertelia del guano all’ennesima potenza. Il guano al cubo, sempre sotto agli storici portici, va a finire su delle tavole messe a cazzo, tecnicamente si dice proprio così, che vanno a coprire l’entrata di una cantina. Chi lo ripaga il cittadino che mette un piede in fallo?

Ovviamente il guano di piccione ricopre un po’ tutto. E stiamo parlando di una delle due piazze principali della città. Fatte le debite proporzioni: piazza San Pellegrino sta a Viterbo, come piazza della Signoria sta a Firenze.



Ma lo sconcio scandaloso non finisce qui. Ci sono altre finestre incredibili, campanelli di plastica, secchi dell’immondizia che stazionano, certo non per colpa di chi lì vive e lavora, luci indegne…

Insomma questa è la piazza principale di Viterbo. Dove tutto è permesso, anche la sosta selvaggia delle auto senza che nessuno intervenga.

E si badi bene, qui non si tratta di elaborare il megapiano per far risorgere il centro storico. Magari per foraggiare gli amici degli amici. Qui si tratta di semplice manutenzione, di cura, di indicazioni e regole chiare sull’ornato… 

Intanto salviamo piazza San Pellegrino dalla barbarie. Poi bisognerà metter mano a tutto il centro storico, anzi a tutti i centri storici. Ad iniziare dalle piazze e le fontane di città e frazioni. Per arrivare alle mura cittadine. Forse il monumento più importante della città. Da sempre bistrattato e dimenticato da tutti. Basti vedere come sono ridotte le porte sia per la parte muraria che lignea.

Una vera vergogna. Questo vuole essere il primo di una serie di interventi e iniziative di Tusciaweb.

Ai politici chiediamo un immediato intervento. Ai cittadini, agli imprenditori di adottare una piazza, una via. Partendo proprio da piazza San Pellegrino. Ma anche in questo caso la politica dovrebbe almeno creare le condizioni perché questo sia possibile.

Continueremo a tutelare i centri storici fino a che qualcosa non si muova. Proprio come abbiamo fatto per il palazzo Papale. Per il quale qualcosa si è mosso. A iniziare dalla regione, per dirne una.

Insisteremo su questa questione finché Arena e la sua giunta non torneranno da Amsterdam. Per essere chiari.

E va detto che se uno entra in una casa dove il salotto buono è un gran casino, subito immagina come saranno le altre stanze. Questo per chiarire che anche il resto della città, che pure è allo sbando totale, risente del fatto che il salotto buono è tenuto da schifo. Insomma la cura dei centri storici è in simbiosi col resto della città.

Speriamo che da Amsterdam Arena e i suoi assessori diano una risposta fatta di azioni in tempi brevi.

Carlo Galeotti


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4 ottobre, 2020

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