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“Il sistema-treni finora regge, ma solo perché siamo in pochi a viaggiare…”

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Lara Scapigliati - Comitato pendolari Orte [3]

Lara Scapigliati – Comitato pendolari Orte

Coronavirus - Il vagone di un treno [4]

Coronavirus – Il vagone di un treno

Orte – “In questo momento il sistema regge perché la situazione non è normale”. La presidente del comitato pendolari Orte, Lara Scapigliati, spiega così le prime settimane di pendolarismo sui treni dopo il ritorno dalle ferie estive e la riapertura di scuole e università. “Lo smart working e le lezioni online continuano a tenere basso il numero dei viaggiatori – dice – e per questo il sistema dei trasporti, almeno sulla tratta Orte-Roma, sta tenendo”.

Come noto, la capienza consentita dei treni è stata ridotta per garantire il distanziamento sociale indispensabile per combattere il contagio da Covid, ma secondo Scapigliati “l’afflusso ridotto di viaggiatori finora fa sì che i convogli non risultino insufficienti”.

“In condizioni normali – continua Scapigliati – i nostri treni erano sempre sovraffollati. Quindi è chiaro che ripristinare il numero di viaggiatori pre-lockdown con la metà dei posti disponibili avrebbe portato al collasso immediato. Noi avevamo avvertito la regione di questo già ad aprile. Ma per il momento lo scenario non si è verificato, perché i movimenti delle persone restano ridotti. E, visto l’andamento dei contagi degli ultimi giorni, credo che lo saranno ancora per un pezzo”.

La presidente del Copeo sottolinea anche il senso di responsabilità dei viaggiatori. “Sui treni le regole anti-contagio sono rispettate da tutti – racconta -. Il personale di Trenitalia controlla frequentemente e con attenzione e mi è capitato anche di vedere dei viaggiatori che richiamavano all’ordine altri passeggeri. C’è grande attenzione e sensibilità”.

I problemi dei pendolari, dunque, non arrivano dall’emergenza Coronavirus. Almeno non per il momento. L’unica situazione di disagio riferita da Scapigliati negli ultimi mesi si è verificata “ad agosto, quando i lavori sullo scambio di Capena hanno provocato forti ritardi a molti convogli”.

Ma la referente dei pendolari coglie comunque l’occasione per segnalare “criticità sull’orario, che ha dei buchi molto grandi sulla fascia della mattinata” e soprattutto i ritardi nell’elargizione dei rimborsi per il mancato utilizzo dei mezzi durante il lockdown. “So che c’è stato qualche problema per presentare le domande e al momento non mi risulta che siano iniziati i rimborsi – spiega -. Non chiediamo i soldi nel giro di dieci minuti, ma almeno che la situazione non si protragga fino alle Calende greche”.

Alessandro Castellani


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