Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Operazione "Vento di maestrale" - Lo hanno spiegato polizia e carabinieri al processo ai sette imputati del filone "Casale Bussi" della maxinchiesta

“Smaltimento a caro prezzo dei rifiuti, tutto è partito dal sudiciume in giro per Viterbo”

di Silvana Cortignani

Condividi la notizia:

Francesco Zadotti

Francesco Zadotti

Bruno Landi

Bruno Landi

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

 Operazione “Vento di maestrale” – Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo - Operazione "Vento di maestrale" - Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Il blitz di carabinieri e polstrada a Casale Bussi

Viterbo – Tutto è partito dal sudiciume in giro per Viterbo.

“Le indagini sono scattate tra giugno e dicembre 2014 in seguito alle continue lamentele dei viterbesi relative al servizio di spazzamento e alla pulitura delle caditoie. Dalle verifiche in città siamo passati alle verifiche in discarica e ne sono venuti fuori due distinti filoni d’inchiesta”. 

Lo hanno detto gli investigatori sentiti ieri durante l’udienza lampo del processo ai sette imputati per la presunta malagestione del sito di Casale Bussi, tra i quali l’ex patron della Ternana, Francesco Zadotti. È il filone “Ecologia Viterbo” della maxinchiesta Vento di maestrale, sfociata in nove arresti all’alba del 3 giugno 2015, con un numero record di 78 parti civili tra cui il Comune di Viterbo e la Regione Lazio.

Tre i testimoni ascoltati davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone: gli agenti del nucleo di polizia giudiziaria della stradale Secondiano Veruschi e Ferdinando Bugiotti e il carabiniere Giovanni D’Angelo all’epoca in servizio al Noe (Nucleo operativo ecologico) di Roma.

Hanno spiegato in pochi minuti come, nell’ambito dell’inchiesta, siano stati addetti alle intercettazioni e abbiano fatto verifiche sull’imperversare della “monnezza” per le strade di Viterbo e le caditoie perennemente tappate che, a causa della mancata pulizia, provocavano allagamenti a ogni spruzzo di pioggia. 

“Giunti alla conclusione che il servizio di raccolta dei rifiuti in città era effettivamente carente e che a settembre c’erano diverse caditoie chiuse, siamo andati a vedere cosa accadeva a Casale Bussi e le indagini si sono ampliate”, hanno detto, spiegando come si sia arrivati ai due filoni distinti dell’inchiesta. 

Sette gli imputati per il filone discarica: Francesco Zadotti (responsabile amministrativo e gestore dell’impianto di Casale Bussi di Ecologia Viterbo), Bruno Landi (legale rappresentante di Ecologia Viterbo fino al 2014), Daniele Narcisi (responsabile dell’impianto), Massimo Rizzo (responsabile della pesa), Paolo Stella (direttore tecnico di Ecologia Viterbo), Gaetano Aita di Ria&Partners ed Ecologia Viterbo srl, in persona del legale rappresentate pro tempore. 

I reati loro contestati a vario titolo sono associazione per delinquere, truffa e frode nella gestione dei rifiuti urbani. Ma anche gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti e operazioni non autorizzate.

Per il pm Massimiliano Siddi, i reati sarebbero stati “commessi nell’interesse e a vantaggio di Ecologia Viterbo, proprietaria del terreno” in località Casale Bussi. 

Dietro, per l’accusa, una presunta truffa da un milione e mezzo di euro a danno dei viterbesi. Costi gonfiati per servizi inesistenti o quasi, come lo spazzamento di strade e giardini da parte della Viterbo Ambiente. E la produzione nulla o di pessima qualità di combustibile da rifiuti da parte di Ecologia Viterbo a Casale Bussi.


Casale Bussi, smaltimento a caro prezzo dei rifiuti

Landi, Zadotti, Narcisi, Rizzo, Stella e Aita – secondo l’accusa e come è scritto nelle carte dell’inchiesta – avrebbero “indotto in errore la Regione Lazio, organo preposto alla determinazione della tariffa d’accesso dei rifiuti solidi urbani”.

Inoltre avrebbero commesso “truffa e frode nell’esecuzione della gestione dei rifiuti urbani conferiti dalle amministrazioni comunali all’impianto di trattamento meccanico-biologico di Casale Bussi, conseguendo un ingiusto profitto, pari agli importi percepiti in assenza pressoché totale di trattamento e recupero dei rifiuti, con corrispondente danno alle persone offese”. Ovvero ai comuni del bacino e ad altri enti pubblici.

Zadotti, Narcisi, Rizzo, Stella e Landi avrebbero gestito “abusivamente ingenti quantità di rifiuti all’interno dell’impianto di Casale Bussi. La società Ecologia Viterbo (avrebbe prodotto) in uscita frazioni di rifiuti in difformità essenziale rispetto a quanto prescritto dagli autorizzativi e dai rapporti negoziali con gli enti pubblici, nonché in violazione della normativa nazionale in materia di classificazione, recupero e smaltimento dei rifiuti speciali prodotti”.

Secondo l’accusa, gli ultimi cinque  indagati  avrebbero anche svolto operazioni non autorizzate. In particolare, “nella gestione dell’impianto di Casale Bussi, effettuavano il trattamento chimico-fisico dei rifiuti mediante operazioni di solidificazione\stabilizzazion e con l’aggiunta di calce ai rifiuti”. E ancora, “effettuavano uno stoccaggio di  cdr  (combustibile derivato da rifiuti, ndr) non autorizzato”. Come, nella gestione dell’impianto di Casale Bussi, non era autorizzata, secondo la procura, “l’attività di messa in riserva di rifiuti consistenti nei residui dello spazzamento stradale, per il successivo conferimento a un impianto  di Cisterna di Latina


Intercettazioni e fior di consulenti al processo

Il pm Siddi ha chiesto la trascrizione delle intercettazioni ritenute utili, effettuate durante l’inchiesta condotta dal Noe di Roma tra giugno e dicembre del 2014.

Diversi i consulenti tecnici nominati dalle parti: per la procura l’ingegnere Luigi Boeri, l’ingegnere Gianfranco De Cesare per i comuni di Attigliano, Acquapendente e Grotte di Castro, più altri professionisti.


Record di 78 parti civili

Tra le 78 presunte vittime che si sono costituite parte civile, oltre alla gran parte dei Comuni della Tuscia, con Viterbo in testa, spiccano le pubbliche amministrazioni dei paesi terremotati di Accumuli e Amatrice; Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa e Cerveteri sul litorale romano; diverse Unioni di Comuni, dalla Bassa Sabina alla Valle dell’Olio; l’Ama Roma Spa; l’Avr di Roma: l’Azienda Municipalizzata Sabina srl; Diodoro Ecologia di Fiano Romano; l’impresa Angelo Anselmi di Bagnaia; la Gesta; tre cooperative del Viterbese e diverse altre società. 

Silvana Cortignani

 


Condividi la notizia:
15 ottobre, 2020

Inchiesta "Vento di maestrale" ... Gli articoli

  1. "Valanga di rifiuti in città, ma pochi controlli e penali a Viterbo Ambiente"
  2. Casale Bussi, 78 parti civili contro la malagestione della discarica
  3. Vento di maestrale - Viterbo Ambiente, prima udienza lampo
  4. Maxinchiesta sui rifiuti, un solo processo per otto imputati
  5. Inchiesta Viterbo Ambiente, parte il processo a Dello Vicario, Bonfiglio e Tonnetti
  6. Truffa rifiuti, al via il processo al dirigente comunale Dello Vicario
  7. Maxinchiesta sui rifiuti, processo al via anche per il direttore tecnico di Casale Bussi
  8. Maxinchiesta sui rifiuti, record di oltre cento parti civili contro Ecologia Viterbo
  9. Maxinchiesta sui rifiuti, processo al via per sette imputati
  10. Inchiesta rifiuti, sette rinvii a giudizio
  11. Truffa milionaria sui rifiuti, cinque avvisi di fine indagine
  12. Inchiesta rifiuti, gli atti tornano in procura
  13. "Ecologia Viterbo, il Comune si costituirà parte civile"
  14. Inchiesta rifiuti, la procura vuole il processo
  15. "Viterbo Ambiente, pericolo di condizionamento mafioso"
  16. "Nessun collegamento con Mafia capitale"
  17. Inchiesta rifiuti, sette avvisi di garanzia
  18. Rifiuti, il comune consegna documenti alla procura
  19. "Ordinanza d'arresto appiattita sull'accusa"
  20. Libero anche l'ultimo uomo di Ecologia Viterbo
  21. Liberi Zadotti, Rizzo e Sacchetti
  22. Zadotti fuori dalla Ternana Calcio
  23. Revocati i domiciliari a Francesco Bonfiglio
  24. Tonnetti torna libero, annullati i domiciliari
  25. Inchiesta rifiuti, è corsa al tribunale del riesame
  26. Viterbo Ambiente, Bonfiglio interrogato per tre ore
  27. Rifiuti, ascoltato il segretario generale del comune
  28. La difesa di Dello Vicario: "Viterbo Ambiente sanzionata per 96mila euro"
  29. "Poi c'è la riccia che magari me fa 'na foto..."
  30. Revocati i domiciliari al presidente di Viterbo Ambiente
  31. Tutti i soldi che Viterbo Ambiente voleva
  32. Revocati i domiciliari a Dello Vicario
  33. Maxi interrogatori per Dello Vicario e Quintarelli
  34. "La ditta sta giocando sporco..."
  35. "Dovete spazzà, svuotà le isole e pulì per terra"
  36. Una frode da più di un milione di euro
  37. Gestione dei rifiuti, nove arresti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR