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“Un parco botanico da un milione di turisti alle porte della Tuscia”

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Giove - L'area indicata per il giardino botanico - Sullo sfondo Mugnano [3]

Giove – L’area indicata per il giardino botanico – Sullo sfondo Mugnano

Giove - L'area indicata per il giardino botanico - Sullo sfondo Mugnano [4]

Giove – L’area indicata per il giardino botanico – Sullo sfondo Mugnano

Giove - Il sindaco Marco Morresi [5]

Giove – Il sindaco Marco Morresi

Giove - L'area indicata per il giardino botanico - Sullo sfondo Mugnano [6]

Giove – L’area indicata per il giardino botanico – Sullo sfondo Mugnano

Giove – Un grande orto botanico con centro congressi, parco avventura e altre attrazioni. Obiettivo: un milione di visitatori all’anno. È il Giardino di Susanna, l’idea del nuovo sindaco di Giove, Marco Morresi, che ha già presentato il concept del progetto in una serie d’incontri pubblici, sia durante la campagna elettorale che subito dopo l’elezione.

La zona indicata da Morresi nella sua proposta è tutta all’interno del comune di Giove, quindi in Umbria, ma segue il confine coi territori di Orte, Bomarzo e Bassano in Teverina. Un confine segnato dal letto del Tevere. “In effetti la presenza del fiume è suggestiva, ma comporta un rischio esondazione – ammette Morresi – che va risolto in modo drastico, altrimenti bisognerà spostare il parco leggermente più in collina”.

La superficie complessiva dell’area individuata dal sindaco è di 197 ettari. Uno spazio in cui dovranno essere ricavati un orto botanico, quattro cupole per ospitare altrettante biosfere, un erbario, una palazzina servizi, una monorotaia per lo spostamento dei turisti con difficoltà motorie, un parco avventura e i parcheggi.

Morresi, perché un giardino botanico di queste dimensioni a Giove?
“Perché è una grande possibilità di ridare ossigeno a livello economico non solo al nostro comune, ma a tutto il territorio circostante, compresa la Tuscia”.

E perché realizzare un parco proprio sulle rive del Tevere, nonostante i rischi d’esondazione?
“Abbiamo mostrato la nostra idea ai dirigenti del parco botanico del Galles e loro ci hanno risposto che eravamo in un paradiso: casello autostradale e stazione ferroviaria a un chilometro di distanza, collegamenti con metropoli come Roma, un grande fiume per irrigare, presenza di laghi artificiali, terreno fertile e clima mite che garantisce aperture per lunghi periodi dell’anno. Chiaramente, come già detto, i rischi e i vincoli esistono. Se non riusciremo a risolvere il problema, valuteremo di spostarci leggermente più in alto per stare più al sicuro”.

Quanto costerà realizzare questo Giardino di Susanna?
“Secondo una stima preliminare, siamo tra i 50 e i 70 milioni di euro. Soldi che andranno reperiti attraverso i finanziamenti europei e regionali e l’intervento d’investitori privati. Abbiamo già ricevuto manifestazioni d’interesse da un fondo d’investimenti sudafricano e un imprenditore del posto”.

Quanti visitatori contate di attrarre?
“I grandi parchi dei Paesi anglosassoni, dove c’è una forte tradizione di questo tipo di attrazioni, viaggiano a medie di oltre 2 milioni di visitatori all’anno. Noi abbiamo fatto una stima tagliando a metà quei dati, quindi speriamo di arrivare a regime con un milione. Ma se anche fossero 500mila persone all’anno, sarebbe comunque un traguardo importantissimo per l’economia locale”.

Ovviamente, si tratterà di un parco accessibile solo a pagamento…
“Non del tutto. Le strutture come le biosfere, l’orto botanico, il parco avventura, l’erbario, la monorotaia o l’utilizzo del centro congressi saranno a pagamento, ma ci sarà anche una grande zona libera per le passeggiate e l’attività all’aria aperta. Quella potrebbe essere una vetrina per gli imprenditori locali, che potrebbero piazzarsi lì per promuovere i loro prodotti”.

La Tuscia vi guarda dall’altra parte del fiume. Avete pensato di coinvolgere le realtà del Viterbese nel progetto?
“Premesso che abbiamo già avviato un rapporto con l’università della Tuscia, questo è un progetto che si sviluppa in Umbria, ma che avrà ripercussioni inevitabili anche sulla provincia di Viterbo, perché siamo un comune di confine. Per esempio si potranno creare dei flussi turistici che dal nostro parco si sposteranno su Bomarzo e anche su Viterbo stessa”.

Quali saranno i prossimi step?
“La prossima settimana si costituirà una società, di cui avrà una quota anche il comune di Giove, che lavorerà esclusivamente sulla gestione del progetto del parco e la sua realizzazione. In seguito alla nascita della società, sarà formato un comitato tecnico, composto da professionisti con varie competenze, per studiare e seguire l’esecuzione materiale dei lavori”.

Nell’ultimo incontro pubblico sullo stato del progetto Giardino di Susanna, il consulente finanziario Robert Longhi si è sbilanciato con una data: “Se tutto va bene – ha dichiarato – nel 2023 ci sarà l’inaugurazione”. Il conto alla rovescia è già cominciato.

Alessandro Castellani


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