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Aldo Sassara può essere assolto post mortem dall’accusa di omicidio

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Angelo Gianlorenzo [3]

Angelo Gianlorenzo

Tuscania - Omicidio Angelo Gianlorenzo - Aldo Sassara sul motorino mentre torna dalla campagna [4]

Aldo Sassara sul motorino mentre torna dalla campagna

Tuscania - Omicidio Angelo Gianlorenzo - Aldo Sassara sul motorino mentre va in campagna - Per gli inquirenti indossa una camicia - Ore 6.32, via San Sebastiano (Capodimonte) [5]

TAldo Sassara sul motorino mentre va in campagna 

Tuscania – Omicidio Angelo Gianlorenzo – I Ris in località San Savino [6]

I Ris in località San Savino

Tuscania – Potrebbe essere assolto post mortem dall’accusa di omicidio Aldo Sassara, deceduto mentre su di lui pendeva l’accusa di avere ucciso il cognato.

Non è detto che lunedì prossimo, quando era prevista la discussione, non si possa arrivare a una sentenza di proscioglimento secondo l’articolo 129 del codice di procedura penale. Anche se la morte dell’imputato è una delle cause di estinzione del reato.

Aldo Sassara è il pensionato 78enne di Marta, i cui funerali si sono celebrati ieri pomeriggio, deceduto il 18 novembre a Belcolle per un tumore, alla vigilia della fine del processo davanti alla corte d’assise in cui era imputato dell’omicidio del cognato Angelo Gianlorenzo.

Gianlorenzo, fratello della moglie di Sassara, è l’agricoltore 83enne morto di morte violenta la vigilia di ferragosto di quattro anni fa nelle campagne di Tuscania, il cui corpo senza vita è stato ritrovato dal figlio che era andato a cercalo perché non era tornato a casa per pranzo.

Non è detto che il processo si chiuda con la dichiarazione di estinzione del reato per la morte dell’imputato. Aldo Sassara, infatti, potrebbe ancora venire prosciolto secondo l’articolo 129 del codice di procedura penale il quale dispone che, in presenza di una causa di estinzione del reato, vada privilegiata “una formula di proscioglimento più favorevole ove ne ricorrano le condizioni”.

Secondo l’orientamento, il 129 non richiederebbe l’esistenza in vita dell’imputato al momento in cui il giudice deve pronunciarsi, essendo sufficiente che le prove dell’innocenza siano state acquisite prima della morte. Ovvero, “non è precluso adottare la formula di merito, quando è evidente che il fatto non sussiste, che l’imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato”.

Nel caso in specie, la fase istruttoria del processo si è chiusa il 12 novembre, quando sono stati sentiti il medico legale Mariarosaria Aromatario e l’ultimo testimone, un agricoltore 53enne, proprietario di un terreno in località San Savino, il quale prima delle dieci del 14 agosto 2016 avrebbe visto il trattore celeste di Sassara che stava arando un campo distante un paio di chilometri dalla scena del crimine in orario compatibile con quello del delitto. 

La discussione è stata quindi rinviata al 23 novembre. Nel frattempo Sassara è deceduto e la morte è una delle cause di estinzione del reato: norma che trova il proprio fondamento nel principio costituzionale secondo cui la responsabilità penale è personale, quindi destinata ad estinguersi quando il soggetto decede.

L’imputato, gravemente malato, non ha potuto prendere parte alle ultime due udienze. Il 27 settembre, quando il processo è ripreso dopo la pausa estiva, Sassara era già ricoverato in ospedale in gravissime condizioni. Il 12 novembre si è saputo che era in coma.

Ciononostante i difensori Marco Valerio Mazzatosta e Danilo Scalabrelli non hanno chiesto il legittimo impedimento, rinunciando anzi ai propri testimoni, chiedendo di discutere il processo al più presto perché si potesse arrivare in tempo a una sentenza: “Per la vittima, per l’imputato e anche per le rispettive famiglie”.

“Avremmo preferito che si fosse giunti a una sentenza, anche non definitiva, su un omicidio che rimarrà irrisolto”, commentava ieri l’avvocato Giovanni Bartoletti, che assiste i familiari della vittima assieme ai colleghi Francesco Bergamini e Corrado Cocchi.

 “Un processo indiziario, ma dall’impianto accusatorio solido”, disse il pm Massimiliano Siddi, titolare delle indagini, alla prima udienza del 17 giugno 2019. “Si è indagato in una sola direzione, quella indicata dal figlio della vittima”, ha sempre sostenuto la difesa.

Silvana Cortignani


 – E’ morto Aldo Sassara [7]


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