Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Il racconto della fidanzata di un recluso: "Ogni sera battono sulle grate per farsi sentire da fuori"

Covid nelle carceri, sciopero della fame dei detenuti a Mammagialla

di Francesca Buzzi

Condividi la notizia:

[DTDinfo id=”adsenseinterno”]

Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Viterbo – L’allarme Covid-19 non risparmia il carcere viterbese di Mammagialla.

Anche qui, come in molti istituti penitenziari italiani, è esplosa da alcuni giorni una dura protesta dei carcerati per il rischio che sentono di correre ogni giorno per via del Coronavirus.

Dall’inizio dell’epidemia, infatti, i detenuti non possono più ricevere visite dall’esterno, ma il timore è che qualcuno che lavora nella struttura (ad esempio i poliziotti penitenziari o il personale sanitario) possano inconsapevolmente portare il virus nella struttura.

“Da qualche giorno a questa parte – racconta Alessandra (nome di fantasia), fidanzata di un detenuto di Mammagialla – i carcerati hanno iniziato a rifiutare il vitto che gli viene consegnato per donarlo alla Caritas. Inoltre hanno ridotto al minimo anche la loro spesa per il sostentamento e comprano soltanto acqua, caffè, zucchero e tabacchi”.

Una protesta simbolica, ma molto organizzata e strutturata che punta ad appoggiare la battaglia della ex deputata dei Radicali Rita Bernardini, presidente dell’associazione Nessuno tocchi Caino, che da giorni ha iniziato lo sciopero della fame per ottenere l’applicazione di indulto, amnistia e altre misure per liberare il più rapidamente possibile gli spazi delle carceri.

“Il Covid in carcere fa molta paura – prosegue Alessandra -. Il mio compagno e tutti gli altri detenuti sono ben consapevoli che se il virus entra la possibilità che si propaghi con velocità tra tutti loro è altissima. E’ già successo in altri istituti penitenziari d’Italia e anche a Viterbo nei mesi scorsi c’erano stati dei contagi tra il personale di polizia penitenziaria”.

Ora, in questa seconda ondata, che nella Tuscia è stata molto più veemente della prima, il pericolo che possa svilupparsi un cluster a Mammagialla non è da escludere.

I detenuti, oltre a rifiutare il vitto, stanno mettendo in atto anche altri comportamenti di protesta pacifici che possano però richiamare l’attenzione di chi vive fuori da quelle celle.

“Ogni sera dalle 19 alle 19,15 – continua Alessandra riportando quello che il suo compagno le ha scritto in una lettera – i carcerati fanno la cosiddetta “battitura” sulle finestre, ovvero danno colpi sulle grate delle loro celle per fare rumore tutti insieme e farsi sentire, se possibile, anche dall’esterno”.

Il Covid, poi, si somma al problema del sovraffollamento con il quale Mammagialla fa i conti ormai da anni. “Se già contrarre il virus è facile in una qualsiasi struttura chiusa all’esterno dove però vengono mantenute tutte le massime distanze di sicurezza del caso – conclude Alessandra -, figuriamoci in un posto in cui la distribuzione delle persone è ancor più contingentata del previsto”.

La richiesta dei detenuti, quindi, è di applicare (o creare ad hoc) il prima possibile e il più possibile delle norme che puntino a uno svuotamento graduale o parziale degli istituiti penitenziari. Almeno fino a che l’epidemia continuerà a correre come in queste settimane.

Alessandra in questi giorni scriverà una lettera di risposta al suo compagno cercando di rassicurarlo e spiegandogli che lei, da qui fuori, sta cercando di far sentire la sua voce e quella degli altri reclusi. La sua risposta, però, la potrà leggere soltanto la prossima settimana perché fino a lunedì a lui è vietato inviare altre email.

Francesca Buzzi


Condividi la notizia:
21 novembre, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR