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“Io amo mio figlio e non credo che abbia ammazzato Maria Sestina”

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La madre di Andrea Landolfi sentita dal pm Pacifici in procura [3]

La madre di Andrea Landolfi sentita dal pm Pacifici in procura

Ronciglione - La coppia ripresa mentre litiga all'uscita dal pub [4]

Ronciglione – La coppia ripresa mentre litiga all’uscita dal pub

Ronciglione - Il sopralluogo del professor Martino Farneti [5]

Ronciglione – Il sopralluogo del professor Martino Farneti

Ronciglione - Il sopralluogo del professor Martino Farneti [6]

Ronciglione – Il sopralluogo del professor Martino Farneti

Viterbo – Morte di Maria Sestina, incidente o omicidio? 

“Io amo mio figlio e non credo che ha ammazzato Maria Sestina”, ha sempre sostenuto la madre di Landolfi, fin dal suo interrogatorio in procura. 

Se ne è parlato di nuovo in televisione, nella puntata del 13 novembre della trasmissione Quarto Grado, che ha riproposto anche gli audio dei messaggi della 26enne al fidanzato Andrea Landolfi. Sono i vocali Whatsapp successivi alle liti, secondo la procura prova che la vittima fosse intenzionata a mollare il pugile 31enne romano con cui stava da pochi mesi e che beveva troppo.

In onda anche il filmato del sopralluogo del 19 febbraio 2019 nella casa della tragedia, quando sulla presunta scena del crimine era presente il professor Martino Farneti, l’esperto in balistica forense consulente della procura per quanto riguarda la dinamica che, senza giungere a conclusioni, dice “buttata giù dritto non è possibile”, indicando la famosa cassapanca intonsa.

Farneti, coadiuvato da una sua collaboratrice di statura e corporatura simili a quelle di Sestina, ha poi mimato innumerevoli volte le possibili dinamiche della caduta dalle scale della coppia verso le due della notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019.

Tra i video anche quello che riprende Roberta Landolfi, madre dell’imputato, il giorno in cui è stata sentita in procura, mentre racconta al pm Franco Pacifici cosa le ha detto il figlio all’ospedale di Belcolle.

La donna è stata intercettata durante le indagini, anche mentre parlava con il primo difensore del figlio, l’avvocato Luca Cococcia che le chiede come stia nonna Mirella, secondo l’accusa colpita violentemente dal nipote mentre cercava di soccorrere Sestina. “Ha tre costole rotte”, risponde Roberta. “Ammazza, è un bel pugno”, proseguirebbe la conversazione. “Eh, sì”, la conclusione. La Iezzi sostiene di essere stata solo scansata da Andrea intervenuto anche lui in aiuto di Sestina.

Non crede, Roberta Landolfi, al supertestimone cui Landolfi avrebbe detto, fuori dal pub di Ronciglione: “Salutala per l’ultima volta perché tanto non la vedi più”. L’uomo, un trentenne del posto con problemi cognitivi, cui Sestina avrebbe confidato di non amare più Andrea e di volerlo lasciare per tornare dai suoi genitori in Calabria, è stato sottoposto a perizia psichiatrica, ma ad oggi non sono ancora note le conclusioni relative all’attendibilità della sua testimonianza.

“Non ci credo – risponde a Pacifici la madre – io amo mio figlio e non credo che ha ammazzato Maria Sestina”. Ammette la propensione all’alcol, dice che è insicuro, che ha mille problemi, aggiunge “litigo con mia madre perché lo ha cresciuto ovattato”. Parla di Mirella Iezzi, la sola prersona, oltre alla coppia – ad essersi trovata nella casa di via Papirio Serangeli al momento dell’incidente, assieme al figlioletto di cinque anni dell’imputato.

Lei il 25 novembre, citata come teste dall’accusa, sarà tenuta a rispondere alle domande del pm in quanto indagata in procedimento connesso.

Dopo oltre un anno e mezzo, la procura ha chiesto una proroga delle indagini, contro la quale ha fatto opposizione il difensore Gianluca Fontana, in attesa che venga fissata l’udienza davanti al gip.

Intanto durante la scorsa udienza, quella del 19 ottobre, in cui avrebbe dovuto testimoniare il figlioletto di Landolfi, l’avvocato Serena Gasperini, (subentrata col marito Daniele Fabrizi al secondo legale Giacomo Marini, a sua volta successore di Cococcia) ha messo a dura prova la psicologa che ha assistito il bambino, “supertestimone” contro il padre. Per la difesa il piccolo è stato condizionato dalla madre.

Silvana Cortignani


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