Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Carabinieri - Sei dei dodici componenti sono stati arrestati per associazione a delinquere - Almeno 35 colpi e furti da 800mila euro

Assalti ai bancomat, la banda aveva base nella Tuscia

Condividi la notizia:

Assalti ai bancomat, la banda aveva base nella Tuscia

Assalti ai bancomat, la banda aveva base nella Tuscia

Assalti ai bancomat, la banda aveva base nella Tuscia

Assalti ai bancomat, la banda aveva base nella Tuscia

Viterbo – Assalti ai bancomat, la banda aveva base nella Tuscia.

Nello scorso fine settimana, nelle province di Monza e della Brianza, Milano, Bologna, Modena, Vicenza e Mantova e Parma, i carabinieri del comando provinciale di Monza Brianza hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla procura della Repubblica di Monza, nei confronti di cittadini moldavi, di età compresa tra i 23 e i 39 anni, per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati ai danni di sportelli bancomat Atm, con la cosiddetta tecnica Black Box.

L’indagine, avviata dal nucleo investigativo di Monza a settembre e portata avanti con attività tecniche, di pedinamento e appostamenti, avrebbe permesso di documentare l’esistenza di un’organizzazione criminale molto attiva in Lombardia, i cui sodali avrebbero pianificato, in Italia e all’estero, numerosi attacchi informatici ai danni di sportelli bancomat, consistenti nell’accreditarsi come amministratore di sistema per poi ottenere l’erogazione di tutto il contante dagli Atm colpiti.

L’attività investigativa avrebbe fatto emergere che l’organizzazione criminale fosse composta complessivamente da 12 persone: sei sono stati arrestati, tre sono attualmente ristretti in Polonia, uno è rientrato in Moldavia prima di essere fermato e due potrebbero non essere più sul territorio italiano.

Le indagini avrebbero inoltre dimostrato come i malviventi, suddivisi in tre squadre, dopo aver colpito alcuni obiettivi in Italia, a causa dell’emergenza Covid, si fossero trasferiti in Polonia, in Repubblica Ceca e in Lituania, facendo infine rientro in Italia a seguito dell’arresto, in Polonia, di un’intera squadra durante un tentativo di furto ai danni di uno sportello bancomat di quel paese.

Il modus operandi sarebbe stato sempre lo stesso: nella fase esecutiva i malviventi dopo aver estratto, mediante effrazione, il pannello della luce di cortesia (per i postamat) o aver creato un foro nella parte laterale della tastiera (per gli Atm degli istituti di credito) ed aver avuto accesso al multicavo seriale, collegavano un device (verosimilmente un notebook) a un router esterno (cosiddetto saponetta) consentendo così a un team di hackers, ritenuti essere dell’est Europa, di inoculare da remoto un malware capace di acquisire rapidamente i privilegi di amministratore del sistema operativo dell’Atm e quindi di lanciare il comando di erogazione delle banconote.

I sodali, senza fissa dimora e con numerose basi logistiche sparse tra le province di Milano, Monza, Bologna, Modena, Roma, Viterbo, Mantova, Vicenza e Parma, per ogni obiettivo adottavano molteplici e maniacali accortezze per eludere le indagini (utilizzo di auto intestate a prestanome, generalità diverse, continuo ricambio di utenze cellulari) pianificando nel dettaglio ogni attività e attribuendo un compito ben preciso a ogni malvivente.

Almeno 35 gli assalti bancomat tra tentati e consumati (è in corso di verifica la responsabilità del gruppo per oltre 20 ulteriori colpi) con un illecito profitto di circa 800mila euro, commessi nell’arco di soli sette mesi di cui alcuni anche all’estero.


Condividi la notizia:
25 novembre, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR