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Tribunale - Condannato in primo e secondo grado

Caccia l’elettricista da casa della suocera minacciando di sparargli una fucilata…

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Orte - Caserma dei carabinieri

Orte – Caserma dei carabinieri

Orte – (sil.co.) – Caccia l’elettricista da casa della suocera e siccome lui non se ne va minaccia di sparargli. Anche davanti ai carabinieri, chiamati dallo stesso imputato nel tentativo di far sloggiare l’artigiano, a lui sgradito per dei precedenti personali. Condannato in primo e secondo grado il genero “fuciliere”.

“Se ti rivedo qui, prendo il fucile e ti sparo”, gli avrebbe detto. Ripetendo il concetto davanti ai militari chne cercavano di spiegargli che non potevano allontanarlo, essendo stato regolarmente chiamato dalla padrona di casa: “Visto che voi non potete fare nulla, la prossima volta gli sparo”. 

Ieri è stata confermata in appello, dal giudice  Gaetano Mautone, la sentenza di primo grado del giudice di pace Alessandro Mandolini che 2 ottobre 2018 ha condannato l’uomo a una multa di 300 euro, quantificando anche un risarcimento danni di 1700 euro. 

Il ricorso è stato presentato dal difensore Maurizio Filiacci, ieri sostituito in udienza dall’avvocato Andrea Marinelli.

Una giornata no il 4 gennaio 2014 per l’imputato, che si sarebbe visto guastare la festa di compleanno dall’improvvido arrivo a casa della suocera dell’inviso elettricista, un vicino di casa con cui avrebbe avuto un altro procedimento di natura penale. 

“Non volevamo che facesse lavori a casa di mia madre, che abita in una casa adiacente alla nostra, per cui mio marito gli ha intimato dalla finestra di andare via. Siccome non se ne andava, è sceso e ha chiamato i carabinieri, cui ha chiesto ‘cosa dobbiamo fare, gli dobbiamo sparare?’, ma era per spiegare che stava lì contro la nostra volontà”, ha detto la moglie, sentita come testimone.

Ha chiesto la conferma della condanna la vittima, che si è costituita parte civile al processo con l’avvocato Fausto Barili, il quale ha sottolineato il tenore minaccioso delle frasi: “Gli ha proprio detto che la volta successiva avrebbe usato il fucile, nonostante non si trovasse sulla sua proprietà, mafosse stato chiamato dalla suocera, per cui assolutamente regolare”. 

Oltre alla multa e ai danni, è stato condannato a pagare anche le spese legali del processo. 

 


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25 novembre, 2020

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