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Viterbo - A riportare la notizia è il sito online dell'Espresso

Caso Palamara, azioni disciplinari anche per il procuratore Paolo Auriemma

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Paolo Auriemma, Luca Palamara e Marco Mancinetti

Paolo Auriemma, Luca Palamara e Marco Mancinetti

Viterbo – Caso Palamara, azioni disciplinari anche per il procuratore Paolo Auriemma. 

Altri tre ex consiglieri del Csm (oltre al viterbese Marco Mancinetti che si è dimesso a settembre), un procuratore e due presidenti di tribunali, sarebbero nella lista dei 27 magistrati per i quali il pg della cassazione Giovanni Salvi avrebbe avviato l’azione disciplinare con riferimento alle intercettazioni e alle chat con Luca Palamara.

A pubblicare i loro nomi come destinatari di alcune delle 16 azioni disciplinari, promosse dopo le 11 sfociate in giudizi davanti al Csm (come quelli già in corso ai 5 ex togati per la riunione all’hotel Champagne sul procuratore di Roma) è il sito on line dell’Espresso.

Secondo Salvi, il procuratore di Viterbo: “Paolo Auriemma al fine di assicurarsi l’elezione al consiglio di presidenza della giustizia amministrativa otteneva da Palamara di interloquire e di esprimere il proprio assenso o dissenso sulle pratiche del Csm in grado di avere ripercussioni sulla sua campagna elettorale”. 

Tra i messaggi citati da Salvi nella contestazione ci sarebbe anche quello del primo luglio 2018 con il quale “Auriemma segnalava a Palamara che suo cugino Gerardo Sabeone venisse proposto all’unanimità presidente di sezione della corte di cassazione (nomina poi avvenuta) onde evitargli altre figuracce con i suoi familiari”.

La procura generale della cassazione avrebbe esaminato migliaia di pagine di chat e intercettazioni, contestando ad altre 27 toghe comportamenti non in linea con l’onorabilità della magistratura. E tra queste non ci sono solo i magistrati che hanno partecipato alla cena all’Hotel Champagne per parlare di nomine che il Csm era prossimo a fare nelle principali procure del paese, ma anche tanti magistrati che grazie a Palamara, leader della corrente di Unicost ed ex presidente dell’Anm, avrebbero cercato di fare carriera e farla fare ai loro amici e in alcuni casi anche ai parenti.

Quello di Salvi è un atto di accusa dettagliato che Antonio Fraschilla riporta sulle pagine dell’Espresso: per undici di loro ha già chiesto il giudizio di fronte alla commissione disciplinare del Csm, come da lui stesso annunciato lo scorso luglio, ad altri 16 ha inviato nelle scorse settimane le contestazioni e dopo aver ascoltato la controparte deciderà se chiedere il giudizio o meno.


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19 novembre, 2020

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