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Viterbo - L’attività economica nel Lazio è diminuita del 10,3% nel primo semestre 2020 - Ad evidenziarlo l'indicatore trimestrale della Banca d'Italia

Covid, l’economia del Lazio è colata a picco

di Daniele Camilli

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Viterbo – Un pugno nello stomaco. In base all’indicatore trimestrale dell’economia regionale della Banca d’Italia (Iter), pubblicato il 13 novembre, l’attività economica nel Lazio è diminuita del 10,3% nel primo semestre 2020. Il semestre del primo lockdown del Covid. 

Si riducono i consumi (-12% secondo Confcommercio nel 2020) e gli investimenti. Diminuiscono le esportazioni (-14,3%) e le presenze di turisti stranieri (-82,6%). In ripresa, invece, l’edilizia, trainata dalle opere pubbliche. Aumentano anche i prestiti, ma questo grazie alle garanzie pubbliche e alle moratorie. Aumenta pure il risparmio precauzionale delle famiglie, mentre diminuisce l’occupazione (-1,4%) e la partecipazione al mercato del lavoro. La prima per le le mancate assunzioni, soprattutto dei più giovani. La seconda per effetto dello scoraggiamento. Crescono tanto anche le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni e fondi di solidarietà. Infine, durante i mesi del lockdown, il 6,3 per cento delle famiglie ha percepito una forma di sostegno al reddito, da quello di cittadinanza a quello di emergenza.

Imprese e settori. “La percentuale di imprese con fatturato in calo nei primi nove mesi del 2020 – spiegano Raffaello Bronzini e Luigi Leva della Divisione analisi e ricerca economica territoriale di Bankitalia – rispetto all’anno precedente, ha superato di circa 50 punti la percentuale di imprese con fatturato in crescita. Alla fine del 2019 la larga maggioranza delle imprese aveva programmato una riduzione della spesa per investimenti nel 2020. Per quasi la totalità delle imprese intervistate a ottobre 2020, la spesa effettuata nei primi nove mesi è stata inferiore o uguale a quella programmata”.

A inizio ottobre, infatti, appena il 17% delle imprese prevedeva di aumentare la spesa per investimenti nel 2021. I fattori che pesano negativamente sugli investimenti sono la variazione attesa della domanda e l’incertezza.

Diminuiscono anche le compravendite di abitazioni (-21,5%), in misura simile alla media nazionale. Bene invece il settore delle costruzioni trainato dal comparto delle opere pubbliche. In base al sondaggio di Banca d’Italia sulle imprese delle costruzioni, il fatturato è migliorato rispetto al 2019, trainato dalle aziende che realizzano opere pubbliche. Tant’è vero che il 74% delle imprese che realizzano opere pubbliche intervistate hanno registrato un fatturato in aumento.

Precipitano a picco i flussi turistici. “Durante i primi tre trimestri del 2020 – spiegano Bronzini e Leva – le presenze turistiche nella città metropolitana di Roma capitale sono diminuite del 77,1% rispetto all’anno precedente, il calo è più pronunciato per il turismo straniero (82,6% contro il -65,8% degli italiani). Il tasso di occupazione delle camere è sceso al 23% (dal 74% dello stesso periodo dell’anno precedente), più che nelle altre principali città turistiche italiane ed europee. Nel terzo trimestre 2020 il traffico dei crocieristi si è sostanzialmente azzerato. A settembre le presenze di turisti stranieri erano appena l’8% di quelle del settembre 2019”.

Dopo il rapido aumento del 2019 (15,3%), nel primo semestre del 2020 le esportazioni del Lazio sono diminuite del 14,3%.
Soprattutto per la riduzione dell’export della farmaceutica (-15,9%) e dei mezzi di trasporto (-36,9). Va meglio invece per la chimica (24,3%) e i prodotti metalliferi (11,3%).


Un cantiere

Un cantiere di lavoro


Il mercato del lavoro. L’occupazione è calata dell’1,4%, circa 33.500 unità. Una diminuzione circoscritta all’occupazione femminile (-3,2%). A ridursi è stata principalmente l’occupazione dipendente (-1,5%), soprattutto per il calo delle assunzioni a tempo determinato. Gli occupati diminuiscono poi nei servizi (-2,6%) e nelle costruzioni (-2,1%). Nel commercio, alberghi e ristoranti, che coprono circa il 20% dell’occupazione complessiva, la riduzione è stata del 5,2%.

“Secondo la nostra indagine (Sondtel) – precisano Bronzini e Leva – è fortemente cresciuto il ricorso al lavoro a distanza, tre imprese su quattro, da una su quattro nel 2019. Le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni (Cig) sono state oltre nove volte quelle del 2019 (177 milioni, 12 volte in Italia). La Cig ha interessato soprattutto: commercio e altri servizi; trasporti e comunicazioni; meccanica. Ingente anche il ricorso ai Fondi solidarietà, quasi il 40% del totale delle ore (115 milioni). I disoccupati sono diminuiti di 86.500 unità e il tasso di disoccupazione è diminuito al 7,9% (dal 10,8 del primo semestre 2019), per il calo delle persone che ricercano attivamente un’occupazione”.


Banca d'Italia - Palazzo Koch

Roma – Banca d’Italia – Palazzo Koch


Le famiglie. Il contenimento dei consumi e l’incertezza sulle prospettive economiche hanno incentivato la domanda di scorte liquide a fini precauzionali da parte delle famiglie, con un aumento dei depositi. Le misure di sostegno al reddito già esistenti, come il reddito di cittadinanza, hanno raggiunto una più ampia platea di beneficiari e sono stati introdotti nuovi strumenti di durata temporanea destinati alle famiglie meno abbienti o non coperte da altri interventi in casi di crisi. Ad esempio bonus lavoratori autonomi e reddito di emergenza. A sostenere le condizioni finanziarie delle famiglie hanno contribuito anche gli interventi sulle moratorie.

“Circa 300 mila lavoratori autonomi hanno beneficiato del bonus da 600 euro introdotto a marzo – scrivono Bronzini e Leva -. Lo hanno percepito circa il 70% dei commercianti e artigiani e il 53% dei professionisti e collaboratori. Nel 2020 il 4,5% delle famiglie nel Lazio ha beneficiato del reddito di cittadinanza, l’1,3% ha ottenuto le due mensilità del nuovo reddito di emergenza. Inoltre lo 0,5% ha ricevuto la pensione di cittadinanza”.


Viterbo - Cantiere edile

Un cantiere di lavoro


Il mercato del credito. Per le imprese, la crescita (9,7% a giugno) risente degli interventi varati dal governo a sostegno della liquidità e di operazioni straordinarie effettuate nei primi mesi dell’anno da grandi gruppi. Rallenta invece la crescita dei finanziamenti per le famiglie sia per il credito al consumo (2,4%) sia per i mutui per abitazioni (1,4%). Anche le moratorie hanno contribuito a sostenere l’andamento dei prestiti.

“L’aumento della domanda delle imprese – sottolineano i ricercatori di Bankitalia – è sostenuto sia dalle necessità di capitale circolante, dovuto all’alto fabbisogno di liquidità, sia dalle esigenze di ristrutturazione del debito. Per le famiglie, sono diminuite le richieste di mutui per acquisti di abitazioni e, in misura maggiore, quelle per il credito al consumo. Per le imprese, le condizioni di offerta sono diventate più distese per effetto della politica monetaria espansiva e delle misure governative a sostegno della liquidità. Sono diminuiti gli spread medi e i costi accessori e si sono ampliate le quantità offerte. Per le famiglie, le condizioni sono rimaste stabili nel caso di nuovi mutui, mentre si registra un lieve irrigidimento per il credito al consumo. Rispetto al 2019 gli importi finanziati con garanzia sono stati oltre 8 volte più grandi e il numero di operazioni superiore di quasi 21 volte. Circa il 27 per cento degli importi e oltre l’85 per cento delle operazioni erano relativi a prestiti di piccola dimensione, ovvero per importi sino a 25.000 e poi 30.000 euro”.

Secondo il sondaggio della Banca d’Italia, a fine di settembre circa il 42 per cento delle aziende intervistate riteneva appena sufficienti le riserve di liquidità a disposizione e quasi il 12 per cento le considerava insufficienti.

“L’incertezza – concludono Bronzini e Lanza – sulla possibilità di fronteggiare spese incomprimibili e la decisione di rimandare investimenti programmati hanno incentivato la sostenuta crescita dei depositi delle imprese (19,9% a giugno). L’aumento ha interessato sia le imprese medio grandi sia quelle di piccole dimensioni. Il tasso di deterioramento è rimasto contenuto (1,2% a giugno), ma per le imprese aumenta, anche per effetto di alcune specifiche difficoltà nel comparto dei servizi”.

Daniele Camilli


L’indicatore trimestrale dell’economia regionale del Lazio di Banca d’Italia


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22 novembre, 2020

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