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“Disastro castagne, in molte zone raccolto crollato del 95% rispetto al 2019”

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Castagne

Mauro Pacifici (Coldiretti) [4]

Il presidente della Coldiretti Mauro Pacifici

Viterbo – In termini numerici, un crollo del 95% rispetto al 2019. In termini letterali, un disastro. La stagione 2020 per le castagne nella Tuscia è stata un “flop gigantesco”. Almeno così la definisce il presidente di Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici, che rivela: “Alcuni agricoltori hanno preferito direttamente rinunciare al raccolto”.

Qual è stato il problema?
“L’allegagione, cioè la trasformazione del fiore in frutto, è stata scarsissima. Molto probabilmente a causa degli sbalzi di temperatura repentini capitati proprio in quel periodo cruciale. Inizialmente c’era ottimismo, si pensava che si potessero ripetere i grandi raccolti del 2019, e invece…”.

Si possono quantificare le perdite?
“Soprattutto nelle aree sopra ai 600 metri d’altezza è stato un flop gigantesco. Ho sentito aziende che l’anno scorso, su 30 ettari, avevano raccolto 650 quintali di prodotto e invece quest’anno solo 30”.

In pratica il 95% in meno. Ma c’è qualche zona che si è salvata?
“In generale il raccolto è stato negativo ovunque, però diciamo che le coltivazioni nelle aree più a valle sono andate un po’ meglio, così come i marroni tendenzialmente si sono salvati più delle castagne. Il problema è che le piantagioni più estese sono praticamente tutte sopra i 550 metri d’altitudine, quindi i danni sono stati ingentissimi”.

E invece com’è andata con l’attacco del cinipide?
“Se vogliamo vedere almeno un lato positivo in questa stagione disastrosa, possiamo dire che per il secondo anno consecutivo il cinipide non ha danneggiato in maniera massiccia le nostre castagne. Solo che l’anno scorso il raccolto era arrivato a compimento in maniera ottima. Quest’anno, invece, ci si è messo il clima a rovinare tutto”.

Qual è stata la reazione del mercato a questo flop?
“Non c’è un vero prezzario a cui fare riferimento, ci si sta regolando di caso in caso con singole aziende o partite di prodotto. Per questo molti agricoltori si sono addirittura chiesti se valeva la pena investire tempo e denaro nella raccolta, perché potrebbe benissimo essere che i ricavi non bastino nemmeno a coprire le spese. So che alcuni hanno raccolto solo a mano i ricci più comodi, altri hanno direttamente lasciato le castagne a terra”.

Non resta che sperare nel 2021.
“Tra l’altro quest’anno, con l’emergenza Covid, è impossibile gustare le caldarroste in compagnia, lungo le strade o nelle case davanti al focolare. Quindi si perde anche la magia dei momenti che tradizionalmente sono associati al consumo di questo prodotto. Non ci resta che rimetterci a lavorare e sperare in un futuro migliore di questo 2020 che, per le castagne e non solo, è decisamente da dimenticare”.

Alessandro Castellani


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