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Viterbo - La delegazione delle guardie d'onore alle reali tombe del Pantheon nell'anniversario del 4 novembre

“Impariamo dal nostro passato, non disperdiamo la lezione della storia e la saggezza dei nostri anziani”

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Viterbo - Le mura

Viterbo – Le mura

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 4 novembre 1918 entrava in vigore l’armistizio firmato a Villa Giusti (Padova) con l’Impero austro-ungarico. Terminava il primo conflitto mondiale iniziato nel 1914.

Alla firma dell’armistizio il generale Armando Diaz, comandante in capo delle forze armate italiane, nel bollettino della Vittoria annunciava agli italiani “La guerra contro l’Austria-Ungheria che l’esercito italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta(…) I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza(…)”. L’Italia unità dai Savoia, ed ora inneggiante Sua Maestà Re Vittorio Emanuele III, aveva sconfitto “lo straniero” invasore.

Il prezzo della vittoria fu di oltre 4 milioni di soldati mobilitati di cui 250.000 giovani appena diciottenni, 600.000 morti e 1.500.000 feriti.

Nel ricordo dei caduti il 4 novembre 1921, la salma del milite ignoto, trasportata in treno da Aquileia a Roma, fu tumulata all’altare della Patria, che da allora diventò l’epicentro delle solennità nazionali.

Il 4 novembre è allora il giorno della commemorazione dei caduti e dei dispersi di tutte le guerre, ma anche del ringraziamento ai militari in servizio, in Italia e nelle missioni internazionali di pace all’estero, e giorno che celebra l’Unità nazionale.

E’ nostro dovere di Italiani ricordare i giovani militari morti in servizio di pace all’estero e tutti i soldati italiani lontani da casa. A loro va tutto il nostro sostegno ed un commosso ricordo nella giornata delle Forze Armate.

La ricorrenza odierna deve divenire occasione di studio, di riflessione, di confronto … perchè il passato ci aiuti a comprendere il significato del presente e del nostro ruolo di Italiani responsabili dell’oggi.

Ma una cosa deve essere molto chiara: nulla si fa cancellando il passato.

Impariamo dal nostro passato, non disperdiamo la lezione della storia e la saggezza dei nostri anziani: la nostra patria ha bisogno di ognuno di noi.

Viva l’Italia, viva le forze armate.

Guardie d’onore alle reali tombe del Pantheon
Delegazione di Viterbo


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4 novembre, 2020

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