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Viterbo - La risposta di Antonietta Mechelli, presidente cacciatori della Tuscia e vicepresidente provinciale Enalcaccia, alla Lav

“La caccia dà una bella mano per il contenimento dei cinghiali”

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Una Una famiglia di cinghiali - Immagine di repertoriodi cinghiali

Una famiglia di cinghiali – Immagine di repertorio

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ricordando che l’attività venatoria non sarà più accreditata come sport dal Coni ma le sue origini sono antichissime fondate su principi etici tramandati nei secoli da padre in figlio fino ai nostri anni e oltretutto non va affatto dimenticato che viene regolata da leggi molto ferree e ben specificate, vengono redatti da tecnici preparatissimi dei piani faunistici dei piani di controllo e prelievo dopo appurati censimenti eseguiti sui singoli territori.

Quindi, a differenza di quanto affermato dai signori ambientalisti della Lav, la caccia non è assolutamente allo sbando e tantomeno non regolamentata alla perfezione.

Per andare più sullo specifico parliamo di caccia al cinghiale visto che è la forma venatoria tirata in ballo va detto come prima cosa che magari qualche piccolo sbaglio di immissioni in passato può anche essere stato fatto ma non di certo dai singoli cacciatori ma dagli enti preposti, come del resto uno sbaglio enorme è stata l’immissione del lupo fatta per contrastare i cinghiali ma invece andata solo a discapito di pastori e allevatori di bestiame che si vedono ogni anno sbranare migliaia di capi.

Tornando alla caccia al cinghiale è inutile stare a rimarcare (visto che ormai è sotto gli occhi di tutti anche dei più convinti anticaccia) l’impatto negativo che hanno sia sul mondo agricolo che sulla vita quotidiana visti i numerosi incidenti spesso mortali che causano ogni anno, per questo non si può negare che l’attività venatoria dà una bella mano per il contenimento e grande aiuto agli agricoltori.

Basti pensare al progetto messo in atto quest’anno dall’Atc vt1 con il servizio “Sos danno” dove l’agricoltore che subiva il danno aveva la possibilità di chiedere l’aiuto del selecontrollore direttamente sul campo danneggiato potendo cosi limitare le perdite che spesso andavano oltre le decine di migliaia di euro.

Cari rappresentati del movimento anticaccia probabilmente siete tra i fortunati a non aver mai avuto un incontro frontale con un cinghiale in mezzo alla carreggiata e non siete di certo agricoltori e soprattutto non fate parte di una famiglia che con dal mondo venatorio trae il proprio fabbisogno per cui vi invitiamo prima di dare fiato a grida di protesta spesso infondate a pensare a chi per colpa della fauna selvatica a pianto.

Antonietta Mechelli 
Presidente cacciatori della Tuscia
Vicepresidente provinciale Enalcaccia Viterbo


 – Lav: “Caccia inadeguata a risolvere il problema cinghiali e lo incrementa”


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25 novembre, 2020

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