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Cultura - Un sontuoso libro, raro e ormai fuori commercio

“Pittori viterbesi di cinque secoli”, mezzo secolo fa veniva pubblicata l’opera di Italo Faldi

di Silvio Cappelli

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Italo Faldi

Italo Faldi

“Pittori viterbesi di cinque secoli” di Italo Faldi

“Pittori viterbesi di cinque secoli” di Italo Faldi

Viterbo – Mezzo secolo fa, esattamente nel novembre del 1970, il compianto storico Italo Faldi, viterbese d’adozione ma nato a Roma nel 1917, storico d’arte e scrittore, tra le sue numerose opere ci regalò un libro che può essere considerato un monumento, unico nel suo genere, dedicato ai “Pittori viterbesi di cinque secoli” come titolato nel frontespizio.

Un sontuoso libro, raro e ormai fuori commercio, con la copertina rigida, rilegato in tela rossa con scritte e stemmi color oro, e una sopraccoperta in carta lucida a colori raffigurante il “Trittico con il Salvatore benedicente, l’Angelo annunziante e la Madonna annunziata” conservato all’interno della chiesa parrocchiale di Chia (frazione di Soriano nel Cimino).

Design della sopraccoperta di Francesco Angelini, con impaginazione del libro di Carmine Siniscalco, per Ugo Bozzi editore. Stampato, appunto, nel mese di novembre 1970, con i tipi della monotipia Olivieri, e con gli zinchi della zincografia Belcaro su carta delle cartiere Burgo appositamente fabbricata per questa edizione e rilegata da Torriani.

Nell’introduzione Faldi analizza “La pittura nel viterbese dall’XI al XIII secolo: rapporti con Roma e Spoleto”. Poi, a seguire, nella prima parte disquisisce sulla Scuola pittorica viterbese: Matteo Giovannetti alla corte di Avignone, Ilario da Viterbo in rapporto alla tradizione del senese Simone Martini e gli apporti orvietani del Trecento, “Antonio da Viterbo, Francesco d’Antonio, Gabriele di Francesco e la cultura del gotico internazionale”, l’affermazione della nuova visione rinascimentale di Lorenzo da Viterbo e del suo seguito locale, Antonio del Massaro detto il Pastura e gli orientamenti umbri nel tardo Quattrocento, e “Il modesto esito della scuola viterbese: Monaldo, Costantino Zelli, Giovan Francesco d’Avanzarano”.

Nella seconda parte analizza i pittori viterbesi: Bartolomeo Cavarozzi con la sua parentesi manieristica e il suo messaggio caravaggesco, “L’episodio cortonesco dei fratelli Bonifazi e il purismo arcaizzante di Angelo Pucciati”, Giovan Francesco Romanelli con la sua esperienza a Roma e a Parigi, poi Anton Angelo Falaschi e Vincenzo Strigelli figure minori del Settecento, e infine “L’apice settecentesco di Domenico Corvi”.

La sezione illustrativa del prestigioso volume è stata il “risultato di un’estesa campagna fotografica condotta sotto la guida dell’Autore dalla Casa Editrice in tutto il territorio della provincia di Viterbo, in altre parti del Lazio e dell’Umbria, a Roma, a Venezia, a Solothurn e a Parigi allo scopo di fornire la documentazione fotografica mancante di opere in parte inedite e di migliorare la qualità di quella già disponibile ma non ritenuta idonea”.

L’opera, di formato grande 25 x 32 cm circa e 400 pagine, contiene una nutritissima bibliografia, oltre agli indici delle 338 illustrazioni e gli indici delle XIV tavole a colori nel testo che non sono state stampate sulle pagine ma applicate separatamente. Infine anche un copioso indice analitico per facilitare le ricerche del lettore.

Al professor Italo Faldi, laureato in Lettere e Filosofia, specializzato in Storia dell’arte medievale e moderna, funzionario nell’amministrazione dei Beni Culturali e Ambientali del ministero della Pubblica Istruzione (poi Ministero per i Beni e le Attività Culturali), dirigente presso le Soprintendenze di Roma (Arte Moderna e Contemporanea, Monumenti del Lazio, Gallerie e Opere d’arte del Lazio),  direttore delle Gallerie Spada, Nazionale di Arte Antica in Palazzo Barberini e in Palazzo Corsini e Doria Pamphilj, Soprintendente ai Beni Artistici e Storici delle Marche e all’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, docente in diverse università italiane e straniere, i ringraziamenti del sottoscritto a nome di Tusciaweb e di tutta la città di Viterbo.

Silvio Cappelli


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28 novembre, 2020

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