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Ripartiamo da San Pellegrino - Il passaggio per arrivarci è distrutto e molto pericoloso - La struttura è di epoca romana - Qui vennero martirizzati i santi che convertirono Viterbo al cristianesimo - FOTO E VIDEO

Il ponte Camillario rischia di scomparire e con i luoghi dove furono uccisi Ilario e Valentino

di Daniele Camilli

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Viterbo – La zona che sta attorno al ponte Camillario a Viterbo, dalle parti di strada Bagni, via Francigena, è semplicemente un disastro. Non ci sono altre parole. Il ponte di legno che porta, poi, al ponte Camillario, è letteralmente distrutto. Anzi, il verbo giusto sarebbe devastato. E sarebbe anche il ponte che dovrebbero attraversare turisti, visitatori e persone che vanno lì a fare una passeggiata.

Però passarci sopra è roba ardua e pericolosa. Come le immagini del video dimostrano, ci si può tranquillamente scapicollare. Finendo, con buona probabilità, per lasciarci le penne. Dritto, dritto dentro all’Urcionio, fiume ormai scomparso da Viterbo, una volta l’attraversava, ma che da queste parti scorre invece come dio comanda.


Viterbo - Il ponte di legno che porta al Camillario

Viterbo – Il ponte di legno che porta al Camillario


La zona del ponte Camillario, comune di Viterbo, è molto importante. Innanzitutto il ponte Camillario, quello che un turista, o una qualsiasi altra persona, potrebbe avere l’ambizione  di attraversare, fu costruito in epoca romana. Oggi è un rudere. Restano in piedi solo una fornice e parte delle murature di rinfianco. Il Ponte permetteva alla via Cassia antica di attraversare il fosso Urcionio.



Ma l’area è altrettanto nota per un evento importantissimo nella storia della cristianità. Da queste parti, nel 306 d.C., furono infatti martirizzati Valentino e Ilario, che secondo la tradizione convertirono a cristo la città di Viterbo. In sintesi si è di fronte non soltanto alla storia della città dei papi, ma a quella della cristianità nel suo insieme.


Viterbo - Il Ponte Camillario

Viterbo – Il Ponte Camillario


Tornando al ponte di legno che porta a quello Camillario, la situazione, come detto, è sconcertante. Il ponte è a pezzi. La pavimentazione è saltata, così come il grosso, grossissimo, della staccionata. Tutto il resto si sta sgretolando progressivamente.


Viterbo - Il ponte di legno che porta al Camillario

Viterbo – Il ponte di legno che porta al Camillario


Il punto, e questo potrebbe essere un incentivo ad oltrepassarlo, è che ci sono ancora degli assi di ferro su cui poggiare i piedi. Ai lati due travi in legno su cui qualcuno ha buttato pure del cemento. Ma è come passare da un grattacielo all’altro con una corda e un bastone per tenersi in equilibrio. Il rischio di scivolare e finire nel fiume c’è. E le probabilità sono decisamente alte. Nessun divieto, nessuna messa in sicurezza. Uno scandalo e al tempo stesso un pericolo consistente per l’incolumità delle persone.


Viterbo - Il ponte di legno che porta al Camillario

Viterbo – Il ponte di legno che porta al Camillario


Non solo, ma l’Urcionio col tempo e le piene ha portato giù di tutto. Pezzi d’albero e pezzi di mura, che sembrano romane, incluse. Possibile che nessuno se ne sia mai accorto al punto da mettere almeno qualche transenna che nel centro storico vanno invece così tanto di moda? Al punto da metterle e non levarle mai più?


Viterbo - Il ponte di legno che porta al Camillario

Viterbo – Il ponte di legno che porta al Camillario


Oltretutto, con la distruzione del ponte di legno, il ponte Camillario è difficile da raggiungere. Cosa che, con i tempi Covid che corrono, e con la gente progressivamente di nuovo tenuta in casa, rischia di isolarlo con la conseguenza che prima la vegetazione lo sommergerà, poi abbandono e incuria faranno il resto. Fino a che tutti non ne perderanno memoria. Come è successo altre volte. Salviamo il Ponte Camillario. Non lasciamolo morire. Se accadesse, sarebbe uno schiaffo in faccia alla città. E un altro alla cristianità.

Daniele Camilli


Multimedia: La zona del ponte – Video: Incuria, pericolo e abbandono


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10 novembre, 2020

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