Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - L'immagine del maresciallo Rocca proiettata su un palazzo vicino alla cattedrale - Un'iniziativa del comune per salutare il grande attore scomparso il 2 novembre - FOTO

Il ricordo di Gigi Proietti ha illuminato colle del duomo…

di Daniele Camilli
Condividi la notizia:


Viterbo – La città ricorda Gigi Proietti, il grande attore romano scomparso il 2 novembre, che per Viterbo era il maresciallo Rocca. E lo fa proiettandone l’immagine sul Colle del duomo, accanto alla cattedrale e al palazzo dei Papi. Nelle vesti di carabiniere e in un punto della città dove sono state girate diverse puntate della fortunata serie televisiva. 

Un fascio di luce sparato dal parcheggio del Sacrario dritto su un palazzo lungo via Sant’Antonio. In basso la scritta “Ciao Gigi. Viterbo saluta Gigi Proietti cittadino onorario della città”. Resterà lì fino a giovedì compreso.


Viterbo - La proiezione di Gigi Proietti al Palazzo Papale

Viterbo – La proiezione di Gigi Proietti al Palazzo Papale


Un’iniziativa del comune di Viterbo che ringrazia così un grande attore che ha fatto conoscere in tutto il paese una città di confine che successivamente alla caduta del vecchio mondo, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, stava cercando di ridefinirsi, iniziando ad esplorare timidamente le vie delle politiche turistiche dopo decenni giocati tutti attorno alle caserme militari, alla pubblica amministrazione, alla rendita fondiaria e all’espansione edilizia.


Viterbo - La proiezione di Gigi Proietti al Palazzo Papale

Viterbo – La proiezione di Gigi Proietti al Palazzo Papale


La serie Il maresciallo Rocca inizia nel 1996. Gigi Proietti interpreta il ruolo di Giovanni Rocca, vedovo con tre figli e maresciallo della stazione dei carabinieri di Viterbo, innamorato di una farmacista, Stefania Sandrelli. Anni difficili e particolari. L’Italia stava uscendo dalla sanguinosa battaglia con la mafia dei Corleonesi. Appena 4 anni c’erano state le bombe di Capaci e via d’Amelio. Una strategia stragista che andrà avanti per tutto il 1993. Un’Italia che inoltre, da pochissimo, era appena uscita dalla lunga fase della lotta armata.


Viterbo - La proiezione di Gigi Proietti al Palazzo Papale

Viterbo – La proiezione di Gigi Proietti al Palazzo Papale


Un paese che Proietti venne di nuovo chiamato ad interpretare, questa volta nei panni di un simpatico e affabile maresciallo dei carabinieri. Anche per ridare fiducia, attraverso uno dei suoi simboli più alti, ad uno stato profondamente scosso dallo scontro con brigatisti, mafiosi, golpisti e stragisti. Uno scontro che vide cadere diversi uomini dell’Arma e delle forze armate. Anche a Viterbo, con i carabinieri Cuzzoli e Cortellessa a Ponte di Cetti nell’agosto del 1980. Il maresciallo Rocca in tutto questo è stato una sorta di deus ex machina. Interpretato non a caso da un grande attore teatrale che sapeva bene cosa volesse dire catarsi.


Viterbo - Gigi Proietti e Maurizio Iannaccone sul set del Maresciallo Rocca

Viterbo – Gigi Proietti e Maurizio Iannaccone sul set del Maresciallo Rocca


Una purificazione, come la scena finale del tribunale in Febbre da cavallo. Splendida. Ed è sempre Proietti a darle il taglio giusto. La rappresentazione perfetta di un paese mancato e clientelare che a un certo punto ha deciso pure d’essere sconclusionato e caciarone. Gigi Proietti ha portato in scena queste cose. Rivedetevi la scena del tribunale e, al discorso di Mandrake, provate a sostituire giocatori de’ cavalli con italiani. E provateveli anche ad immaginare in quel contesto lì, nel 1976, quando il film di Steno è stato girato. L’Italia sembrava sull’orlo di una guerra civile. E Proietti-Mandrake rivolgendosi alla corte faceva questo discorso:

“Vede signor giudice, chi gioca ai cavalli è… come dire, un misto, un cocktail, è un frullato de robba. E’ un minorato, un incosciente, un regazzino, un dritto e un fregnone, un milionario pure se non c’ha ‘na lira e uno che non c’ha ‘na lira anche se è un milionario. Un fanatico, un credulone, un buciardo, un pollo, uno che passa sopra a tutto e sotto a tutti. E’ uno che impiccia, traffica, imbroglia, more, azzarda, spera, ari-more… e tutto per poter dire: ho vinto! Adesso v’ho fregato a tutti! E mo’ becchete questa! Tié!… Ecco chi è il giocatore de le corse dei cavalli. Ed è per questo che io chiedo la clemenza della corte. A nome nostro e dei giocatori di tutto il mondo. Il beneficio delle attenuanti. Per totale infermità mentale”. 

Daniele Camilli


 Fotogallery: “Ciao Gigi”

 – Morte di Gigi Proietti, il volto del maresciallo Rocca sul palazzo papale


Condividi la notizia:
4 novembre, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR