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Tribunale - Condannati per furto due fratelli - La vittima li ha riconosciuti nonostante siano passati oltre sette anni

Si spacciano per clienti per rubare cosmetici in farmacia, ma la videsorveglianza li riprende

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Soriano nel Cimino - La stazione dei carabinieri

Soriano nel Cimino – La stazione dei carabinieri

Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Si spacciano per clienti per rubare cosmetici in farmacia, condannati. Protagonisti due fratelli originari dell’est europeo che il 13 marzo 2013 si sono presentati in una farmacia di Soriano nel Cimino mettendosi in fila come se niente fosse. Sono finiti a processo con l’accusa di furto aggravato.

“Sono entrati uno alla volta, ma li ho notati subito, perché non erano del posto”, ha spiegato il farmacista, sentito ieri come ultimo teste dal giudice Gaetano Mautone.

“Il paese è piccolo e ci conosciamo tutti, per cui mi sono saltati agli occhi. C’erano un paio di persone prima che venisse il loro turno. A un certo punto ho alzato lo sguardo verso l’ingresso e mi sono accorto che erano andati via. Spariti, portandosi via circa 200 euro di confezioni di cosmetici che stavano allineati su un apposito scaffale vicino all’ingresso”, ha proseguito, sottolineando di avere immediatamente dato l’allarme.

I fuggitivi sono stati rintracciati pochi giorni dopo dai carabinieri della locale stazione, comandati dal maresciallo Paolo Lonero, che hanno identificato i ladri grazie ai filmati della videosorveglianza interna della farmacia. E la stessa vittima li ha riconosciuti entrambi con assoluta certezza nell’immediato.

Da allora, nel frattempo, sono passati oltre sette anni e mezzo prima che il processo arrivasse al rush finale. E ieri il giudice Mautone ha chiesto al farmacista se fosse ancora in grado di identificarli tra le immagini di due fascicoli fotografici, uno per ciascuno degli imputati. 

“Non credo di potermeli ancora ricordare dopo sette anni”, ha risposto il farmacista, cui in realtà, un attimo dopo, è bastata un’occhiata per riconoscere la coppia di ladri. 

Nonostante la difesa abbia chiesto il proscioglimento per la lieve entità del furto, 200 euro il bottino e nessun danno al negozio, sono stati entrambi condannati a quattro mesi di reclusione ciascuno, come chiesto dall’accusa, e al pagamento di una multa di 120 euro. 


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25 novembre, 2020

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