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Viterbo - La lista chiarisce sulla richiesta di modifica del regolamento per la nomina dei rappresentanti degli studenti: "Una procedura già usata più volte"

“Università dello studente non ha mai violato la democraticità e il dialogo tra le parti”

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Viterbo - Università della Tuscia - Santa Maria in Gradi

Viterbo – Università della Tuscia – Santa Maria in Gradi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Noi rappresentanti della lista Università dello studente, dal 2013 costantemente presenti in tutti gli organi dell’università degli studi della Tuscia, intendiamo fare chiarezza in merito ad alcune voci circolate negli ultimi giorni, del tutto prive di fondamento.

Il tutto nasce dalla proposta da noi avanzata durante l’ultima seduta della consulta degli studenti, il 4 dicembre 2020. Abbiamo infatti chiesto una modifica del regolamento generale di ateneo in merito alla nomina dei rappresentanti degli studenti nei corsi di studio rimasti scoperti, ad esempio per il conseguimento della laurea da parte del rappresentante eletto.

Secondo il regolamento, si dovrebbero tenere le elezioni suppletive, ma dal 2017 (verbale della consulta numero 2/17 del 22 maggio 2017) è consuetudine che sia proprio la consulta a proporre all’ateneo i possibili nominativi degli studenti in grado di ricoprire la rappresentanza vacante. Studenti che, è bene precisarlo, rimangono in tal caso in carica fino alle elezioni successive e non per i due anni di un mandato intero.

Inoltre, questo tipo di nomina ha finora riguardato sia rappresentanti iscritti alla lista di Università dello studente, sia candidati con altre liste: questo nel nome di quella pluralità già garantita nel verbale della consulta poco sopra nominato, ma anche dei principi di equità e di partecipazione che sono cardine del nostro operato, nonostante soggetti poco attenti abbiano cercato di far credere il contrario.

I motivi di questa scelta della consulta sono presto detti: quella elettorale è una procedura che richiede tempo e risorse per essere portata a termine e, specialmente quando si tratta di periodi complessi e densi di attività per gli studenti, piuttosto sconveniente da applicare, a maggior ragione nel caso di un singolo corso.

Ecco, proprio su questo vogliamo soffermarci: data la natura dei corsi universitari, spesso frequentati da gruppi di persone che conoscono le reciproche esigenze, la nomina di un rappresentante idoneo è accompagnata da un processo di dialogo tra questo e il rappresentante uscente, che può così aggiornarlo sulle problematiche del corso e sulle sue iniziative. In poche parole, la rappresentanza (ricordiamolo, rappresentanza protempore) non è mai assegnata ad individui non in grado di occuparsene, ma a persone attente, preparate, e in stretto contatto con il rappresentante precedentemente votato dagli studenti.

In questi ultimi mesi abbiamo poi deciso, come già accennato, di aggiornare il regolamento generale inserendo questa procedura, ovviamente previo parere dell’amministrazione di ateneo che non si è mai pronunciata in modo contrario. Insomma, si tratta di un iter che in questi anni è stato applicato più e più volte senza mai destare alcuna protesta e anzi, dimostrando di funzionare egregiamente.

Alla luce di tutto ciò, la cosa che ci fa più sorridere è il fatto che sterili polemiche provengano da personaggi che fino a pochi mesi fa contestavano proprio l’idea di procedere tramite elezioni suppletive. Difatti, questi soggetti hanno provato in tutti i modi a ottenere la rappresentanza di un corso di studi senza passare per la democratica approvazione degli studenti e degli organi, ma anzi, pretendendo di essere eletti semplicemente comunicando il proprio nome alla segreteria didattica del dipartimento in questione. La scusa usata? Il fatto che (testuali parole) “nel nostro corso, a differenza degli altri corsi, è necessario fare delle elezioni suppletive e i rappresentanti decaduti non possono essere sostituiti tramite semplice comunicazione”.

Il problema sta nel fatto che l’unico altro corso nel quale è stata usata la procedura da loro menzionata è sempre sotto la loro rappresentanza e la successione alla carica è avvenuta, qui sì, in maniera antidemocratica, visto che è stato inserito un rappresentante non eletto, senza neanche questa fantomatica comunicazione.

Si tratta quindi di persone che, oltre a tentare di far entrare partiti politici in ateneo con ogni mezzo (cosa da noi fortemente disprezzata), predicano bene e razzolano male, visto che quando fa comodo a loro basta una “semplice comunicazione”, mentre quando si tratta di cariche in bilico, le elezioni suppletive prima da loro disdegnate diventano un diritto inalienabile. Come consulta, poi, abbiamo più volte cercato di instaurare un dialogo con questi personaggi: dialogo da loro sempre fuggito, ogni volta con banali scuse che evidenziano come quella della partecipazione democratica sia una bandiera dietro la quale si nascondono, ma che non hanno mai riconosciuto come propria.

Un metodo, quello che prevede due pesi e due misure, che non appartiene alla politica di Università dello studente. Infatti, attendendoci semplicemente a quanto fatto nel corso del nostro ultimo mandato (da maggio 2019, quando abbiamo vinto democraticamente le elezioni ottenendo tutti i ruoli negli organi collegiali di governo dell’ateneo e la quasi totalità dei corsi di studio), abbiamo sempre dato ascolto a tutti gli studenti, a prescindere dalla lista o l’associazione di appartenenza, com’è giusto che sia. Siamo stati accanto ai nostri colleghi universitari in tutti i momenti, specialmente dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Solamente negli ultimi due mesi abbiamo ottenuto ben due proroghe per le iscrizioni e il pagamento delle rate universitarie, lo sconto del 50% sui corsi singoli per gli iscritti Unitus, i badge personali per gli studenti e infine una proroga per tutte le associazioni universitarie circa i progetti da presentare per il nuovo anno.

Abbiamo scelto di rispondere a queste accuse infondate (oltretutto mai riportateci, e da noi scoperte per caso tramite i giornali) solamente per far capire a tutti come stanno realmente le cose. Questo però non ci distrae dalla nostra preoccupazione principale, ovvero gli studenti e le loro necessità: intendiamo infatti continuare a lavorare come fatto finora sino alla conclusione del nostro attuale mandato, e speriamo anche oltre con le prossime elezioni della rappresentanza studentesca nel 2021.

Università dello studente


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22 dicembre, 2020

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