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Economia - Il presidente di Coldiretti Lazio David Granieri invoca "aiuti immediati per salvare l'intero settore"

“Le chiusure dei ristoranti sono una mazzata per tutta la filiera agroalimentare”

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David Granieri

David Granieri

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Riaprono oggi con il servizio al tavolo oltre 18 mila bar, ristoranti e tremila agriturismi del Lazio. Un’apertura parziale, consentita solo dalle 5 alle 18, ma con la possibilità della consegna a domicilio e fino alle 22 l’asporto per i ristoranti. 

Limitazioni che rischiano di dare il colpo di grazia ad una settore già in crisi, che maggiormente ha subito l’effetto delle restrizioni imposte per limitare il contagio. Lo stop and go con le aperture e limitazioni crea alle attività grandi difficoltà di programmazione. 

“Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – si ripercuotono sull’intera filiera agroalimentare. Le disdette di prodotti che come il vino, l’olio, ma anche la pesca i salumi, i formaggi, frutta e verdura, ha pesato fortemente sul calo dei consumi alimentari, causato dall’impossibilità di mangiare fuori casa. Alcuni di questi settori, come quello vitivinicolo e ittico, rappresentano, inoltre, il principale canale di commercializzazione per fatturato”. 

I consumi alimentari non hanno mai subito il calo registrato solo nel 2020 con un fatturato dimezzato per i ristoranti e praticamente azzerato per gli agriturismi che nel primo lockdown sono stati costretti alla chiusura. 

“Servono aiuti immediati e adeguati per salvare l’occupazione e l’economia dell’intera filiera – aggiunge Granieri – che è stata fortemente penalizzata dalle limitazioni alle attività di impresa. Ribadiamo, inoltre, l’importanza di prediligere i prodotti made in Lazio per sostenere il nostro mercato e aiutare le aziende locali, che contribuiscono a tramandare i sapori e le tradizioni della nostra regione”. 

Coldiretti Lazio


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11 gennaio, 2021

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