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Lazio - Presentata dai consiglieri Chiara Colosimo e Giancarlo Righini

Mozione in consiglio regionale contro il deposito di scorie nucleari nella Tuscia

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Giancarlo Righini

Giancarlo Righini

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – “Abbiamo presentato in consiglio regionale una mozione che impegna il presidente della giunta Zingaretti e l’assessore competente a porre in essere tutte le azioni necessarie affinché venga confermato l’assoluto divieto ad individuare la provincia di Viterbo come sede per installazione di siti per i rifiuti radioattivi (di qualunque attività) e contro qualsiasi tentativo di stoccaggio e transito di scorie radioattive nel territorio della Tuscia”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo e Giancarlo Righini.

Di seguito il testo completo della mozione:


Al presidente del consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini

Oggetto: Individuazione dei siti idonei ad ospitare il deposito dei rifiuti radioattivi nella Provincia di Viterbo

Premesso che in data 05/01/2021 è stata pubblicata da Sogin –la società dello stato responsabile dello smantellamento degli impianti nuclerari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, con il nulla osta del ministero dello Sviluppo e del ministero dell’Ambiente, la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi);

Che con questo passo si va verso il deposito dei rifiuti radioattivi nei siti dell’elenco allegato alla carta;

Che sono sette le regioni potenzialmente idonee, e nello specifico: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia;

Che in Italia esistono ancora quattro centrali nucleari: quella di Trino Vercellese, in Piemonte, quella di Caorso, in provincia di Piacenza, quella di Latina, nel Lazio e quella di Garigliano, in Campania, ferme dal 1987, quando con un referendum fu deciso di chiuderle, ma ancora oggi in ognuna di esse lavora personale per analizzare, catalogare e preparare per il trasporto nei centri di lavorazione o smaltimento qualsiasi cosa ci sia nelle centrali, compresi i rifiuti nucleari prodotti prima della chiusura;

Considerato che il ministero dell’Ambiente ha stimato che in totale nelle aree selezionate dovranno essere depositati circa 78 mila metri cubi di rifiuti provenienti dalle centrali nucleari;

Che nella lista sono incluse 67 località che sono state considerate potenzialmente idonee, distribuite tra Lazio, Toscana, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Basilicata e Puglia;

Che per quanto riguarda la nostra provincia sono ben 8 i comuni che corrispondono ai 25 criteri stabiliti cinque anni fa e irportati nella Cnapi (Carta delle aree potenzialmente idonee) e cioè Ischia di Castro, Montalto di Castro, Canino, Tuscania, Tarquinia, Vignanello, Gallese, Corchiano. Ogni comune può essere interessato da più di un’area;

Che le aree per lo stoccaggio sono suddivise in verde considerate ottime, verde chiaro considerate buone, di colore celeste o gialle per le zone meno indicate e che tra le zone della Tuscia questa sarebbe la mappatura: Ischia di Castro, Canino-Cellere-Ischia di Castro, Montalto di Castro 1, Montalto di Castro 2, Canino 1 e 2, Tessennano-Tuscania, Arlena di Castro-Piansano-Tuscania, Piansano-Tuscania, Tuscania, Canino-Montalto di Castro 1 e 2, Arlena di Castro-Tessennano-Tuscania, Arlena di Castro-Tuscania 1 e 2, Tarquinia-Tuscania, Soriano nel Cimino, Soriano nel Cimino-Vasanello-Vignanello, Gallese-Vignanello,Corchiano-Vignarello, Corchiano-Gallese, Corchiano;

Considerato che il ministero dell’Ambiente ha stimato che in totale nelle aree selezionate dovranno essere depositati circa 78 mila metri cubi di rifiuti provenienti dalle centrali nucleari;

Che nella lista sono incluse 67 località che sono state considerate potenzialmente idonee, distribuite tra Lazio, Toscana, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Basilicata e Puglia;

Che per quanto riguarda la nostra provincia sono ben 8 i comuni che corrispondono ai 25 criteri stabiliti cinque anni fa e riportati nella Cnapi (Carta delle aree potenzialmente idonee) e cioè Ischia di Castro, Montalto di Castro, Canino, Tuscania, Tarquinia, Vignanello, Gallese, Corchiano. Ogni comune puo essere interessato da più di un’area;

Che le aree per lo stoccaggio sono suddivise in verde considerate ottime, verde chiaro considerate buone, di colore celeste o gialle per le zone meno indicate e che tra le zone della Tuscia questa sarebbe la mappatura: Ischia di Castro, Canino-Cellere-Ischia di Castro, Montalto di Castro 1, Montalto di Castro 2, Canino 1 e 2, Tessennano-Tuscania, Arlena di Castro-Piansano-Tuscania, Piansano-Tuscania, Tuscania, Canino-Montalto di Castro 1 e 2, Arlena di Castro-Tessennano-Tuscania, Arlena di Castro-Tuscania 1 e 2, Tarquinia-Tuscania, Soriano nel Cimino, Soriano nel Cimino-Vasanello-Vignanello, Gallese-Vignanello, Corchiano-Vignanello, Corchiano-Gallese, Corchiano.

Atteso che  con il nulla osta del ministero dello Sviluppo economico e del ministero dell’Ambiente, la Società gestione impianti nucleari (Sogin) ha pubblicato sul sito depositonazionale.it la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (CNAPI), il progetto preliminare e tutti i documenti necessari alla realizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del parco tecnologico;

Che il deposito nazionale e il parco tecnologico avrà un enorme impatto anche strutturale coinvolgendo un’area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al parco,con una struttura a matrioska. All’interno di 90 costruzioni in calcestruzzo armato, chiamate celle, verranno collocati dei grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che a loro volta racchiuderanno i contenitori metallici con all’interno i rifiuti radioattivi già condizionati. In totale circa 78 mila metri cubi di rifiuti radioattivi;

Che l’impianto riceverà rifiuti per 40 anni. Dopo, li custodirà fino a che non saranno più radioattivi, per 300 anni;

Ritenuto che a quanto si apprende ora si procederà ora alla fase di consultazione dei documenti per la durata di due mesi, all’esito della quale si terrà, nell’arco dei 4 mesi successivi, il seminario nazionale. In base alle osservazioni e alla discussione in un seminario nazionale;

Che Sogin dovrà poi aggiornare la Cnapi, che verrà nuovamente sottoposta ai pareri del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’ente di controllo Isin, del ministero dell’Ambiente e del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;

Che in base a questi pareri, il ministero dello Sviluppo Economico convaliderà la versione definitiva della Carta Nazionale delle Aree Idonee;

Che i provvedimenti per l’attivazione dei depositi radioattivi porteranno i cittadini ad una forte partecipazione, coinvolgendo anche gli amministratori tutti, per contestare  l’inserimento dei Comuni della Tuscia nella CNAPI;

Visto che il territorio della Tuscia è fortemente caratterizzato da produzioni agricole di particolare qualità e tipicità e da luoghi di indiscutibile interesse archeologico e storico e la possibilità di veder realizzato il sito suddetto porterebbe a gravissimi danni all’intero territorio e alla sua economia

Tutto quanto sopra premesso, visto e considerato il consiglio regionale del Lazio impegna il presidente della giunta Nicola Zingaretti e l’assessore competente a porre in essere tutte le azioni necessarie atte affinché venga confermato l’assoluto divieto a individuare la provincia di Viterbo come sede per installazione di siti per i rifiuti radioattivi (di qualunque attività) e contro qualsiasi tentativo di stoccaggio e transito di scorie radioattive nel territorio della Tuscia. 

Chiara Colosimo
Giancarlo Righini
Consiglieri regionali FdI


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8 gennaio, 2021

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