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Roma - Si inaspriscono le tensioni all'interno della maggioranza in vista del consiglio dei ministri di questa sera

Palazzo Chigi: “Se Renzi apre la crisi, impossibile fare un nuovo esecutivo con Italia Viva”

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Roma – Si inaspriscono ancora di più le tensioni tra maggioranza e Italia Viva in vista del consiglio dei ministri previsto per le 21.30. Molti osservatori ritengono che la riunione di questa sera potrebbe trasformarsi in un regolamento di conti, con la crisi di governo alle porte.


Giuseppe Conte

Giuseppe Conte


L’obiettivo dell’esecutivo è quello di approvare il Recovery plan. Non è però da escludere l’ipotesi secondo la quale, una volta dato il via libera al piano, le ministre di Italia Viva Elena Bonetti e Teresa Bellanova potrebbero dimettersi dando ufficialmente inizio alla crisi.

Dopo giorni di botta e riposta tra alleati, palazzo Chigi fa sapere che “se il leader di Italia Viva Matteo Renzi si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia, per il presidente Giuseppe Conte sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Iv”.

Il Pd ribadisce il suo appoggio all’esecutivo. “I governi non si rilanciano mandandoli a casa con una crisi che nessuno capirebbe – scrive il segretario democratico Nicola Zingaretti -. Sarebbe un errore politico. C’è il rischio che in Italia gli alleati di Trump tornino al potere”.

Dello stesso avviso anche Vito Crimi, capo politico del Movimento 5 stelle. “Il ritiro dei ministri di Italia Viva mi sembra un’ipotesi impensabile, sarebbe un sabotaggio verso il paese in piena crisi Covid, un tradimento verso gli italiani nel momento più difficile – scrive Crimi su Facebook -. Stiamo lavorando e facendo molto e tante cose ci sono da fare. Le persone ci chiedono risposte, hanno bisogno di aiuto e che le istituzioni si facciano carico dei loro problemi, compiendo fino in fondo loro dovere. Se Renzi si rende colpevole del ritiro dei suoi ministri, con lui e Italia Viva non potrà esserci un altro governo. Esiste un limite a tutto. Se ora, nelle condizioni in cui siamo, qualcuno si chiama fuori e saluta la compagnia, per noi è fuori e resta fuori definitivamente. Non si può abbattere la casa e poi fare un sorriso e dire che va tutto bene”.

Anche Matteo Renzi fa sapere la sua. “Il 22 luglio 2020 – scrive Renzi sulla sua e-news – Italia Viva chiede al senato di correre sul Recovery plan dedicando una sessione di lavoro sul tema ad agosto. Non riceviamo risposte per ben 5 mesi. Fino a quando l’8 dicembre il governo prova ad approvare il testo senza che nessuno lo abbia visto prima e prova a introdurre un emendamento da votare in legge di bilancio per esautorare i ministeri. Italia Viva dunque si mette di traverso, i compagni di coalizione ci attaccano, un ministro della repubblica dice che noi siamo come Orban. Poi però si mettono a leggere le carte e scoprono che abbiamo ragione noi. Prima ci definivano irresponsabili, poi ci danno ragione”.


Matteo Renzi

Matteo Renzi


“A differenza di ciò che raccontano a reti unificate i cantori del pensiero unico, non c’è nessuna richiesta di poltrone, nessuna polemica pretestuosa, nessun atto irresponsabile – continua Renzi -. Quello che noi stiamo facendo si chiama politica: studiare le carte, fare proposte, dare idee. Molti pensano che fare politica sia solo mettere un like. Noi in Italia Viva pensiamo che fare politica sia approfondire, studiare e poi decidere, non vivere di slogan e superficialità. Irresponsabile sarebbe sprecare centinaia di miliardi dei nostri figli facendo debito cattivo e non investendo sulla sanità, sull’educazione, sull’innovazione”.


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12 gennaio, 2021

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