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Acquapendente - La dirigente Luciana Billi: "L'obiettivo è che possa diventare occasione di lacvoro sul territorio"

Su Rai Tre la crema antibiotica alla “santolina” messa a punto dagli studenti

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Acquapendente - La dirigente Lucina Billi su Rai Tre

La dirigente Luciana Billi su Rai Tre


Acquapendente – Ieri e l’altro ieri su Rai Tre, al telegiornale regionale e sul tg Leonardo, sono andati in onda due servizi dedicati all’antibiotico nato all’istituto chimico di Acquapendente, dove l’anno scorso i ragazzi, studiando le piante locali hanno messo a punto una nuova crema per curare alcuni problemi della pelle.

E’ stato sottolineato come si tratti di una crema antibiotica tutta naturale, i cui risultati sono stati verificati e pubblicati, il cui principio attivo è stato estratto, dopo una lunga ricerca, dall’olio essenziale di una pianta spontanea e autoctona del territorio, la “Santolina etrusca”.

Gli studenti e gli insegnati, in un unico gruppo di lavoro, hanno dato il via nel 2015 a un progetto di studio sulle essenze tipiche della Tuscia. Da qui la scoperta.

“La Santolina è una pianta tipica e conosciuta dalla tradizione popolare e anche dalla medicina popolare, quidni era logico cercare di verificare se effettivamente le nostre credenze avessero una base scientifica”, spiega la dirigente Luciana Billi. “Ci siamo spinti oltre – prosegue il docente di chimica Daniele Bellocchi – e abbiamo scoperto che l’olio essnziale di questa pianta aveva delle interessanti applicazioni terapeutiche”.

Per valorizzare appieno l’attività, all’interno dell’istituto è stata creata un’intera filiera produttiva, dalla coltivazione della pianta alla produzione, fino all’invasamento della crema, la Santo Cream, con un nome scelto dagli studenti. 


La crema creata dall'istituto chimico di Acquapendente

La crema creata dall’istituto chimico di Acquapendente


L’olio essenziale estratto dalla pianta è dotato di attività antibatterica contro lo stafilococco della cute (S. epidermidis), un batterio responsabile di malattie cutanee quali follicoliti, foruncoli, impetigine ma anche di patologie più serie quali endocarditi.

“L’estrazione avviene mettendo le foglie di Santolina dentro una specie di pentola a pressione dove l’acqua evapora portando con sé gli oli essenziali, poi con l’idrolato ci si può fare anche il sapone”, spiegano gli stessi allievi, sperando che, con l’aiuto del ministero delle politiche giovanili, possa diventare occasione di promozione del lavoro sul territorio. 

“L’altra finalità – dice ancora la dirigente Billi – è sensibilizzare le imprese, anche creando delle start-up o altre ipotesi lavorative, per creare occasioni di sbocchi professionali per i ragazzi, che noi vogliamo possano rimanere sul territorio dell’Alta Tuscia”.

– Una crema antibiotica creata all’istituto chimico di Acquapendente


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23 gennaio, 2021

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