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Viterbo - Luciano Di Marco fa il commerciante da oltre 40 anni e lavora in centro storico: "Le persone non sono più attratte"

“I saldi sono solo stupidaggini e non servono a niente”

di Daniele Camilli

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Viterbo – “A cosa servono i saldi? A niente, sono solo stupidaggini”. Il punto di vista è quello di Luciano Di Marco. Di Marco sport in via Roma, e a Viterbo da oltre 40 anni. Un marchio di qualità che dagli anni ’80 in avanti ha rifornito di borse, tute, magliette e attrezzature sportive di ogni genere quasi tutte le attività sportive che hanno fatto capolino nella Tuscia. A partire dal calcio, quando la scritta Di Marco sport campeggiava un po’ ovunque, dalla promozione alla terza. Un mondo che, fra l’altro, il Covid rischia di cancellare per sempre.


Viterbo - Luciano Di Marco

Viterbo – Luciano Di Marco


Una realtà, soprattutto quella venuta fuori con l’emergenza Coronavirus, dove i saldi hanno ormai poco significato. Se non addirittura nullo.

Quindi a che servono i saldi? “A niente. Tutte stupidaggini – risponde Di Marco -. Quando sento dire che la gente spenderà questo o quest’altro, proprio non capisco. Come fanno a dirlo?”.


Viterbo - Saldi

Viterbo – Saldi


Nel Lazio i saldi sono iniziati il 12 gennaio e dureranno una sessantina di giorni. Le prime regioni sono state Campania, Sicilia, Molise e Valle d’Aosta. Il 16 gennaio sarà la volta di Marche e Provincia autonoma di Bolzano.

“Le persone non sono più attratte dai saldi – prosegue Di Marco -. Fra l’altro gli sconti li possiamo fare quando vogliamo. I saldi si fanno tutto l’anno”.


Viterbo - Saldi

Viterbo – Saldi


Le problematiche sono invece altre. Tutte legate sostanzialmente all’emergenza Covid, che dura ormai da un anno. “Una situazione – sottolinea Luciano Di Marco – che si va ad aggiungere ad una crisi economica che già da anni caratterizzava il settore”.

E l’emergenza Covid ha finito col metterci del suo. “Il primo problema – spiega Di Marco -. Manca la provincia. Se non lavoriamo con le persone che vengono dalla provincia non facciamo niente”. Un tempo, il territorio della Tuscia era il bacino di riferimento per i commercianti del capoluogo. Qualcosa era rimasto, qualcuno si spostava ancora, almeno nel fine settimana. “Poi – commenta Di Marco – con la chiusura di bar, locali e ristoranti alle 18, non s’è visto più nessuno”.


Viterbo - Di Marco sport

Viterbo – Di Marco sport


Anche a Natale le cose non sono andate per il meglio. “Qualche giornata è andata bene – ha detto Di Marco – quando i centri commerciali erano chiusi. Adesso ci si è messo anche il tempo. Il centro storico, quando piove, non funziona. E’ veramente dura”. Inoltre, “con la chiusura dei bar e dei locali è venuto meno il momento dell’aperitivo. Certo, qualcuno lo fa alle 4, ma non è la stessa cosa. Prima le persone aspettavano l’aperitivo delle 6 e mezza-sette e nel frattempo entrava nei negozi. Adesso, dopo le 6 di sera la gente preferisce tornare a casa. Fare l’aperitivo alle 4 significa non entrare nei negozi e, una volta finito, tornarsene a casa”.

Infine, un altro problema. La paura. “A volte i clienti mi dicono – aggiunge Di Marco – che i figli hanno paura a uscire perché a casa c’è un nonno anziano. Ed è un altro pezzo di clientela che se ne va”.


Viterbo - Saldi

Viterbo – Saldi


C’è qualcosa che va bene? “Sì – conclude Di Marco – il parcheggio gratuito al Sacrario. Quello ci ha aiutato molto durante il periodo delle cosiddette vacanze. Adesso però è tornato a pagamento e anche quel piccolo aiuto non c’è più”.

Daniele Camilli


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14 gennaio, 2021

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